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Come comportarsi quando la cliente ha uno sfogo di grani di miglio

Piccoli scocciatori

  • Beauty Forum

In qualità di estetista, ti sarai sicuramente imbattuta almeno una volta nei cosiddetti “grani di miglio”. Questo inestetismo cutaneo, anche noto con il nome latino di “milium” (“milia” al plurale), interessa soprattutto la pelle del viso e si manifesta sotto forma di minuscole cisti che si formano nello strato di pelle immediatamente sotto l’epidermide. Questi piccoli noduli di colore beige sono causati da un eccesso di tessuto connettivo e sono composti principalmente da un miscuglio di sebo e cheratina, benché possano contenere al loro interno anche sudore, peli, cellule epiteliali o muco. I grani di miglio si manifestano sia singolarmente che in gruppo e compaiono soprattutto nella zona del contorno occhi, sulle tempie e sulle guance. Le loro dimensioni variano da 1 a 3 mm, la loro consistenza è solida. La denominazione “grani di miglio” è dovuta alla loro forma, che ricorda molto quella dei semi di questa pianta. Chi ne è colpito, li percepisce più come un problema estetico che come un disturbo pericoloso per la salute, soprattutto perché, per via della loro posizione superficiale, sono molto visibili. Non se ne conoscono le cause precise, ma alcuni studi hanno evidenziato ricorrenze famigliari che fanno ipotizzare una predisposizione genetica. Il fatto che questo inestetismo si possa osservare soprattutto nei neonati, nelle giovani donne e tra gli uomini più anziani fa supporre che ci sia un legame con l’andamento ormonale, ma è difficile rintracciarne le cause specifiche, vista la sua tendenza a comparire in modo spontaneo e improvviso. In medicina, uno sfogo di “milia" legato alle ghiandole sebacee viene chiamato “milium primario”. Se invece le piccole cisti sono provocate da una patologia della pelle, come ad esempio l’Herpes Zoster, si parla di “milium secondario”. Capita spesso che il milium secondario ricompaia anche dopo la guarigione della patologia che lo aveva scatenato. Si pensa che anche alcuni medicinali particolari, come antibiotici o diuretici, possano provocare la comparsa di milia secondarie. Questi farmaci, infatti, aumentano la fotosensibilità della pelle, e un loro utilizzo prolungato può causare questo effetto collaterale. Va detto però che, anche in questi casi, la correlazione non è stata dimostrata in maniera incontrovertibile; le patologie citate e gli scenari ipotizzati sono da prendere solamente come possibili fattori di rischio. L’unico dato certo sull’occorrenza dei grani di miglio è il fatto che a esserne maggiormente colpiti sembrano essere i soggetti con la pelle particolarmente secca.

Qualche informazione

I grani di miglio possono comparire sulla pelle di uomini e donne di qualunque età, e spesso anche nei neonati, nei bambini e negli anziani. Solitamente nei neonati queste "bollicine" scompaiono spontaneamente, cosa che invece non succede negli adulti.

La diagnosi del dermatologo

Anche se un’estetista esperta sa riconoscere un caso di milia a colpo d’occhio, l’unico che può diagnosticare ufficialmente il disturbo è il dermatologo che, servendosi di apposite lenti o di un dermatoscopio, è in grado di distinguerlo in modo certo da altre malattie della pelle. Alcune estetiste poco esperte, invece, potrebbero scambiare per grani di miglio un episodio di acne, un’eruzione cutanea o la comparsa di piccole verruche. Questa confusione potrebbe portare a scelte sbagliate e, in alcuni casi, a un ulteriore peggioramento del disturbo. Non dimentichiamo che spesso le verruche sono causate da virus e, se non vengono trattate correttamente, si possono diffondere in tutto l’organismo.
Prima di procedere con qualsiasi trattamento, dunque, l’estetista 
deve essere a conoscenza delle reali condizioni della pelle su cui sta andando ad agire. Soprattutto, non deve trascurare i segnali di una possibile malattia infettiva. In ogni caso, un raggruppamento molto numeroso di grani di miglio nel contorno occhi deve essere sottoposto al giudizio di un medico, che indicherà la terapia adatta da seguire. Il medico, con la sua diagnosi, sarà inoltre in grado di distinguere un caso di milium dal cosiddetto pseudomilium, un disturbo che gli assomiglia: in questo caso non si tratta di cisti, ma di un deposito di sale (acido ossalico) nella pelle.

Il trattamento estetico

Per trattare questo inestetismo bisogna prendere in considerazione l’età di chi ne è colpito. Nei neonati non è necessario fare nulla, in quanto ci si aspetta che regredisca spontaneamente. La regressione spontanea negli adulti, invece, si verifica solo nel caso delle milia secondarie. Nella maggior parte dei casi, dopo l’“esplosione” dell’involucro esterno delle cisti, il loro contenuto si riversa all’esterno e la pelle ritorna alla normalità senza che rimanga alcuna traccia del problema.
Nel caso di milia primarie, invece, non ci si deve aspettare una guarigione spontanea. La procedura di rimozione più diffusa prevede, dopo aver disinfettato la pelle, di bucare i grani di miglio con un ago da insulina sterile, procedendo poi alla classica “spremitura”. Dal momento che l’estetista, come sappiamo, non è autorizzata all’utilizzo di aghi (e potrebbe quindi avere problemi qualora la cliente non fosse soddisfatta del risultato - se, ad esempio, dovessero rimanere delle cicatrici), una buona alternativa è ricorrere a trattamenti esfolianti, che hanno anche una forte efficacia preventiva. Peeling mirati e regolari - a cadenza preferibilmente settimanale -, uniti all’uso di creme dal forte potere idratante ma non unte possono rivelarsi validi alleati contro i grani di miglio.
Questi “piccoli scocciatori” possono anche essere rimossi da un chirurgo estetico con il laser a Co2, che agisce in modo mirato sullo strato superficiale della pelle. L’acqua nella pelle evapora e il tessuto rimanente viene portato via. Dopo qualche giorno, la crosta che si era formata si stacca e la pelle sottostante risulterà libera dalla ciste. Dopo il trattamento, per una perfetta guarigione, è sconsigliata l’esposizione diretta alla luce del sole per qualche settimana.

 

WALTRAUD BÖHME
Dirige l’Elite Fernakademie für Kosmetik und Wellness, accademia formativa per estetiste e operatori Spa e Wellness.



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