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Il suo nome tecnico è "tensinovite stenosante", ma di solito viene chiama "Fenomeno del dito a scatto"

Il Fenomeno del Dito a scatto

  • Nailpro

In quanto onicotecnica, il tuo destino è strettamente legato alla mobilità delle tue dita, tanto che anche il più piccolo disturbo può compromettere la tua produttività. Se noti che una delle dita della tua mano tende a scattare, schioccare, bloccarsi, è dolorante, non si piega o muove correttamente, potresti essere stata colpita da un disturbo comunemente chiamato “dito a scatto”. Ecco tutto quello che c’è da sapere per riconoscerlo e trattarlo.

Cose da sapere

  • La letteratura medica menziona per la prima volta il dito a scatto in un articolo pubblicato su una rivista scientifica francese nel 1850.
  • Il fenomeno interessa in genere le dita della mano dominante.
  • Il dito a scatto tende a manifestarsi tra i 40 e i 60 anni.
  • Le persone che ne soffrono spiegano di sentire un nitido “schiocco” quando piegano il dito interessato.
  • Nel 25% circa dei casi, i sintomi scompaiono senza una terapia.

Che cos'è il dito a scatto?

Anche noto come “tenosinovite stenosante”, il fenomeno del dito a scatto è legato alla funzionalità dei tendini della mano o delle dita. In genere, il primo sintomo che si percepisce è un dolore localizzato nel punto in cui il dito è attaccato al resto della mano, seguito da una sensazione di “blocco” in corrispondenza della prima articolazione del dito che, quando viene piegato, invece di flettersi in modo fluido e naturale fa un vero e proprio scatto, o schiocco. È chiaro come questi disturbi rendano difficoltosa anche la più elementare delle operazioni che un’onicotecnica svolge normalmente. Talvolta si forma anche un’escrescenza alla base del dito colpito, dal lato del palmo della mano.
Il modo in cui i tendini lavorano può essere paragonato a quello di una lenza attaccata a una canna da pesca: si piegano e si flettono in base a come il dito (la “lenza”) si muove. I tendini scorrono all’interno di rivestimenti chiamati guaine sinoviali, che ne riducono l’attrito da sfregamento. Il fenomeno del dito a scatto si manifesta quando la guaina che avvolge un tendine si infiamma, ingrossandosi e irrigidendosi; il tendine fa fatica a scorrere, provocando i sintomi che abbiamo descritto.

Chi è a rischio?

Secondo alcune ricerche, le donne sono più soggette a sviluppare il disturbo rispetto agli uomini. Soggetti a rischio sono anche le persone diabetiche, chi soffre di artrite reumatoide o i pazienti in chemioterapia. La professione svolta sembra giocare un ruolo non secondario: chi esegue lavori in cui è necessario afferrare e stringere piccoli strumenti rischia più degli altri di sviluppare questa forma di tenosinovite. È il caso di molti lavori di precisione, tra cui quello dell’onicotecnica. In molti casi, comunque, non si riesce a risalire con certezza alla causa scatenante del fenomeno.

Come trattarlo?

Per contrastare il problema, l’ideale sarebbe ridurre al minimo i movimenti che l’hanno provocato - una soluzione decisamente non praticabile per un’onicotecnica. Applicare ghiaccio o calore nella zona colpita può donare sollievo dai sintomi, mentre antinfiammatori come l’ibuprofene o il naproxene possono aiutare a ridurre il gonfiore del tendine. Inoltre, alcuni semplici esercizi per le dita (vedi box) possono contribuire a ridurre il disagio sperimentato da chi è colpito dal fenomeno. In alcuni casi, si raccomanda di indossare durante la notte un apposito tutore, che mantiene dritta e ferma l’articolazione “incriminata”.
Se è vero che in molti casi dolore e gonfiore scompaiono da soli, è bene non trascurare il fenomeno se i sintomi peggiorano. È imperativo rivolgersi al medico se il dito appare incurvato, non si piega più o risulta bloccato in una posizione. La terapia risolutiva, in questi casi, sono le iniezioni di cortisone: hanno successo con la maggior parte dei pazienti, e con circa la metà di coloro che soffrono di diabete. Se una prima iniezione non dovesse funzionare, o se la sua efficacia dovesse essere solo temporanea, si può procedere con una seconda iniezione o intervenire chirurgicamente per liberare la guaina tenosinoviale che ha causato il problema. In alcuni casi, tuttavia, nemmeno la chirurgia può offrire una soluzione definitiva. Per ridurre al minimo il rischio di sviluppare o aggravare il fenomeno del dito a scatto, il consiglio è quello di prendere alcune precauzioni nella quotidiana attività lavorativa. Per quanto riguarda le onicotecniche, la migliore misura preventiva è equipaggiarsi con strumenti e attrezzature ergonomiche: la conformazione dei tappi degli smalti e delle impugnature di pennelli e tronchesine, l’altezza e la profondità del piano di lavoro sono tutti elementi che possono contribuire a salvaguardare il benessere e la perfetta funzionalità delle dita.

 

Fitness per le dita

Se sei alle prese con i fastidiosi sintomi del dito a scatto, alcuni semplici esercizi mirati possono aiutarti. Possono essere eseguiti ovunque, richiedono pochi e semplici supporti e possono essere completati in una decina di minuti. Se effettuati ogni giorno, possono migliorare la condizione già dopo qualche settimana, o al più tardi entro alcuni mesi. Se i sintomi non dovessero diminuire, o addirittura si verificasse un peggioramento, è assolutamente necessario rivolgersi a un medico per passare a un approccio più radicale.

STRETCHING PER IL DITO
1. Appoggia la mano su una superficie piana e rigida.
2. Con l'altra mano, afferra il dito interessato dal disturbo.
3. Solleva lentamente il dito, mantenendo le altre appoggiate al piano.
4. Solleva e allunga il dito il più in alto possibile, senza sforzare.
5. Mantieni la posizione per qualche secondo e poi rilascia delicatamente il dito.

ESERCIZIO CON L'ELASTICO
1. Unisci le estremità di indice, medio, anulare e mignolo a quella del pollice.
2. Posiziona un elastico intorno alle dita.
3. Muovi in blocco indice, medio, anulare e mignolo allontanandoli dal pollice, in modo che l'elastico si tenda.
4. Allontana e avvicina le dita in questo modo per 10 volte.

ESERCIZIO CON LA PALLINA DI GOMMA
1. Prendi in mano un piccolo oggetto, come una pallina di gomma.
2. Stringila saldamente per qualche secondo.
3. Rilascia e apri le dita.
4. Esegui qualche ripetizione.

 

Cheryl Alkon

 

 


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