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Una panoramica sugli odori del corpo, le loro cause e o loro significati

A prova di naso

  • Beauty Forum

Ognuno di noi porta sul corpo un “odore” innato che cambia durante le fasi della vita, dall’infanzia alla vecchiaia. Nei processi che determinano questo odore sono coinvolte la nostra pelle, il nostro respiro e i nostri organi secretori. Gli odori forniscono informazioni preziose su come ci sentiamo, sulle nostre abitudini, su che cosa mangiamo e su come tutto questo si riflette sulla nostra salute.
Quando dobbiamo descrivere d’istinto una persona o una situazione, spesso diciamo che “a naso” ci piace oppure non ci convince. Non è solo un modo di dire: tutti i giorni effettuiamo una selezione basandoci sul nostro “fiuto”, soprattutto quando incontriamo qualcuno per la prima volta. È l’odore corporeo a dirci se con una persona potremmo avere solo un rapporto di amicizia, oppure se potrebbe diventare il nostro partner; è l’odore, cioè, a suggerire se i nostri geni sarebbero compatibili oppure no.
Se analizzati nel dettaglio, gli odori corporei sono portatori di molte altre informazioni; alcune riusciamo a percepirle solo sulle altre persone, altre le possiamo riscontrare anche sul nostro corpo. Questo tipo di percezione ci è stata data “in dotazione” dalla natura in tempi remoti, molto prima che riuscissimo a farci capire usando una qualche forma di linguaggio: in epoca preistorica, gli odori venivano usati come veri e propri vettori di informazione. Tra i vantaggi del saper interpretare gli odori, ad esempio, c’è anche la possibilità di “fiutare” le malattie e, di conseguenza, le disfunzioni metaboliche ad esse collegate.

Metabolismo e malattie

I diabetici, a causa dell’iperglicemia, sviluppano un odore simile a quello di chi soffre di acetonemia, che si può percepire nell’urina, nell’alito e sulla pelle. La quantità di insulina fa in modo che il corpo smonti più proteine e grassi per risparmiare energia; come conseguenza, si formano l’acido acetoacetico e l’acetone. Gli individui sani possono soffrire di acetone allo stesso modo dei diabetici quando si trovano in una situazione di fame e non hanno più abbastanza glucosio a disposizione: quando vanno, cioè, in ipoglicemia e, in casi estremi, in chetoacidosi. È per questo motivo che si può anche “annusare” la fame.
L’odore all’interno della bocca cambia anche in presenza di patologie che interessano organi interni come il fegato o i reni; l’alito di una persona che soffre di insufficienza renale, per fare un esempio, con il tempo può inizia a odorare di urina (un disturbo noto come “alitosi uremica”). Quando, invece, c’è un’infezione alle vie urinare o si soffre di incontinenza, si può scherzosamente parlare di odore di ammoniaca o di sottaceti. Effettivamente, i batteri implicati nell’infezione, insediati nelle zone intime, dissociano l’urea in ammoniaca e in acido carbonico. Si può sentire un odore simile quando si soffre di una malattia genetica chiamata “Trimetilaminuria” (TMAU), anche nota come “Sindrome da odore di pesce”, per la quale l’alito, il sudore e l’urina di chi ne soffre hanno un odore che ricorda la Trimetilammina. Il medesimo odore si può sentire nell’urina delle persone sane dopo che queste hanno consumato del pesce. Anche le malattie del pancreas sono associate a cambiamenti “olfattivi”, in particolare per quanto riguarda l’odore delle feci - oltre che il loro colore. Il legame tra gli odori e certe patologie è tale per cui i cani addestrati riescono a fiutare un tumore ai polmoni o al seno a uno stadio molto precoce semplicemente annusando l’alito del paziente. Per sua natura, ad esempio, un tumore al seno è accompagnato da un odore “putrido” dovuto alla morte delle cellule; si verifica una condizione simile anche nel caso di piaghe da decubito e di necrosi dei tessuti degli arti inferiori (come succede con il diabete). La difterite, invece, lascia in bocca uno sgradevole odore dolciastro. Altri esempi:

  • Ipermetioninemia (danni nella proteina della S-adenosilomocisteina): odore di rancido;
  • Fenilchetonuria (difetto dell’idrolisi della fenilalanina-idrossilasi): odore di feci di topo;
  • Acidosi dovuta all’acido isovalerico (difetto nel metabolismo di questo acido nelle cellule): odore simile a quello del sudore;
  • Malattia delle urine a sciroppo d’acero (provocata da numerose altre malattie preesistenti o da difetti nel ciclo del metabolismo dell’acido citrico e degli aminoacidi): odore, appunto, simile a quello dello sciroppo d’acero;
  • In alcuni casi, le disfunzioni tiroidee si manifestano anche attraverso un particolare odore all’interno della bocca e nel sudore;
  • L’ozena nasale (anche nota come rinite cronica atrofica) compare quando alcuni batteri si insediano nel naso e ne compromettono le mucose.

Ormoni

Gli ormoni regolano il metabolismo, le funzioni corporee e la sessualità dalla nascita fino alla morte. Sono loro a decidere se il nostro aspetto è giovane e fresco e giocano un ruolo importante nella comparsa delle prime rughe, nella perdita di tonicità della pelle e nella comparsa dei tipici segni dell’invecchiamento. La quantità di ormoni secreti dal corpo e le loro interazioni cambiano con il procedere dell’età e, insieme, cambia anche la loro influenza sulla pelle. In concomitanza di un cambiamento nel metabolismo si può osservare anche un cambiamento negli odori emessi dal corpo. Durante la pubertà, ad esempio, nei soggetti di sesso maschile è particolarmente avvertibile l’odore di sudore, che è composto principalmente da androsterone (il prodotto di scarto del testosterone). L’odore di sudore degli uomini è diverso da quello delle donne non solo a causa del diverso equilibrio ormonale tra i due sessi, ma anche perché vengono secrete sostanze differenti che sono, poi, modificate dalla flora cutanea generando l’odore, che può avere un effetto seducente o, al contrario, repellente. Una sudorazione costante ed eccessiva (o l’iperidrosi, patologia che abbiamo trattato sul numero 1/2016 di BEAUTY FORUM) può essere un segnale della comparsa della bromidrosi, disturbo legato a un deficit della flora batterica cutanea che innesca la produzione di tossine responsabili di cattivi odori. Anche lo stato d’animo può influenzare l’odore del nostro sudore, perché una parte di ciò che viene secreto delle ghiandole sudoripare è controllata dalle emozioni: viene, cioè, reso molto chiaro dall'odore se ci troviamo in uno stato di paura, di stress o di eccitazione sessuale. Anche alcuni farmaci ad uso orale e la gravidanza possono influire sugli odori corporei, soprattutto nella zona dei capezzoli e dei genitali.
Nelle secrezioni vaginali femminili si trova, inoltre, la copulina (un feromone), che cambia di composizione, concentrazione e odore a seconda del punto in cui si trova il ciclo mensile della donna. Si tratta di un concentrato di acidi grassi, prodotto per un breve periodo di tempo, il cui odore induce la produzione di testosterone negli uomini durante i loro giorni di massima fertilità. Su basi simili si fonda la sincronizzazione dei cicli mestruali di quelle donne che passano insieme un lungo periodo di tempo. Dunque, perfino la scelta del partner e la nostra sfera sessuale, come anche il comportamento all’interno della famiglia, sono scelte determinate in modo inconsapevole, anche se non è ancora del tutto chiaro fino a che punto un’alta concentrazione di sostanze attive simili ai feromoni ne sia effettivamente responsabile. Anche la flora intestinale ha un ruolo nella produzione degli odori corporei. Il caso più sorprendente è quello dei neonati poco dopo la nascita, quando la flora intestinale si adatta gradualmente alla colonizzazione del batterio dominante dell’escherichia coli.

Alimentazione

I tessuti che indossiamo possono trasformarsi in indicatori degli odori superficiali che la nostra pelle rilascia nell’ambiente circostante: dall’odore che emanano i vestiti, ad esempio, è possibile riconoscere una persona che ha partecipato ad un pasto durato ore; anche l’urina e l’alito, in questo caso, assumono una nota odorosa particolare. Da un punto di vista chimico, si tratta di particelle a basso peso molecolare che vengono trattenute dai tessuti o che vengono rilasciate nell’urina. Alcune di esse sono scomposte ulteriormente dal microbioma della pelle, che ne intensifica l’odore. Predominano i composti sulfurei e gli acidi carbossilici a catena corta, ai quali si aggiungono le ammine, gli aldeidi, i chetoni e i composti di acido carbonico.
Un esempio classico è l’aroma di aglio, costituito soprattutto da disolfuro e trisolfuro di diallile. Entrambi sono legami di zolfo e possono essere percepiti sia sulla pelle che attraverso l’alito. Legami sulfurei simili sono rilasciati anche dalle cipolle, sia mentre vengono tagliate sia, come l’aglio, dopo averle mangiate. Essendo entrambi alimenti usati abbastanza regolarmente nella preparazione dei cibi, se ne può facilmente percepire l’odore dopo un pasto particolarmente lungo. L’urina, invece, è la vittima principale degli asparagi, che la riempiono di acido tioacrilico e (3-metiltio)-tioproprionico, due composti dall’odore caratteristico che sono il risultato della sintesi dell’acido asparagusico e che si “fanno sentire” già poco dopo aver gustato un piatto di queste deliziose verdure. In alcune occasioni, invece, i ravanelli e il cavolo fanno aumentare i legami sulfurei a catena corta nell’alito. Succede anche con molti formaggi che, a causa dei Dimetil disolfuri e trisolfuri, si fanno notare in modo sgradevole non solo per il loro forte odore, ma anche per il retrogusto che lasciano in bocca dopo essere stati mangiati. Il Dimetil solfuro è sempre presente, inoltre, nei frutti di mare e si può percepire in minima concentrazione anche nel profumo dell’aria di mare. È presente, tra le altre cose, nella sintesi batterica delle alghe. Sia i pesci d’acqua dolce che i pesci di mare emanano in continuazione un odore simile a quello dell’ammoniaca contenuta nell’urina, attribuibile alla Trimetilammina (vedi paragrafo precedente). Anche alcuni tipi di carne, soprattutto se affumicata, lasciano sulla pelle e nell’urina un aroma caratteristico.

Fumo

La nicotina attiva quelli che vengono chiamati “recettori colinergici”. Fumare sigarette provoca una vasocostrizione che fa abbassare la temperatura superficiale della pelle che diventa, così, sempre più pallida e grigiastra. Vengono anche stimolati enzimi quali le metalloproteinasi della matrice. Probabilmente vengono influenzate, oltre alle proteinasi, anche le esterasi o altri enzimi della pelle e del microbioma cutaneo.
Ricerche scientifiche fanno presupporre che alcuni ingredienti contenuti in creme cosmetiche, se applicate in un periodo in cui si sta fumando, possano portare a un processo di sintesi più rapido e a un odore sulla pelle nettamente più percettibile e oggettivamente sgradevole. Il cambiamento del senso dell’olfatto nei fumatori, invece, non sembra aver nessun ruolo.

Farmaci

Alcuni principi attivi utilizzati nei farmaci possono modificare l’odore corporeo:

  • La secchezza delle mucose orali, nasali e vaginali è un effetto collaterale comune a molti farmaci che alterano la microflora di quelle parti del corpo, generando odori indesiderati.
  • Alcuni antibiotici orali usati per il trattamento delle infezioni mettono sottosopra non solo la flora intestinale, ma anche la microflora vaginale. Anche alcuni contraccettivi spermicidi, come gel, schiume e supposte, alterano l’equilibrio dell’organismo e influenzano l’odore corporeo.
  • In rari casi si riesce a percepire l’odore emanato dalle sostanze di scarto dei medicinali. Solitamente si tratta di legami a base di zolfo. Si può sentire un odore particolare molto simile all’aglio quando vengono applicate delle pomate a base di dimetilsolfossido per trattare le ferite sportive e gli edemi. Questo perché le sostanze utilizzate per favorire la penetrazione dei principi attivi antinfiammatori vengono trasformate in dimetil solfuro (Tioeteri) in forma gassosa e fatti fuoriuscire dalla pelle. In piccole quantità, questo gas si forma anche durante la cottura di alcune verdure, in particolare del cavolo.

Gli odori delle varie aree del corpo

Bocca: la cosiddetta “alitosi” è causata da batteri che decompongono i legami organici e liberano dei composti solforati volatili come l’acido solfidrico. Può essere causata dalla secchezza delle fauci (per colpa, ad esempio, di alcuni farmaci), dai residui di cibo tra i denti oppure dalla patina che ricopre la lingua. Anche infezioni del cavo orale o dell’esofago possono esserne una causa.
Piedi: sulla pelle dei piedi troviamo acido isovalerico in quantità assolutamente nella norma. Se però la zona viene invasa da una colonia batterica, può verificarsi la comparsa di sgradevoli odori sulfurei. Piedi particolarmente umidi o predisposti a sudare favoriscono questo processo.
Area genitale: l’ambiente caldo-umido tipico dell’area vaginale e vulvare è il campo di attività ideale per funghi e batteri. La flora di queste aree emana di per sé un odore tipico e particolare, che non è sempre percepito come sgradevole. Disturbi in questa regione (specie se causati da una scarsa igiene) alterano il microclima locale e le secrezioni.
Cosmetici: quando i prodotti cosmetici sono privi di profumazione, l’odore dei singoli componenti risalta in modo naturale sulla pelle, poiché viene a mancare la funzione principale delle particelle profumate - quella di coprire gli odori sgradevoli. Una temperatura corporea di circa 37° C (che corrisponde a una temperatura della pelle di 32-34° C) libera dopo l’applicazione alcuni componenti volatili che, tra le altre cose, si possono ritrovare anche tra alcune sostanze alimentari che, altrimenti, sarebbero inodori. È così che si riesce a identificare chiaramente, ad esempio, l’odore del burro di Karité o della vitamina A. Sugli aromi naturali, come gli estratti di alcune alghe o l'odore della fermentazione del lievito, i pareri sono contrastanti. Ciò che è molto amato da qualcuno, da altri è completamente respinto: nei Paesi islamici, ad esempio, non si possono mettere in vendita prodotti che contengano questi estratti naturali.
Come già detto riguardo al fumo, il microbioma cutaneo di ciascun individuo può contribuire al fatto che alcuni cosmetici sviluppino sulla pelle delle note aromatiche che cambiano da persona a persona. Questo accade perché la microflora della pelle cambia con il procedere di un trattamento. Il deposito di un film di sostanze grasse e di idrocarburi, ad esempio, favorisce una percentuale di batteri anaerobi, mentre i conservanti possono bloccare in modo selettivo o generico la proliferazione dei germi. Siccome la flora batterica della pelle non vive solo degli elementi dello strato corneo, ma a seconda della sua specializzazione distrugge anche alcune sostanze cosmetiche, vengono generati prodotti di scarto volatili che emanano note aromatiche diverse. Ha quindi senso eseguire il “test dell’odore” - usato solitamente per provare i profumi - anche sui prodotti privi di profumazione; bisognerebbe, però, ripetere il test dopo un certo intervallo di tempo dall’applicazione.

In breve

  • L’odore corporeo di ogni individuo è una qualità innata e cambia continuamente.
  • Durante una malattia possono cambiare l’odore dell’alito, del sudore e delle urine.
  • Sbalzi ormonali e cambiamenti nel metabolismo possono causare un cambiamento dell’odore corporeo.
  • Anche la nicotina può essere causa di uno sgradevole odore sulla pelle.
  • Alcune sostanze farmaceutiche possono generare, in modi diversi, odori corporei particolarmente forti.
  • I cosmetici generano sulla pelle delle note olfattive che cambiano da persona a persona.

 

Hans Lautenschläger
Chimico, ha fondato l’azienda Koko Kosmetikvertrieb GmbH & Co. KG.

 


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