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Piedi nudi al sole estivo: come proteggerli?

A prova di sole

  • Beauty Forum

È capitato anche voi? L’estate si mostra in tutto il suo splendore, si vorrebbero dare alle proprie clienti i giusti consigli per una tintarella sicura e intelligente, ma si ricevono sempre le stesse risposte: “Ma io non mi metto mica al sole. Oh no! Al massimo ci metto le gambe, niente di che…”. È una convinzione piuttosto sbagliata - e non è raro che, poi, si siedano alla postazione pedicure clienti con il dorso del piede e le gambe completamente arrossate. Se ci si espone a raggi solari di forte intensità per troppo tempo, è facile che ci si procuri una bella scottatura che, oltre al temporaneo fastidio, porta un enorme danno alla pelle. Succede soprattutto con i piedi: chiusa per la maggior parte del tempo nelle scarpe, la loro pelle non è abituata a ricevere i raggi del sole e dispone di una limitata protezione propria. Spesso, inoltre, anche chi ha la buona abitudine di spalmarsi la crema prima della tintarella pensa solo alle zone più "a portata di mano" (come viso, collo e braccia), dimenticandosi di metterla anche sui piedi.

Il sole e i suoi difetti

Un’esposizione solare moderata è un toccasana per il nostro organismo: aumenta la sensazione di benessere, stimola la circolazione sanguigna e il metabolismo e rinforza il sistema immunitario. Avremmo bisogno di una certa dose di sole tutti i giorni, in modo che il nostro corpo possa “usarlo” per produrre la vitamina D che serve, tra le altre cose, a mantenere adeguati i livelli di calcio dell’organismo. Sono sufficienti dieci minuti all’aria aperta ogni giorno. Con la luce splendente del sole estivo, però, la quantità “sana” di raggi solari ricevuti si supera in fretta, e chi passa molto tempo all’aperto (non importa se in vacanza al mare, facendo sport o semplicemente passeggiando) corre il rischio di danneggiare in modo permanente la propria pelle a causa dell’esposizione eccessiva. I raggi ultravioletti emanati dal sole sono composti da raggi UV-A a onda lunga e raggi UV-B a onda corta, ognuno con un effetto diverso sulla nostra pelle.
I raggi UV-A a onda lunga penetrano in profondità fino a raggiungere il derma, lo strato al di sotto dell’epidermide; lì danneggiano i fasci di collagene, provocando una perdita di elasticità e la formazione delle rughe.
I raggi UV-B a onda corta, invece, sono più ricchi di energia, ma penetrano solo nello strato superficiale della pelle che, per proteggersi, reagisce producendo il pigmento melanina: è proprio grazie a questo pigmento che la pelle si abbronza. Questi raggi sono anche responsabili delle scottature solari.
Una scottatura solare acuta è estremamente sgradevole. Si tratta di una reazione infiammatoria della pelle, che appare secca e arrossata, fa male e brucia. Se sulla pelle si formano delle vesciche, allora si è in presenza di un’ustione di secondo grado.
L’insidia principale di una scottatura è che si comincia a notarla solo quando ormai è troppo tardi per intervenire: appare visibile dopo 4-6 ore dall’esposizione, mentre i sintomi peggiori compaiono tra le 12 e le 24 ore successive.

Una protezione interna alla pelle

In una certa misura, a seconda del fototipo, la pelle è in grado di proteggersi da sola dagli effetti negativi del sole. Una parte dei raggi solari viene riflessa dallo strato corneo che, a causa dell’esposizione ripetuta, diventa più spessa - la cosiddetta “ipercheratosi solare”.
Il meccanismo di protezione cutaneo più evidente è proprio l’abbronzatura, dovuta alla produzione del pigmento melanina. Il pigmento viene sintetizzato dai melanociti all’interno dello strato basale della pelle e ha la capacità di filtrare i raggi UV proteggendo le cellule che vi si trovano al di sotto.
La quantità di melanina che è possibile produrre dipende dal fototipo di ciascuno: le persone che hanno la pelle chiara, ad esempio, ne producono meno di quelle con la pelle scura e sono anche particolarmente sensibili ai raggi solari; inoltre, durante l’estate, la durata della protezione interna degli individui dalla pelle chiara si limita a qualche minuto, dopodiché la minaccia di una scottatura solare è già in agguato.
Grazie alla capacità rigenerativa della pelle, essa è in grado di riparare e neutralizzare in autonomia i danni più piccoli. Non bisogna però abusare di questa capacità, perché l’esposizione ai raggi UV è la causa principale dei danni cutanei a lungo termine, oltre che dei disturbi acuti e temporanei come le scottature.
L’esposizione cronica ai raggi UV è la prima causa dell’invecchiamento cutaneo precoce. Danni marcati causati da un'esposizione prolungata si presentano tanto prima e tanto più intensamente quanto più un individuo ha la pelle chiara e quanto maggiore è la quantità di sole a cui si è esposto. Tra le persone dalla pelle più scura, invece, questi danni si palesano più raramente e in modo meno intenso.
Il cambiamento a lungo termine più frequente è la cosiddetta “elastosi solare”, diretta conseguenza della degenerazione dei fasci di collagene. La pelle colpita da elastosi perde quasi interamente la sua naturale elasticità e diventa particolarmente rugosa; si verifica, inoltre, la comparsa di macchie “a scacchiera”. Non è raro, poi, che la pelle appaia atrofica (senza più una forma e una consistenza soda e sana) e attraversata da piccoli vasi sanguigni in evidenza (teleangectasia).

Per un'esposizione intelligente

Per prevenire eventuali danni alla pelle causati dai raggi del sole si possono seguire un paio di semplici regole che dovresti spiegare molto chiaramente alle tue clienti.
Prima di concedersi una tintarella, è imperativo applicare un prodotto con una protezione solare che sia adatta al proprio fototipo e all’indice dei raggi UV. È importante che tutte le parti del corpo esposte al sole siano coperte di crema - piedi compresi!
I diabetici in particolare dovrebbero applicare un prodotto solare non solo sul dorso, ma anche sulla pianta del piede prima di prendere il sole: a causa di alcune neuropatie, infatti, può succedere che il soggetto non riesca a percepire i sintomi di una scottatura ai piedi, cosa che può portare a danni decisamente più gravi.
A prescindere dal tipo di protezione applicata, comunque, è importante gestire e “dosare” in modo intelligente i tempi e modi dell’esposizione, perché anche i prodotti con un SPF alto non hanno una protezione illimitata. Ricorda alle tue clienti che anche nei giorni di cielo coperto, sotto i gazebo da spiaggia o gli ombrelloni, i raggi UV agiscono ugualmente sulla pelle a causa dei fenomeni di dispersione e di riflessione.
È inoltre raccomandabile seguire alcune regole di “sole sicuro”, come recarsi spesso all’ombra ed evitare il sole del mezzogiorno: il 50% della dose giornaliera di raggi UV viene assorbita, infatti, tra le ore 11 e le 14.

E dopo il sole?

La protezione preventiva della pelle è importante, ma anche dopo l’esposizione sono consigliabili trattamenti mirati con prodotti doposole che reidratino la pelle secca e stressata, oltre a lenirla e rinfrescarla. Attenzione a non applicare creme ricche di agenti idratanti subito dopo l’esposizione solare, quando ancora non c’è alcun accumulo di calore. Il consiglio è scegliere creme o lozioni a base di menta, canfora, salvia o mentolo, che hanno un’azione rinfrescante e che, grazie ai loro ingredienti, hanno anche virtù astringenti, antinfiammatorie e disinfettanti. Vanno molto bene anche i gel a base di aloe vera, che donano una piacevole sensazione di freschezza, idratano la pelle e leniscono le infiammazioni. Altrettanto efficaci sono i prodotti curativi a base di estratti di alghe, che favoriscono anche la rigenerazione della pelle. Non bisogna sottovalutare che anche un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di vitamine A, C ed E, di minerali e di flavonoidi, (che proteggono dai radicali liberi) ha degli effetti positivi sulla pelle. Altro suggerimento utile per le tue clienti: bere tanto! La semplice acqua rinfresca il corpo dall’interno e aiuta i processi rigenerativi della pelle. Se le tue clienti terranno a mente questi consigli, potranno godersi i giorni di sole senza preoccupazioni.

 

Anke Niederau
Pedicurista e podologa, dirige la Scuola di Podologia di Bad Rothenfeide (in Germania) ed è anche insegnante freelance.

 

 


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