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Intervista esclusiva a Davide Manzon, direttore generale di comfort zone

Davide Manzoni

  • Beauty Forum

logo BF Monaco Davide ManzonQualità dei prodotti, innovazione, sostenibilità e attenzione alle persone sono tra le caratteristiche vincenti di [ comfort zone ]. Su questi e altri temi ci confrontiamo con Davide Manzoni, Direttore Generale del brand.

 

(Beauty Forum) Come è cominciata l'avventura di [ comfort zone ]?

(Davide Manzon) È iniziata nel febbraio del 1997, accettando una sfida che sulla carta pareva impossibile: creare la più bella azienda del settore (non l’azienda leader, ma… la più bella), partendo da zero! Imbastita a tavola, come nella più classica delle storie, in un locale dalle prelibatezze parmigiane e proseguita allo stadio. Quel giorno con Davide Bollati (presidente del gruppo Davines) vedemmo una partita tra Parma (con Buffon, Thuram, Crespo e tanti altri campioni) e Cagliari. Risultato 4 a 2 per la squadra di casa.

 

Come si è evoluto, in questi ultimi vent'anni, il settore della bellezza professionale in Italia?

Tante cose sono cambiate, per fortuna. Una su tutte è la migliore consapevolezza degli operatori riguardo alla propria preparazione e formazione, sia essa tecnica che culturale. Mi spiego meglio. Vent’anni fa la formazione era per poche persone, spesso appassionate di discipline dal sapore vagamente orientaleggiante; la maggior parte delle estetiste di allora, anziché impegnarsi alacremente nello studio, preferiva affidarsi ad altri sistemi per crescere e prosperare, come appoggiarsi a marche che pubblicizzavano il proprio prodotto e i centri associati. Così facendo la figura dell’estetista, salvo rare eccezioni, era modesta. Adesso è diverso. La maggior parte delle professioniste che conosco investono denaro in formazione arrivando fino a 16 giorni di media all’anno in corsi, praticamente una sorta di "ECM" spontanea, indotta semmai dall’evoluzione della categoria. Infatti sempre più incontriamo estetiste, giovani e meno, che studiano: comunicazione e marketing, vendita e social media, manualità e rituali. L’estetista di oggi vuole essere al passo con i tempi perché ha capito che, per non estinguersi, è importante distinguersi.
Sono un fervido assertore della formazione e con la nostra marca, fin dal 1997, abbiamo costruito il Palinsesto Annuale Education, in cui si alternano materie tecniche a manualità, crescita personale a business. Non è un caso che anche lo scorso anno, in Italia, abbiamo avuto 3.350 presenze distribuite in 110 classi. Sono convinto che il futuro del settore sia in buone mani: quelle delle estetiste 2.0. Anzi… 2020!

 

I consumatori sono sempre più orientati verso scelte d'acquisto sostenibili: in [ comfort zone ] avete anticipato questa tendenza. Cosa si cela dietro l'etichetta "Science-based Conscious Formulas"?

Crediamo che oggi sia importante, oltre che fare cosmetici di qualità, avere rispetto e attenzione per: 1) il pianeta in cui viviamo, visto che fino a prova contraria pare essere l’unico posto disponibile in cui stare, e immaginare un luogo alternativo attualmente pare complesso; 2) le risorse che si usano, l’acqua per esempio, che non sono infinite e il cui eccessivo sfruttamento comporta una serie di criticità che hanno ricadute a livello mondiale; 3) gli stake holders (lavoratori, clienti, fornitori) e la qualità della loro vita, che sono importantissimi, in quanto il benessere (o il malessere) delle persone si ripercuote sempre sulla vita di un azienda e sulla qualità di ciò che produce.
Per questo da alcuni anni abbiamo aderito al progetto B.Corp., diventando una delle prime aziende italiane Benefit Corporation. In sostanza, le aziende B.Corp sono società che stanno riscrivendo il modo di fare impresa; questo perché la loro attività economica crea un impatto positivo su persone, risorse e ambiente, generando contemporaneamente profitto. Come? Lavorando in maniera responsabile, sostenibile e trasparente e perseguendo uno scopo più alto del solo guadagno. B.Corp e le aziende che aderiscono hanno uno scopo chiaro e condiviso: ridefinire un nuovo modo di fare business, adeguato ai nostri tempi, concreto e replicabile. Attualmente si calcola che nel mondo ci siano 2.500 aziende e il fenomeno, partito 10 anni fa dagli Stati Uniti d’America, sta crescendo velocemente. Secondo il prof. Robert Shiller, premio Nobel per l’economia, "le Benefit Corporation hanno un doppio scopo e avranno risultati economici migliori di tutte le altre aziende".

 

Un altro valore che vi contraddistingue è la scelta di mettere le persone al centro, ad esempio con la Carta Etica: in cosa consiste?

Sì, la Carta Etica è stata una bella sfida, iniziata circa 15 anni fa e tutt'ora attuale. Con tutti i componenti dell'azienda di quel periodo - operai, impiegati e venditori - sotto la guida del bravo Prof. Alberto Peretti dedicammo decine di giornate a ragionare e riflettere sui valori che avrebbero accomunato il nostro modo di vivere e lavorare. Parlavamo d'arte e letteratura; osservavamo dipinti e sculture; a ruota libera si disquisiva di rispetto e di bellezza, di condivisione e di integrazione, di reciprocità e di cortesia. Da quelle sessioni, tutti insieme realizzammo la nostra Carta Etica, che nel frattempo è stata condivisa con i nuovi colleghi, movimentata da un gruppo di appassionati colleghi con una serie di iniziative welfare e lo scorso anno è rifiorita, in quanto è stata reimpostata per rimanere al passo con i tempi.

 

Il mondo dell'estetica evolve rapidamente, diventando sempre più competitivo: di quali strumenti può avvalersi la professionista per emergere e rimanere al passo con i tempi e con le esigenze della clientela?

Mi ripeto: se non vuoi estinguerti devi distinguerti! Secondo me la sfida attuale per l’estetista professionale si affronta su tre sostanziali temi: Formazione, Specializzazione, Comunicazione. Della Formazione abbiamo già parlato. La Specializzazione significa valorizzare al meglio ciò che si sa fare, dedicandosi anima e corpo, eludendo il resto. Facciamo un esempio. Non credo in quelli che sostengono la teoria del multitasking, convinto che si possa fare bene solo una cosa per volta; per cui, se ritieni che fare i piedi ti piaccia, applicati, studia, lavora per diventare la più brava del tuo territorio e, se nel tuo menù servizi non appare il make up poco importa, perché il cliente vuole che il professionista a cui si affida per un determinato motivo sia bravo/a, sia capace, sia il migliore. Non importa se spende un po' di più, importante è essere in mani sicure, dalla bravura comprovata. Tutto ciò non è affatto strano, basti pensare (fatte le debite proporzioni) a ciò che accadeva nel settore medico all’inizio degli anni '60, momento in cui dopo la laurea tutti i medici intrapresero la specializzazione. Oggi se ti rivolgi ad un medico specializzato in Otorinolaringoiatria è perché hai criticità legate al naso o alle orecchie, e non ti sogni di chiedere un consulto sulla tua pressione arteriosa (per quello prendi appuntamento con un bravo cardiologo).
In merito al terzo punto, la Comunicazione, beh, qualsiasi imprenditore al giorno d’oggi non può svolgere alcuna attività se non conosce le regole base per comunicare nei diversi canali (web, social, b2b, ecc). Conoscere la comunicazione però non basta. È necessario saperla usare. Bene. Spesso alcune persone, seppur preparate, non riescono a comunicare in pubblico. Altre volte, compongono messaggi social inadeguati, salvo poi lamentarsi della scarsità del feedback ottenuto. Al giorno d’oggi, non puoi più limitarti a dire: “Io sono così, non sono portata a parlare in pubblico…”, perché il pubblico è il tuo cliente. O lo affascini tu con un linguaggio carismatico o viene lusingato dal tuo competitor diretto. Come spesso ripete Paolo Borzacchiello, un carissimo amico con cui ho anche scritto un libro dedicato alle estetiste: "Le parole dicono chi sei, come le usi dicono dove stai andando".

 

A fine ottobre sarà tra i relatori di BEAUTY FORUM Milano, dove parlerà proprio di comunicazione. Può anticiparci qualcosa?

Penso che questa intervista sia ricca di spunti legati all'intervento: sottolinearli vuol dire ripetersi, e generalmente alle persone piace poco sentire due volte le stesse cose. Consiglio invece di partecipare al Forum, in modo da condividere con i presenti domande, risposte e punti di vista. Sono convinto che ognuno di noi, nella vita, ha quello che si merita. Non si tratta di presunzione, né di frase ad effetto, ma di una legge dell’Universo.
"Sogna il tuo sogno, rivolgilo verso il cielo, ed esso recherà a te ciò che meriti." (K. Gibran)

 

 


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