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Tipologie di cicatrici e possibili soluzioni estetiche

Cicatrici? No Problem!

  • Beauty Forum

Non c’è nessuna legge che vieti all’estetista di mettere le mani su una cicatrice; l’essenziale è trattarla con la dovuta cautela, soprattutto quando è di recente formazione. Ma come si forma una cicatrice e per quale motivo? Quante diverse tipologie se ne possono incontrare in istituto? Conoscere le risposte a queste domande è basilare per saper trattare nel modo corretto queste aree delicatissime.

La genesi di una cicatrice

Nei primi istanti che seguono un trauma o una ferita, si avvicendano una fase emostatica e una fase infiammatoria, che provvedono rispettivamente all’approvvigionamento di sangue e alla risposta immunitaria da parte del nostro organismo per evitare che dalla ferita penetrino degli agenti patogeni. La fase che ci interessa in questa sede è successiva, ed è la cosiddetta “fase proliferativa”, che solitamente si estende dal 5° al 21° giorno del processo di guarigione della ferita. In questo arco temporale, i fasci di collagene sono ancora molto deboli, ed è necessario impostare una terapia il cui obiettivo sia quello di migliorarne la resistenza agli stress esterni. Solitamente questo compito è affidato al fisioterapista, e consiste in una stimolazione del flusso sanguigno e del metabolismo tramite linfodrenaggio o massaggi specifici.
La fase successiva (dal 21° al 60° giorno circa) è quella detta “di maturazione”, durante la quale il nuovo tessuto comincia a organizzarsi e a guadagnare massa, aiutato anche dagli esiti della terapia precedente. In questo momento, la sintesi di collagene è molto prolifica, i tessuti si rinforzano e migliorano la loro elasticità e la loro resistenza. Solo a partire dal 60° giorno ha inizio la trasformazione vera e propria della ferita, che può durare mesi. A questa fase ne seguono una di granulazione e una di “remodeling”, che possono prolungarsi fino a vent’anni.
Attenzione: se per qualche ragione la ferita della cliente fatica a guarire, consigliale immediatamente di consultare il suo medico curante. Come estetista non è tuo compito trattare cicatrici appena formate (soprattutto se rischiano di aprirsi) o ustioni, casi in cui deve intervenire un medico. Se però la pelle è completamente guarita e la ferita non corre più il rischio di riaprirsi o infiammarsi, allora puoi procedere tranquillamente con il trattamento programmato.

Diagnosi di una cicatrice

Prima di iniziare il trattamento, devi avere un’idea ben chiara del tipo di cicatrice che hai sotto gli occhi. Devi anche conoscere la causa che l’ha originata e il livello di fastidio o dolore che la cliente avverte al tocco.
Un’anamnesi dettagliata ti aiuterà a trattare la cicatrice in modo appropriato e a fornire alla cliente una valutazione realistica dei risultati che si potranno raggiungere con il trattamento estetico. Tenendo a mente che il tuo compito non è quello di far sparire completamente la cicatrice bensì di migliorarne l’aspetto, spiega alla cliente in modo preciso che cosa farai per raggiungere questo scopo: le infonderà un senso di sicurezza!
Cosa chiedere durante la diagnosi di una cicatrice:

  • Come si è formata.
  • Quanto è vecchia.
  • Com’è guarita.
  • Eventuali disturbi associati.
  • Eventuali danni alle zone limitrofe.
  • Quali limitazioni comporta.
  • Quanto è sensibile al tocco.

Cicatrici ipertrofiche

Questa tipologia di cicatrice si forma in seguito a un surplus nella produzione di collagene; per questo motivo, è in genere rigida e poco elastica, e può avere la tendenza a ritirarsi. Compare solitamente in corrispondenza di traumi o ferite alle articolazioni, e in seguito a interventi chirurgici.
Per trattare questo tipo di cicatrice si può “sciogliere” il tessuto sottostante comprimendolo o sollevandolo, in modo da restituire all’area una maggiore flessibilità e alleviare dolore e fastidio.
Con la compressione, tecnica che può essere utilizzata con la maggior parte delle cicatrici, il tessuto cicatriziale viene sottoposto a una leggera pressione; se la cicatrice è “vecchia” bisogna esercitare un po’ di pressione in più. Passando la mano sopra l’area si può sentire chiaramente un indurimento intorno alla cicatrice: sono i tessuti sotto questo indurimento che devono essere "sciolti".
Con la tecnica del sollevamento, invece, è possibile lavorare su aree del corpo più ampie, come l’addome, la schiena o le gambe; come suggerisce la parola, il metodo consiste nel sollevare (quindi “tirare”) il tessuto cicatriziale. Questo movimento può causare un leggero dolore che può durare anche per diverso tempo. Nonostante questo, il sollevamento è particolarmente efficace, soprattutto nella zona addominale dove i tessuti sono più morbidi.

Cicatrici ipertrofiche

Vengono definite atrofiche tutte quelle cicatrici nelle quali, a causa di un’insufficiente produzione di collagene, il tessuto che si forma non basta a rimpiazzare quello perso. Può comparire in seguito a ferite traumatiche, ma il più delle volte è conseguenza di patologie cutanee come acne, herpes o ascessi.
Rientrano in questa categoria tutte le cicatrici che, a causa della morbidezza dei tessuti, appaiono “depresse”, ovvero si sviluppano a un livello più basso rispetto all’epidermide. Le cicatrici atrofiche si distinguono tra loro a seconda della forma e della profondità:

  • Cicatrici “a scodella”;
  • Cicatrici “ice-pick” (puntiformi e molto profonde);
  • Cicatrici “rolling” (piatte e “sprofondate” nella pelle);
  • Cicatrici “boxcar” (a forma di cratere e con i bordi taglienti).

Le cicatrici atrofiche che si incontrano maggiormente in un centro estetico sono quelle provocate dall'acne, e ne soffrono sia le donne che gli uomini.

TIP
Ogni ferita rilevante causa uno stress fisico e mentale. Dal momento che il processo che conduce alla sua guarigione è molto complesso e coinvolge tutto l'organismo, c'è un grande bisogno di sostanze nutritive. Questo è vero soprattutto durante la prima fase della formazione della cicatrice, quando i fibroplasti hanno un estremo bisogno di amminoaicidi; si possono integrare queste sostanze con una dieta equilibrata e ricca di vitamine.

Cicatrici acneiche: rimedi e trattamenti

Da ormai diverso tempo il microneedling è sulla cresta dell’onda come trattamento antiage; originariamente, però, i suoi aghi erano impiegati per la guarigione delle cicatrici e delle ferite. È un metodo efficace e dai risultati visibili soprattutto sulle cicatrici atrofiche o, in linea generale, quando per qualche motivo la produzione di collagene è ridotta.
I trattamenti di questo tipo dovrebbero essere sempre venduti all’interno di pacchetti che comprendano più sedute: in caso di profonde cicatrici da acne, ad esempio, per ottenere risultati soddisfacenti ne servono indicativamente dalle 6 alle 10.

E a casa?

Per conseguire risultati significativi e permanenti, è fondamentale che la cliente accompagni il trattamento in istituto con delle cure domiciliari mirate.
Un primo accessorio molto utile sono le creme roll-on, ovvero fornite di applicatore “a pallina” che, stimolando il tessuto interessato, favorisce la circolazione sanguigna e linfatica. Molti prodotti di questo tipo contengono acido ialuronico per l’idratazione degli strati cutanei più profondi; spesso sono formulati anche con agenti lenitivi, che aiutano a calmare il prurito che spesso accompagna il processo di guarigione di una cicatrice fresca. Chi volesse affidarsi a prodotti naturali per migliorare l’aspetto delle cicatrici può optare per il miele, la cui azione antibiotica è ormai ben nota. Si può ricorrere a un trattamento a base di miele in caso, ad esempio, di ferite e cicatrici da ustione; in alcuni casi, la cliente può anche continuare il trattamento direttamente a casa propria. L’applicazione è molto piacevole, e la continua evaporazione dell’acqua rende lo stimolo meccanico a mano a mano più intenso ed efficace. Per questo tipo di trattamenti il miele più indicato è quello di Manuka (che vi abbiamo presentato sul numero 3/2017 di BEAUTY FORUM); in alternativa si può utilizzare anche il comune miele che si trova in commercio, ma è necessario assicurarsi che la ferita sia completamente chiusa. Spalma il miele sopra e intorno all’area cicatriziale, poi appoggiavi sopra la mano aperta, eseguendo un movimento ripetuto oscillante dal palmo alla punta delle dita.

 

Mayleen Eraerts
Estetista, dirige un istituto a Barsinghausen, in Germania. È specializzata in estetica antiage ed esperta di ingredienti cosmetici.

 

 


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