fbpx

home

Allergie o irritazione in istituto: come si manifestano e come comportarsi

La zona sensibile

  • Nailpro

Ogni cliente si aspetta che l’onicotecnica a cui si affida sia preparata in materia di igiene e sterilizzazione e che applichi meticolosamente gli opportuni protocolli per tenere lontane le infezioni. Ma in tema di sicurezza in salone, esiste un altro tipo di rischio che, spesso, non viene preso in sufficiente considerazione: quello degli effetti collaterali e degli sfoghi allergici ai più comuni prodotti per unghie. Anche quando esegui un servizio da manuale, può capitare che una cliente sviluppi una reazione fisiologica sgradevole - e, a volte, perfino pericolosa - alle sostanze chimiche contenute nei prodotti usati. Fortunatamente, è possibile ridurre al minimo i rischi per le tue clienti (e per il tuo business!): basta capire come e perché si scatenano queste reazioni.

Cose da sapere

  • Più del 20% della popolazione mondiale ha avuto una risposta infiammatoria della pelle almeno una volta nella vita.
  • Tra i bambini in età scolare in Europa, una percentuale tra il 10% e il 20% soffre di dermatite atopica.
  • Degli oltre 85.000 agenti chimici presenti nell’atmosfera, sono stati identificati più di 4.350 allergeni da contatto.
  • Si stima che circa l’1-3% della popolazione soffra di allergia al lattice.

Allergia o irritazione?

Qualunque risposta non prevista dell’organismo a un trattamento nail è fonte di preoccupazione, ma c’è differenza tra reazione allergica e irritazione. Distinguere tra le due condizioni può risultare complicato, ma è importante saperlo fare. Le reazioni allergiche sono molto meno comuni delle irritazioni e tendono a ripresentarsi per tutta la vita, mentre chiunque può manifestare un rash cutaneo da irritazione se un numero sufficiente di agenti chimici nocivi entra in contatto con la pelle.
Un’allergia a un prodotto nail e/o di skin care si sviluppa per gradi attraverso un processo di sensibilizzazione, ed è il risultato di un’esposizione ripetuta e prolungata a una particolare sostanza per giorni o settimane. Alla fine, la naturale barriera protettiva della pelle si rompe, permettendo a quella particolare sostanza di combinarsi con le proteine della pelle e di essere trasportata dai globuli bianchi in tutto il corpo. I globuli bianchi, che operano all’interno del sistema immunitario, reagiscono rilasciando nell’organismo degli elementi chimici che scatenano quei sintomi che si rilevano comunemente in caso di allergia; di solito si parla di dermatite atopica o di eczema.
Un’irritazione, invece, avviene velocemente: lo sfogo si manifesta entro pochi minuti, o al limite entro qualche ora, da un’esposizione intensa ma di breve durata a un agente irritante, oppure in seguito a una esposizione ripetuta anche se di breve durata. Come per le allergie, l’agente irritante penetra attraverso lo strato esterno della pelle, ma la risposta è acuta e localizzata. I sintomi tipici sono l’arrossamento dell’area interessata e la comparsa di vesciche che possono trasformarsi in piaghe squamose o croste; questo sfogo tende a raggiungere il suo apice in circa 24 ore. Questa condizione di solito viene chiamata, semplicemente, dermatite da contatto.

Vederci Rosso

Immagina di avere una cliente affezionata che sta lentamente sviluppando un’allergia a uno dei prodotti che usi. Che cosa vedresti? La reazione a un allergene può manifestarsi con rossore, gonfiore e con la comparsa di pustole nell’area della pelle che circonda l’unghia; in alcuni casi, l’unghia arriva anche a sviluppare una sensazione di bruciore, per poi separarsi o sollevarsi dal letto ungueale (onicolisi). Altri sintomi comuni includono pelle secca e ruvida, macchie o scolorimento della lamina ungueale.
Questa reazione inaspettata potrebbe lasciarti di stucco: la colpa è del prodotto andato a male? È cambiato qualcosa nella sua formulazione? L’idea che si tratti di una reazione allergica potrebbe non sfiorarti nemmeno, specie se quella persona è tua cliente da anni e se hai sempre usato gli stessi prodotti. Sono esattamente questi, però, i motivi che dovrebbero farti pensare a una reazione allergica: nessuno sviluppa un’allergia alla prima esposizione, ma servono molti anni affinché succeda.
A volte, le reazioni allergiche ai prodotti per unghie agiscono in modi così misteriosi che serve un dermatologo per ricollegare i sintomi alla loro causa. Ricorda: una volta che la barriera della pelle è stata abbattuta, la reazione allergica può manifestarsi in qualunque parte del corpo. Allergie a prodotti topici possono presentarsi come dermatiti sul collo, dentro e intorno alle orecchie, perfino intorno alle palpebre. Più raramente, possono comparire sintomi simili a quelli dell’influenza, o cerchi scuri intorno agli occhi causati dai tessuti circostanti ingrossati. Contemporaneamente, si possono riacutizzare delle condizioni cutanee preesistenti. Anche se succede raramente, le allergie collegate ai prodotti nail possono portare addirittura a un’infezione secondaria grave dell’unghia, come la paronichia (infezione dei tessuti molli), l’onichia (infiammazione del letto ungueale) e la parestesia (sensazione di intorpidimento o formicolio agli arti). In ultima analisi, il miglior modo per determinare se lo sfogo comparso sulla pelle della tua cliente è da ricondurre a un’allergia è consigliarle di andare da un dermatologo e sottoporsi a un patch test. In quanto sua onicotecnica, conoscere i risultati del test può aiutarti a calibrare i trattamenti futuri in modo da evitare di usare i prodotti che contengono quegli allergeni. Tieni a mente che se una cliente ha un’allergia a un ingrediente, probabilmente svilupperà reazioni cutanee a ogni prodotto che lo contiene e a quelli che presentano una struttura chimica simile.

“Se una cliente ha un’allergia a un ingrediente, probabilmente svilupperà reazioni cutanee a ogni prodotto che lo contiene e a quelli che presentano una struttura chimica simile. ”

Riconoscere e Rispondere

La migliore opportunità che un’onicotecnica ha per riuscire a prevenire una reazione avversa a un prodotto è prima che inizi il servizio, con una precisa valutazione della situazione a inizio seduta. Nelle clienti che sono solite sottoporsi alla ricostruzione, ad esempio, lo sviluppo di un’allergia dà dei segni premonitori: si riscontrerà un rigonfiamento (anche se minimo) della pelle dentro e fuori i valli ungueali, e l’eponichio apparirà molto sottile o addirittura inesistente. Anche se la zona non è ancora arrossata o dolorante, in questi casi si può comunque notare una sorta di lucentezza dovuta all’edema. In situazioni del genere è consigliabile rimuovere l’allungamento, perché la risposta allergica è già iniziata. Se ignorati, i sintomi non faranno che peggiorare di seduta in seduta: arriveranno il rossore e il pizzicore, seguiti dalla comparsa di piccole vesciche dopo ogni applicazione del prodotto. Se la ricostruzione non viene rimossa immediatamente, la pelle svilupperà una reazione crescente, accompagnata da un forte dolore e da un edema diffuso. La cliente potrebbe anche diventare febbricitante.
Se una cliente dovesse chiamarti qualche ora dopo il trattamento per riferirti di aver sviluppato una reazione cutanea, è più probabile che si tratti di un’irritazione piuttosto che di un’allergia. I saloni dovrebbero rimanere in contatto con un dermatologo locale, a cui fare riferimento in queste situazioni.
Infine, non trascurare di controllare se sei tu che stai sviluppando una potenziale allergia a un prodotto. È fondamentale conoscere e capire la chimica degli ingredienti con cui lavori, e maneggiarli correttamente, per prevenire lo sviluppo di allergie che dureranno per tutta la vita. Indossa sempre i guanti - meglio di nitrile, perché molte clienti potrebbero avere un’ipersensibilità al lattice - e attieniti in modo scrupoloso ai protocolli di lavoro e di pulizia di strumenti e arredi. Fare attenzione ai sintomi, e prendersi cura di qualunque allergia o irritazione il più in fretta possibile, sono la garanzia di clienti (e tecniche) tranquille e serene.

Allergia al Nichel: l'incubo di molte donne

Probabilmente ti è già capitato di ospitare nel tuo centro clienti allergiche al nichel: l'Italia è infatti il Paese europeo in cui questa allergia è più diffusa. Chi ne soffre sviluppa episodi anche molto acuti di dermatite, con rossore diffuso, comparsa di pustole e prurito nell'area che è venuta a contatto con l'allergene, peraltro contenuto in moltissimi oggetti di uso comune come gioielli, utensili e vestiti, oltre che in alcuni alimenti e in svariati prodotti cosmetici. Il problema dell'allergia al nichel è così radicato da aver portato alla sperimentazione di un apposito vaccino, che però non si è dimostrato risolutivo.
Cosa puoi fare tu nel tuo piccolo?
Sicuramente dotare il tuo centro di cosmetici nickel-tested e preferire, quando operi su clienti allergiche, strumenti non metallici (ad esempio spingendo le cuticole con un bastoncino d'arancio invece che con uno spingicuticole tradizionale).

 

Linda Kossoff

 

 


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102