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Ecco cosa ci hanno raccontato Alberto Nano (per Zoya), Alessandro Viale (per FABY), Claudio D'Emilio (per Londontown) e Gilberto Pietrantoni (per SpaRitual)

Nails Go Green: La parola agli esperti

  • Nailpro

L'attenzione alla provenienza dei prodotti di consumo, la sensibilità al riciclo, la vocazione alla sostenibilità sono sempre stati visti come atteggiamenti di nicchia, a metà strada tra utopia e snobismo. Oggi, la situazione sta cambiando: i media si sono accorti che il pianeta è in difficoltà e molti consumatori hanno aperto gli occhi sulla necessità di un cambiamento, a partire dalla vita di ogni giorno. Scegliere prodotti alimentari a filiera corta, preferire t-shirt di cotone sostenibile, utilizzare detersivi alla spina: quelli che fino a qualche anno fa erano considerati atteggiamenti bizzarri sono entrati nelle abitudini quotidiane di moltissime persone. Da semplice moda passeggera, insomma, l'attenzione e il rispetto per l'ambiente sono diventati, per molti, un vero e proprio stile di vita - più o meno radicale, a seconda delle sensibilità. Questa tendenza sta cambiando, tra le altre cose, anche il mercato dei prodotti e dei servizi di bellezza: da qualche tempo, è tutto un parlare di cosmesi naturale, estetica olistica e make up vegano. L'ondata "verde" ha investito ovviamente anche l'industria nail, che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita inarrestabile e non poteva certo rimanere indifferente al tema. Ma come si può applicare un approccio eco-friendly a un prodotto "chimico" per eccellenza come lo smalto e ai servizi ad esso correlati? Ne abbiamo parlato con i rappresentanti di alcuni fra i nail brand più attenti e lungimiranti del mercato come FABY, Sparitual, Londontown e Zoya.

 

1. Il mercato italiano è maturo per la nascita di centri estetici e centri nail a vocazione green?

(ALBERTO NANO)
L'attenzione dei consumatori è molto alta: si ricercano prodotti di qualità, ci si informa - ma soprattutto ci si disinforma, su quello che io chiamo "Dr. Google". È assurdo che molti centri siano ancora impreparati a rispondere in modo adeguato. Noto che molte professioniste sono più attratte dal prezzo o dal colore, piuttosto che dalla qualità delle formulazioni di uno smalto o di un prodotto manicure o pedicure. Così facendo, spesso si fanno cogliere "in fallo" dal consumatore finale, mentre il loro compito dovrebbe essere quello di aiutarlo a orientarsi nella confusione che regna sul tema.

(ALESSANDRO VIALE)
Siamo ancora agli albori di questo percorso; in Italia, storicamente, arriviamo sempre in ritardo su certe tematiche. Sono convinto che oggi, specialmente grazie all'uso dei social media, il consumatore medio abbia più possibilità d'informarsi sugli ingredienti e sul loro impatto sull'ecosistema, e di conseguenza operare una scelta consapevole. Fortunatamente vedo anche tante scuole d'estetica cominciare ad aprirsi al mondo green, un settore nel quale, per una professionista del presente e soprattutto del futuro, informarsi è fondamentale.

(CLAUDIO D'EMILIO)
Il mercato italiano è sicuramente sensibile a queste tematiche: lo testimonia ad esempio la comparsa di aree dedicate al bio nei supermercati, o di interi negozi o catene dedicate solo ed esclusivamente a prodotti bio o vegani. E se il food è stato il primo settore in assoluto a percepire questa domanda da parte dei consumatori e a rispondere in modo adeguato, ora tocca a comparti come il beauty, che si sta attrezzando con centri estetici e nail shop a vocazione green e vegan. Già in molte realtà, accanto a trattamenti e prodotti "classici", l'offerta si è arricchita da tempo di proposte pensate in modo specifico per i consumatori attenti al tema green; il passo verso istituti 100% green è molto breve.

(GILBERTO PIETRANTONI)
I consumatori italiani sono pronti, una certezza che mi viene data dal numero crescente di attività commerciali totalmente focalizzate su questa filosofia: ristoranti vegetariani e vegani, paninoteche bio, mercatini a km 0, linee di abbigliamento ecosostenibili. Al momento, però, non sembra altrettanto pronto il mercato dell'estetica: a differenza dei saloni di parrucchieri dalla vocazione eco-friendly, che sono numerosi, i centri estetici che hanno sposato questo stile sono ancora una minoranza. Il consiglio che noi diamo ai centri che non desiderano applicare questa filosofia al 100% è quello di affiancare i servizi "green" a quelli tradizionali, esattamente come fanno ad esempio le pizzerie che, oltre alla pizza classica, propongono anche quella gluten-free, vegana, integrale... Più ampia è l'offerta, più alto sarà il numero di clienti soddisfatti!

 

2. Che tipo di risposta offrono brand e aziende a questa svolta "ambientalista" nella domanda di prodotti e servizi beauty?

(ALBERTO NANO)
Zoya vanta un primato importante in questo: è stato il primo brand, più di vent'anni fa, a brevettare uno smalto privo di Formaldeide, Toluene e DBP. Nel corso del tempo, moltissimi marchi hanno progressivamente eliminato dalle loro formulazioni non solo questi ingredienti potenzialmente nocivi, ma anche le resine derivate, arrivando a uno standard di sicurezza molto elevato: il cosiddetto "Big 10 Free". La stessa attenzione alla sicurezza è riservata da Zoya anche agli altri prodotti, dalle basi - sempre più ricche di ingredienti curativi - ai solventi - sempre meno aggressivi per unghie e pelle. Sono tutti sforzi volti a tutelare non solo le clienti finali, ma anche e soprattutto le operatrici, quotidianamente esposte per molte ore a questi prodotti.

(ALESSANDRO VIALE)
In realtà oggi tanti brand stanno scegliendo questa via perché il mercato la sta indicando loro, non tanto per una scelta etica. Questo si rispecchia spesso in alcune incoerenze che emergono sia nell'ambito del packaging che in quello comunicativo: si tende a riempire il proprio marketing plan di parole intriganti, ma alla fine il succo è che un prodotto green deve avere delle specifiche ben precise, deve essere coerente e soprattutto deve offrire una performance di alto livello.

(CLAUDIO D'EMILIO)
È importante essere pronti a rispondere a questa domanda crescente. Non farlo significa non essere al passo con i tempi, con il rischio di perdere importanti fette di mercato. Molte aziende si sono velocemente adattate a queste nuove esigenze, molte altre sono rimaste indietro e non sono ancora in grado di offrire una risposta adeguata. Potremmo dire che esistano due macro tipologie di marchi green: marchi storici che hanno abbracciato questa nuova tendenza, modificando le proprie formulazioni e inaugurando una filosofia legata alla naturalità; marchi più recenti, nati proprio per soddisfare questa esigenza. È questo il caso di LONDONTOWN, marchio nail made in USA che si propone - con la sua linea curativa kur e quella nail color lakur - di curare le unghie con i complessi botanici contenuti nel brevettato Florium Complex: un'infusione di estratto di cetriolo, estratto di aglio, estratto di camomilla, olio di colza, olio di enotera, vitamine A ed E.

(GILBERTO PIETRANTONI)
Parlando della nostra offerta, posso affermare che è coerente in tutti i suoi aspetti: dalla formulazione dei prodotti al packaging in cui vengono confezionati. La nostra filosofia eco-friendly si estende fino al materiale di comunicazione, realizzato in materiali riciclati, riciclabili ed ecosostenibili.

 

3. "Naturale", "Vegano", "Cruelty-free", "3-5-10-Free": come orientarsi in questa giungla di definizioni?

(ALBERTO NANO)
Le etichette create dal marketing - dall'"unghia che respira" fino ai recenti proclami green - possono essere spesso molto ingannevoli. Dobbiamo partire dal presupposto che uno smalto che si dichiara "organico" non potrà mai essere naturale al 100%. Il consiglio è, quindi, di non lasciarsi affascinare dalle diciture, ma andare a cercare un prodotto che, in primis, non aggredisca e non disidrati l'unghia naturale. Ciò che ogni prodotto professionale dovrebbe essere, d'altro canto.

(ALESSANDRO VIALE)
Informarsi è determinante e il canale professionale deve farlo ancora di più: internet alcune volte non è precisa nel fornirci le spiegazioni più dettagliate, quindi rivolgersi a degli esperti del settore è sempre la scelta più giusta. Certi cosmetici non potranno mai essere "naturali" al 100% ed è importante anche usare il buon senso per evitare di essere raggirati da campagne marketing tendenziose. Ci sono anche bravissime beauty blogger o bio blogger che sanno spiegare, tramite i propri post o video, i cosmetici con INCI più puliti, o aziende con etiche meno attente. Leggere e informarsi sono sempre passi fondamentali.

(CLAUDIO D'EMILIO)
Orientarsi diventa più semplice se si risale al significato puro e semplice di queste espressioni, spogliandolo della sua veste, per così dire, "promozionale". Naturale significa: con ingredienti non sintetici, ma che si trovano in natura. Vegano significa: che non utilizza ingredienti di origine animale - quali latte e miele, ad esempio. Cruelty free: non testato sugli animali. Le espressioni come "10-Free" sono modalità di comunicazione utilizzate per evidenziare che questo o quel prodotto è privo di sostanze nocive. Modalità un po' abusata, nel senso che sembra quasi una gara a chi ha il numero "più alto". Ovviamente, tutte queste etichette non bastano: bisogna entrare nel dettaglio e analizzare a quali sostanze quel numero fa effettivamente riferimento.

(GILBERTO PIETRANTONI)
Occorrono formazione e informazione, da parte di tutti gli attori in campo: da una parte, ovviamente, è compito delle aziende essere trasparenti e molto chiare nella descrizione di ciò che propongono ai loro clienti; dall'altro lato, anche il ruolo dei media è fondamentale nella trasmissione delle corrette informazioni ai consumatori finali. Molte persone, ad esempio, confondono la definizione di "vegano" con quella di "cruelty free": una semplice ricerca su Wikipedia può essere d'aiuto per capire come il significato di questi due termini sia completamente diverso.

 

4. Non solo smalti: quali sono gli altri ingredienti che possono comporre un'offerta green di successo in ambito beauty e nail?

(ALBERTO NANO)
Innanzitutto l'igiene, che rappresenta una pietra miliare per qualunque centro nail: l'attenzione alla sicurezza della cliente e quella rivolta alla tutela dell'ambiente che ci circonda sono due facce della stessa medaglia, due manifesti di professionalità strettamente collegati. Consiglio poi di sottolineare l'approccio green del centro con una comunicazione specifica, tramite cartelli o altro materiale informativo, e di curare la postazione manicure/pedicure in modo attento e coerente. Certamente è poi importante affiancare ai prodotti nail una serie di referenze che rispettino gli stessi identici parametri, a partire innanzitutto dalla sicurezza delle formulazioni, che aprono anche alla possibilità di offrire servizi in condizioni "particolari", ad esempio a clienti in cura oncologica.

(ALESSANDRO VIALE)
Make up, prodotti tricologici, cosmetici per viso e pelle... la tendenza green si declina in tantissime varianti. Oggi ci sono anche brand del mondo della moda che hanno deciso di utilizzare tessuti green: Laura Strambi, con cui FABY collabora durante le Fashion Week, è una vera e propria pioniera mondiale nel campo. Credo che oggi la cosa importante sia essere sempre coerenti e sapere a quale target mirare con la propria offerta. Lasciare tutto nel caos può confondere non solo la professionista del settore, ma anche la consumatrice finale che magari si sta approcciando a questa filosofia ma ne viene allontanata da concetti complicati. Il segreto, l'ingrediente primario di tutto? Essere semplici.

(CLAUDIO D'EMILIO)
L'offerta di un istituto che voglia imporsi per la propria natura "green" deve necessariamente comprendere una gamma completa di prodotti e trattamenti, tutti caratterizzati dallo stesso approccio e dalla stessa filosofia. Per cavalcare con successo "l'onda verde", è importante sapersi distinguere puntando sull'esclusività delle formulazioni - mi vengono in mente la prugna di Kakadu che arriva dall'Australia, o la sabbia bianca di Bora Bora, ingredienti di alcuni gommage del nostro brand Baija Paris.

(GILBERTO PIETRANTONI)
Gli smalti sono solo una parte dell'offerta "green" che un centro può proporre: per poter vantare un menù di trattamenti sufficientemente vario occorre avere almeno una linea di skin care corpo e/o mani e piedi specificamente formulata con ingredienti di origine naturale e, possibilmente, biologici. L'ideale sarebbe arrivare ad avere un listino completo di "trattamenti green" da affiancare a quello classico.

 

 


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