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Portare il benessere dentro il centro estetico: la parola all'architetto

Questione di spazi

  • Beauty Forum

Qual è il confine tra estetica e benessere? Domanda sbagliata! Direi piuttosto: perché deve esistere un confine tra estetica e benessere? Chi ha deciso di creare una distinzione netta tra gli spazi destinati ai servizi di estetica e i centri wellness, non deve avere ben chiaro l’obiettivo dell’offerta in entrambi i casi: il benessere dell’ospite!
Dicono che un centro estetico abbia spazi più sacrificati, budget ridotti all’osso, pretese inferiori…insomma, se vuoi fare l’estetista ti devi accontentare! Invece le SPA hanno spazi accoglienti, servizi impeccabili, insomma, tutta un’altra storia. Ma perché?

Barriere mentali

Alla domanda se esista un confine tra estetica e benessere, la mia risposta è chiara: no! Esistono solo barriere mentali di chi si convince di non poter “osare” nell’avanzare proposte che emozionino l’ospite pur offrendo servizi di estetica di base. Eppure, ci si sente bene quando ci si sente belli: ai servizi di estetica, in fondo, non si chiede altro che di occuparsi della nostra persona, ovvero, proprio del nostro benessere.
Ho già avuto modo di scrivere, su uno dei primissimi numeri di BEAUTY FORUM, a proposito di quelli che amo definire “centri estetici evoluti” ma, in fin dei conti, nella mia attività di progettazione non esistono centri estetici che non rispettino queste caratteristiche, neanche il più piccolo.

Il potere delle idee

La gestione degli spazi, le dimensioni delle cabine, l’importanza dell’accoglienza, la creazione di un’atmosfera emozionale, la gestione dei flussi, la successione e l’organizzazione delle funzioni, il servizio al cliente: tutto deve essere pensato, programmato e progettato affinché l’ospite possa calarsi in un ambiente concepito espressamente per prendersi cura di lui.
Non facciamone una questione di budget: non avere particolare disponibilità economica diventa spesso un pretesto, una scusa per piangersi addosso e auto-convincersi che il confine tra estetica e benessere sia l'insuperabile causa dei nostri mali. Il fatto è, invece, che si riescono a fare molte cose lavorando sulle idee piuttosto che sulla ricchezza di certi materiali. Qualche esempio: che aumento di costi abbiamo nell’ideare un concept da proporre in maniera coerente nel centro estetico, piuttosto che lasciare le cose al caso? Cosa comporta, sempre in termini di costi, progettare un accurato piano colore o studiare l’illuminazione per creare la giusta atmosfera, piuttosto che lasciare tutto bianco perché "tanto il bianco va bene per tutti"?
Ovviamente, non esiste nessuna bacchetta magica: niente, ahimè, è possibile a costo zero, ma tra spendere nulla e indebitarsi vi sono tante sfumature intermedie che il mondo dell’estetica deve imparare a cogliere.

"Una zona relax è indispensabile se integriamo il centro estetico con una zona umida. E che dire di spogliatoi dedicati, laddove invece nell'estetica si è soliti spogliarsi in cabina?"

Studiare gli spazi

Una delle differenze sostanziali più importanti è rappresentata dagli spazi di lavoro. In virtù di un presunto contenimento dei costi, nel centro estetico si finisce per mortificare gli spazi, andando a creare ambienti sacrificati pur di ricavare una cabina in più, a maggior ragione tenendo conto che spesso ci si apre anche a trattamenti più olistici o rituali, integrando una piccola zona umida.
Anche in questo caso, bisogna fare attenzione a non improvvisare: ogni spazio umido, nel quale strutturare interessanti percorsi, non può essere semplicemente inserito “tra una cabina e l’altra”. Bisogna tenere conto della successione delle funzioni: dall’ingresso in zona umida, con doccia di preparazione (o di contrasto, da usare dopo il bagno di calore) al trattamento in cabina, fino a una zona dedicata ai necessari momenti di decompressione.
Sapete che una zona relax è indispensabile se integriamo il centro estetico con una zona umida? E che dire di spogliatoi dedicati, laddove invece nell’estetica si è soliti spogliarsi in cabina?
Sono solo piccole riflessioni, quasi sollecitazioni ovvie, che nascono però dal riscontro di questi errori nella progettazione (quasi sempre) non specializzata di centri estetici che si lanciano verso il mondo delle SPA pensando che limitarsi a inserire una sauna possa fare la differenza.

Un cambiamento culturale

In realtà, si tratta di una questione di approccio mentale all’estetica e al benessere, che può essere sempre più evoluto anche senza investimenti smisurati, a patto di mettere al bando ogni superficialità e di cominciare a pensare in grande!
Facciamo perno sugli aspetti culturali del benessere piuttosto che dannarci per infilare quante più cabine possibili in uno spazio. Da un simile errore, può derivare l’assoluta inadeguatezza dell’intera offerta per l’ospite, che gran parte delle volte non si trova a proprio agio tra quattro pareti ripiegate sul lettino.
Anche nei centri estetici, lo spazio è benessere, e il benessere è molto più di una zona umida: adoperiamoci, allora, affinché sia imprescindibile concepire un ambiente accogliente e ben calibrato, che permetta all’ospite di respirare e all’operatore di lavorare sempre meglio, focalizzando l’attenzione sul proprio obiettivo - il benessere del cliente - e, ne sono sicuro, trovando finalmente un meritato riscontro.

 

Stefano Pediconi
Artista, architetto, blogger, designer e hotel stylist, è specializzato in progettazione di strutture ricettive, SPA e centri wellness ed estetici per i quali propone un approccio creativo volto ad approfondire gli aspetti culturali di benessere e ospitalità, orientato allo sviluppo di nuovi business per ogni cliente.
www.stefanopediconi.it

 

 


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