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L’amore, il sesso, il potere femminile, la diversità tra uomo e donna, la moda e i cosmetici. Un punto di vista serioso e leggero… squisitamente femminile.

Mio marito è Genoveffanastasia!

  • Nailpro

Di recente sono stata invitata ad un matrimonio. Finalmente l’occasione per sfoggiare qualche abito da cerimonia! Ho passato in rassegna anni di acquisti: abiti favolosi che sono stati sulla mia pelle solo quella volta che li ho provati e sono rimasta rapita dalla mia immagine riflessa dallo specchio di un camerino... Eh già, perché quel guardaroba “da gran sera”, a parte il giorno del suo acquisto, non ha mai più rivisto né me, né la luce, rinchiuso nel mio armadio e nella sua custodia. Osservando quella distesa di abiti in tutti i colori e forme e con tutte le passamanerie o le applicazioni più ricercate, e guardandoli davvero come se fosse la prima volta (sorprendendomi addirittura a pensare “ma dai, che bello questo!” come se non fossero i miei), non ho potuto fare a meno di comprendere d’improvviso il sopracciglio arcuato e l’espressione enigmatica di mio marito. Quel suo volto ermetico, che in qualche modo mi ha sempre irritata (ma come, sono vestita a festa, fammi una faccia da festa, no?) e a metà strada tra il rassegnato e l’impassibile si è riproposto, ora me ne rendo conto, tutte quelle (tante) volte che all’interno del negozio e con indosso l’ennesimo vestito che avrebbe fatto invidia a Maria Antonietta, mentre camminavo su e giù come su un red carpet e facevo tableau e giravolte, mi voltavo e giuliva (ma anche stregata, quasi in uno stato narcotico, come talvolta accade durante lo shopping) gli dicevo “questo lo devo assolutamente prendere!”. I maschi sono generalmente più razionali, e quindi mi tocca ammettere che sì, in effetti la vita che conduciamo, non essendo noi i Ferragnez, non è propriamente una vita da jet set e non ci offre così tante occasioni di indossare abiti da sera... Comunque, come in ogni ménage matrimoniale che si rispetti, piuttosto che dargli ragione (ce l’ha e lo so... non basta?), l’ho coinvolto nella scelta e li ho praticamente provati tutti. “Che ne dici di questo? No, forse il nero non va bene... ma ha lo strascico azzurro! Mmmh... e questo? É troppo rosa chiaro? Dici che la sposa se la può prendere? Ma se lo abbino alla giacca blu di seta? Oppure metto questo color Ultra Violet. Pensa che l’ho comprato quando ancora non era il colore dell’anno! Come sono lungimirante, no?”... Ho smesso solo quando mi sono resa conto che si era addormentato, e invece il suo aiuto mi sarebbe stato molto utile, perché dopo la sbornia di prove ero ancora più confusa di prima. Avrei voluto metterli tutti insieme, uno sull’altro! Più ragionevolmente sono arrivata alla conclusione che l’ideale sarebbe stato cambiarsi a metà giornata... “Sì, proprio come fa una sposa! Non scherzare” è intervenuto mio marito, risvegliato dai miei insistenti pigolii. Ho optato per il vestito cenere di rose, monospalla con volant, taglio a sirena, e mi sono sentita come Cenerentola. Finché, uscendo dalla porta, ho sentito la presa ferma di mio marito che privava la mia testa della coroncina di rose. “Questa proprio no” ha detto e io saggiamente, solo questa volta, non ho obiettato...

 

K.C.Z.

 

 


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