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Usi e potenzialità dell'illuminazione in Spa e centri benessere

Luce ed emozionalità

  • Beauty Forum

Mi piace parlare di creatività: quando un potenziale cliente vince la remora di affidarsi a un architetto (...non sono quelli che fanno sforare i budget e che non rispettano i tempi?) e si avvicina al mio studio professionale, viene generalmente travolto da un vortice di idee che lo fanno volare verso i suoi obiettivi. Il progetto non parte dal risolvere problemi tecnici, ma dal mettere sul tavolo tanti elementi che stimolano al massimo l'immaginazione fino ad arrivare a concepire, alla fine, un posto da sogno da proporre all'ospite. È lui, infatti, il protagonista: nei centri benessere l'obiettivo non è realizzare casa propria, ma un ambiente in cui la caratteristica principale sia l'emozionalità per il proprio ospite.

Non esiste un benessere solo del corpo

Questa è la parola chiave: emozionalità! È l'aspetto più importante se vogliamo soddisfare le esigenze, anche inconsapevoli e inespresse, degli ospiti che si avvicinano al benessere per dedicare un momento a loro stessi. Ed è l'unica strada da percorrere, senza alternative, per chi, dall'altra parte, decide di investire per approfittare delle enormi potenzialità del business del benessere. Non esistono trattamenti efficaci di alcun tipo se non coinvolgono principalmente la sfera emozionale dell'ospite: star bene nel corpo senza occuparsi del benessere della propria anima non lascia alcun tipo di soddisfazione.
SPA, centro wellness, beauty farm o centro estetico che sia, l'obiettivo è lo stesso: mens sana in corpore sano. L'ho scritto già in altre occasioni? Sicuramente sì, perché parliamo delle fondamenta della cultura del benessere, senza le quali qualsiasi offerta risulta completamente vuota. Possiamo inventarci qualsiasi innovazione, ma non dobbiamo mai perdere il senso della cultura del benessere; l’innovazione nel settore Wellness consiste nell’utilizzare nuovi strumenti per raggiungere quel grado di cultura che, già ai tempi degli antichi romani e molto più di oggi, era un aspetto radicato nella società e nelle abitudini delle persone: il giusto rapporto tra trattamenti per il corpo ed emozionalità per la mente.

La luce come sorgente di emozioni

Uno degli strumenti fondamentali che oggi abbiamo a disposizione per tradurre nella pratica questi concetti è la luce, attraverso la quale è possibile sviluppare soluzioni emozionali in maniera decisamente più facile ed efficace rispetto alle atmosfere che, nelle terme romane, potevano crearsi solo attraverso l’uso di candele.
L’illuminazione è un tesoro nelle mani di chi progetta: attraverso sistemi di gestione che hanno raggiunto una facilità di utilizzo incredibile, e con costi di impianto decisamente alla portata di tutti, oggi è possibile proporre all’ospite di vivere la sua esperienza di benessere attraverso la personalizzazione di qualsiasi percorso.
“Senza luce lo spazio non esiste” diceva il regista e drammaturgo Robert Wilson: grazie alla luce, in effetti, è possibile ricreare qualsiasi atmosfera, da studiare affinché l’ospite possa raggiungere il suo benessere profondo, al di là dell’efficacia del trattamento - ovviamente di pari importanza - o della qualità del percorso umido eventualmente presente all’interno del centro o della SPA. E lo spazio, definito attraverso l’illuminazione, sarà fortemente emozionale.
Citando l’archistar Daniel Liebeskind, “noi siamo fototropici: siamo attratti dalla luce, non dall’oscurità. La mente umana possiede l’idea della luce anche prima di scoprirla”. Sono aspetti che oggi diamo per scontati perché siamo abituati a vivere con la luce, ma è nel centro benessere che l’illuminazione può essere riscoperta proprio per sensibilizzare l’emozionalità dell’ospite. Fatico a trasmettere un concetto che, oggi, nella progettazione è di basilare importanza. Eppure, guai a darlo per scontato: troppi centri benessere e centri estetici continuano a fare l’errore di mal valutare il progetto illuminotecnico, con il rischio di snaturare gli ambienti invece di valorizzarli e renderli accoglienti. Un esempio semplice? Provate a utilizzare una lampadina con la cosiddetta luce bianca “fredda” al posto di una più “calda” (dove la differenza è data dalla diversa temperatura della luce): invece di un ambiente ospitale, avrete realizzato un luogo che l’ospite percepirà come asettico e innaturale. 

Ogni cosa è illuminata

Ho disegnato arredi che vivono con la luce, coordinata nei vari elementi in cabina e gestibile in funzione del tipo di trattamento che l’ospite ha scelto di eseguire. È facile anche pensare alla luce scenografica nella zona umida, a creare l’atmosfera adatta per il massimo relax dell’ospite.
Non bisogna trascurare, però, l’importanza dell’illuminazione in tutti gli altri ambienti, dall’accoglienza ai disimpegni di passaggio, altrettanto importanti per accompagnare l’ospite nel suo percorso: illuminazione calda, colorata, scenica e scenografica (senza mai dimenticare quella di servizio!), la luce valorizza tutti gli spazi in funzione del loro ruolo all’interno del centro con un unico obiettivo: guidare l’esperienza emozionale dell’ospite.
Non so a cosa si riferisse, nello specifico, il poeta francese Paul Claudel quando scriveva che “è delizioso restare immersi in questa specie di luce liquida che fa di noi degli esseri diversi e sospesi”, ma se interpreto questa frase pensando ai nostri centri wellness, credo proprio che renda veramente bene l’idea del ruolo che l’illuminazione può avere sul nostro benessere profondo.

 

Stefano Pediconi
Artista, architetto, blogger, designer e hotel stylist, è specializzato nella progettazione di strutture ricettive, SPA e centri benessere.


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