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Nutricosmetici: validi alleati o trend passeggero?

Beauty Food

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I cosiddetti nutricosmetici sono speciali integratori alimentari che contengono mediamente grandi quantità di micro e macro elementi (come, ad esempio, estratti vegetali secondari o acidi grassi). Sono coinvolti in processi enzimatici, influenzano l’andamento metabolico, combattono i radicali liberi, agiscono sulla microcircolazione e sostengono le funzioni della pelle. Fornire delle prove scientifiche sulla loro effettiva efficacia a fini estetici è difficile; somministrati in maniera mirata, tuttavia, questi integratori possono aiutare in caso di precise carenze nutrizionali.

Il giusto approvvigionamento

È risaputo che, in caso di carenza di biotina, le unghie tendono a indebolirsi e a spezzarsi facilmente; in questi casi, è utile assumere integratori a base di biotina o acido silicico. Altri esempi: in alcune regioni, durante l’inverno, la scarsità di luce può portare a una carenza completa di vitamina D, e perfino l’acido grasso Omega 3, elemento indispensabile per l’organismo, o lo iodio, sostanza preziosa per le funzionalità della tiroide, non sono sempre presenti in quantità sufficiente nell’organismo. Va da sé che assumere distrattamente un paio di compresse “vitaminiche” di tanto in tanto non porta a nulla. L’assunzione di questi integratori deve essere regolare e distribuirsi su un congruo periodo di tempo. La loro efficacia, inoltre, non è direttamente proporzionale alla quantità: non è detto, insomma, che alti dosaggi portino necessariamente a effetti migliori.
Ricordiamoci sempre che, se l’alimentazione è corretta, l’assunzione di integratori alimentari è superflua, se non addirittura dannosa. Il mio consiglio come estetista è: dal momento che i nutricosmetici sono utili (e ha senso assumerli) solo in caso di carenze, è indispensabile che la cliente si sottoponga a dei test preliminari. Questa chiarificazione dà sicurezza e può essere la base per lo sviluppo di un percorso individuale.

Azione dall'interno

Il funzionamento dei nutricosmetici è diverso da quello dei prodotti normalmente applicati durante un trattamento estetico. Questi ultimi non possono e non devono penetrare in tutti gli strati della pelle, ma dispiegano la loro azione quasi esclusivamente nell’epidermide. Molti processi cutanei, però, hanno luogo principalmente negli strati più profondi, in particolare nel derma. È il caso, ad esempio, del cronoinvecchiamento.
È proprio lì, in profondità, che arrivano invece i nutricosmetici, proteggendo e sostenendo le funzioni e la struttura della pelle dall’interno. La loro azione contribuisce a rinforzare la barriera cutanea: in questo modo la pelle è più protetta, si rigenera meglio, trattiene meglio l’idratazione e moltiplica la sua capacità di difesa contro le aggressioni esterne. Il grande vantaggio, poi, è che questi processi possono essere differenziati a seconda delle esigenze della pelle, e i nutricosmetici calibrati in maniera mirata. Ciò significa che, a seconda degli speciali principi attivi utilizzati, si possono colpire in modo specifico diverse necessità della pelle. I nutricosmetici vengono usati molto in ambiti come l’antiage o la protezione solare, ma vengono impiegati anche, ad esempio, per curare la pelle secca o sensibile.

Questione di etichetta

Il termine "nutricosmetico" è in realtà una parola composta. Contiene il termine “nutrition” (che in inglese significa “nutrizione”) e “cosmetic” (che significa “estetica, cosmesi”). Come la definizione di “cosmeceutico” - ovvero un prodotto a metà strada tra il cosmetico e il farmaco -, si tratta in fondo di un concetto di fantasia preso in prestito dal linguaggio del marketing. Entrambi i termini descrivono le proprietà specifiche di un prodotto, ma di per sé non hanno nessun significato “ufficiale”.

Ordinamento legislativo

Cosmetici, generi alimentari o farmaci: a quale categoria appartengono i nutricosmetici? A seconda degli elementi che contengono, questi prodotti vanno di volta in volta regolamentati seguendo i diversi ordinamenti per i cosmetici, gli alimenti e i farmaci. Diversamente da quanto accade negli Stati Uniti - dove i prodotti possono essere inseriti in più categorie contemporaneamente, e possono quindi essere al tempo stesso , ad esempio, cosmetici e farmaci -, in Europa bisogna scegliere individualmente, per ogni prodotto, in quale categoria inserirlo. Un prodotto può essere o un cosmetico o un farmaco, oppure o un alimento o un cosmetico. Tra le diverse categorie, insomma, c’è un rapporto di mutua esclusione.
I nutricosmetici vengono quindi introdotti sul mercato quasi esclusivamente come generi alimentari. Di norma la decisione viene presa in seguito a una valutazione caso per caso, nella quale vengono considerate tutte le caratteristiche del prodotto e, soprattutto, la sua azione predominante. Dal momento che l’etichetta di “genere alimentare” non prevede alcuna specifica disposizione di scopo, nel caso dei nutricosmetici non c’è nulla che si opponga a un inserimento nell’ambito alimentare. I nutricosmetici, o beauty food, sono dunque degli alimenti, eventualmente proposti sotto forma di integratori alimentari, che vengono pubblicizzati dichiarandone un preciso obiettivo estetico. In questo modo, oltre a garantire il rispetto delle normative vigenti a livello europeo, è prioritario che ogni comunicazione promozionale sia a norma di legge - e non faccia promesse che non può mantenere.

Trattamento in istituto

Il procedimento:

  1. Dai il benvenuto alla cliente con un frullato preparato al momento (su internet se ne possono trovare numerose ricette).
  2. Detergi il viso con una delicata schiuma detergente.
  3. Utilizza un peeling enzimatico fluido. In alternativa, scegline uno agli acidi della frutta, oppure usa un esfoliante meccanico. Particolarmente “affine” ai nutricosmetici è il peeling alla papaya: lavora delicatamente sul viso della cliente con la ruvida parte interna della buccia.
  4. In alternativa al peeling, esegui una microdermoabrasione.
  5. Terminata la detersione, correggi la forma (ed eventualmente il colore) delle sopracciglia.
  6. Applica un tonico delicato.
  7. Applica una fiala di principi attivi che siano adatti al tipo di pelle della cliente, facendola penetrare con gli ultrasuoni.
  8. Esegui un massaggio classico o, in alternativa, un linfodrenaggio manuale.
  9. Applica una maschera per il viso appena preparata e, se necessario, utilizza un macchinario per fototerapia; rimuovi la maschera dopo 15 minuti di posa utilizzando dell’acqua tiepida.
  10. Tonifica e concludi il trattamento applicando una crema giorno adatta al tipo di pelle della cliente.
  11. Se la cliente lo desidera, applicale un leggero make up per il giorno.

Durata del trattamento:
A seconda che venga impiegato un macchinario o venga eseguito un massaggio, per questo trattamento vanno stimati dai 70 ai 90 minuti.

Prezzo consigliato:
Il prezzo al minuto dipende dalle tariffe medie in vigore nella tua zona. Il frullato e la maschera preparata di fresco non vanno calcolati come costi extra.

 

GLI INGREDIENTI PIÙ IMPORTANTI

  • Vitamina C: stimola la formazione di collagene e di tessuto connettivo, è importante per la rigenerazione della pelle e la protegge dai danni causati dai raggi solari.
  • Derivati della vitamina A: hanno gli stessi effetti del progesterone e inibiscono la disgregazione del collagene.
  • Vitamina E: protegge la membrana cellulare, prevenendo i danni causati dai raggi solari.
  • Acido gamma-linoleico: regola la segrezione delle ghiandole sebacee.

 

Waltraud Böhme
Dirige l'Elite Fernakademie für Kosmetik und Wellness, accademia formativa per estetiste e formatori Spa e wellness.

 

 


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