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Chilometro Zero

  • Beauty Forum

Oggi si parla tanto di Chilometro Zero, per indicare un tipo di commercio nel quale i prodotti vengono venduti nella stessa zona di produzione. Una risposta più che sensata alle politiche commerciali delle grandi multinazionali, che negli anni hanno dilatato la distanza geografica tra il produttore e il consumatore, portando sulle nostre tavole cibo standardizzato, coltivato - in media - a 2000 chilometri di distanza. Per questo motivo, da tempo, in ambito agroalimentare si è pensato di “accorciare” la filiera, per valorizzare le risorse locali e promuovere un modello di consumo consapevole e orientato alla sostenibilità.

Chilometro Zero non significa soltanto utilizzo di prodotti locali, ma anche valorizzazione dei servizi offerti dal territorio, delle risorse umane e di quell’insieme di valori e tradizioni che rendono così unico e inimitabile il DNA del nostro Paese. Diversi hotel hanno scelto di utilizzare tessuti e arredamenti prodotti dagli artigiani locali e di offrire agli ospiti un’esperienza di vita integrata con le tradizioni del luogo. Non si tratta tanto di innovazione, quanto di un ritorno al marketing territoriale in risposta agli effetti collaterali e inevitabili della globalizzazione. Nonostante queste tendenze che si stanno osservando un po’ in tutti i settori, sembra che il mondo Spa&Beauty sia ancora orientato al “fascino dell’esotico”.

Nella maggior parte dei centri benessere che frequento mi rendo conto che spesso manca una logica razionale nella scelta dei prodotti e nell’offerta dei servizi. Nei menù e nei listini abbondano rituali di tutti i tipi e ingredienti provenienti da ogni parte del mondo: un mix caleidoscopico che disorienta i clienti.

In tutte le regioni d’Italia esistono essenze e prodotti tipici del territorio, che potrebbero diventare il fil rouge su cui costruire un’offerta di servizi unica, distintiva e in linea con le aspettative dei consumatori.

I professionisti che invece scelgono un concept etnico o ispirato alla filosofia orientale devono essere coerenti fino in fondo, dalla selezione dei materiali e degli ingredienti all’accoglienza e all’approccio in cabina, evitando l’accozzaglia fastidiosa di concetti ed elementi che crea disordine e confusione. Tradizione, coerenza e rispetto della biodiversità: sono queste le parole d’ordine nel Wellness del futuro.

 

Andrea Bovero
Presidente CIDESCO ITALIA
General Manager LIFE EXCELLENCE

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