fbpx

home

Dalla medicina estetica, un innovativo peeling per tutte le stagioni

Il peeling cambia pelle

  • Beauty Forum

Non è mai troppo tardi per prendersi cura delle propria pelle: questo è un concetto che dovresti sempre fare presente alle tue clienti di tutte le età. Come estetista puoi utilizzare le tue competenze per mettere in atto una vera e propria “ristrutturazione” della pelle trascurata, anche in collaborazione con il medico estetico. Le parole d’ordine per iniziare questo processo con il piede giusto? Rinnovare e idratare. Cominciando con un peeling, che consente di rigenerare la parte superficiale della cute migliorandone la qualità e mantenendola giovane più a lungo.

Peeling diversi per risultati diversi

I peeling possono essere classificati in chimici ed enzimatici e rappresentano soluzioni sempre più specializzate e sicure che, andando ad asportare lo strato esterno della pelle, la stimolano a rigenerarsi. L’inverno è il periodo migliore per questo tipo di trattamento perché si è al riparo dalle radiazioni solari, condizione fondamentale specialmente se si effettua un peeling profondo. L’azione rigenerante del trattamento consente, con l’applicazione settimanale di un peeling superficiale sul viso e sul corpo, di prevenire la secchezza e le screpolature tipiche dei mesi più freddi.
Composto da un solo acido o da un’associazione di acidi, il peeling può essere superficiale, medio o profondo: il livello di profondità cutanea raggiunto dipende dalla percentuale di acidi contenuta nella formula. Ma come si sceglie il peeling giusto?
Il trattamento va scelto in base all’inestetismo da trattare e ai tempi di recupero: per trattare il fotoinvecchiamento occorrono ad esempio un peeling profondo e dieci giorni di rossori e “spellamenti”; se si vogliono attenuare le macchie o le linee sottili ne basta uno medio, con cinque giorni di recupero; se, invece, l’obiettivo è illuminare la pelle o rinnovare l’abbronzatura, si sceglie un peeling superficiale. Anche la scelta degli acidi dipende dal risultato che si vuole ottenere: l’acido glicolico e l’acido ascorbico, ad esempio, hanno un’azione depigmentante; l’acido retinoico e quello salicilico, invece, sono antisettici e seboregolatori. Questi ultimi sono indicati soprattutto per le pelli grasse o soggette ad acne e si possono utilizzare a livello superficiale già a partire dai 10 anni di età.

Un peeling per tutte le stagioni?

Se l’obiettivo è prevenire l’invecchiamento cutaneo, il peeling superficiale andrebbe eseguito con regolarità ogni mese per tutto l’anno. Abbiamo detto, però, che questo tipo di trattamento è sconsigliato in estate, quando si è maggiormente esposti alle radiazioni solari. Per conciliare queste opposte esigenze della pelle, l’ideale sarebbe un peeling con caratteristiche tali da poter essere applicato in ogni periodo dell’anno.
Questo peeling innovativo esiste già: si tratta di un preparato nuovo, coperto da brevetto e ampiamente testato per anni, già oggetto di numerosi lavori scientifici presentati in varie sedi congressuali. Il trattamento in questione, oltre a svolgere un’azione biorivitalizzante, aiuta a combattere la lassità cutanea del viso e del corpo stimolando chimicamente il derma senza produrre esfoliazione dell’epidermide: per questo motivo, può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno, anche in estate. Giugno è un mese particolarmente propizio per questo trattamento: una corretta idratazione cutanea e una pelle rinnovata sono infatti fondamentali per garantirsi un utile serbatoio d’acqua in previsione dei mesi più caldi, nonché per favorire un’abbronzatura più sicura, uniforme e luminosa.
Questo trattamento, definito anche “peeling estivo”, è in grado di migliorare la pelle rendendola più luminosa, liscia e soda, producendo un effetto lifting senza aghi né bisturi. Non è un farmaco, ma uno strumento chimico a disposizione dello specialista per trattamenti estetici, classificabile come “medical device” (dispositivo medico). Il suo uso è riservato, infatti, al medico estetico in ambito ambulatoriale.
Nello specifico, questo tipo di peeling sfrutta un mix di sostanze composto da acido tricloroacetico (al 33%) in combinazione con acido cogico e perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Questa soluzione permette all’acido tricloroacetico di penetrare più rapidamente nel derma senza danneggiare la pelle, ma stimolando piuttosto la rigenerazione cutanea e riducendo gli effetti più aggressivi del peeling, come l’esfoliazione dell’epidermide.

→i←
I più diffusi acidi per peeling:
Acido glicolico;
Acido citrico;
Acido mandelico;
Acido lattico;
Acido salicilico;
Acido tricloroacetico.

Possibili applicazioni

Benché i benefici maggiori di questo peeling innovativo si ottengano nella preparazione della pelle ai mesi estivi, il trattamento può essere realizzato durante tutto l’arco dell’anno; inoltre, è adatto a tutti i tipi di pelle. Come già accennato, uno dei suoi effetti più importanti è la biorivitalizzazione cutanea, che dà ottimi risultati nella riduzione di macchie della pelle, striature, melasma e cicatrici da acne o varicella.
Il peeling “estivo” è inoltre raccomandato per potenziare i benefici di altri trattamenti di medicina estetica come filler di acido ialuronico, laser, microneedling, ma anche per trattare l’acne in fase attiva, in quanto contiene acqua ossigenata che svolge un’azione antibatterica.
In molti i casi i risultati sono immediatamente visibili; il trattamento, inoltre, è pressoché indolore e non provoca la comparsa di ematomi o arrossamenti cutanei, caratteristiche che lo rendono adatto a chi si avvicina per la prima volta alla medicina estetica, rendendo praticamente immediato il ritorno alla vita sociale. La frequenza consigliata per le sedute di peeling estivo è di uno a settimana per 5 settimane. Una seduta dura circa 30 minuti e segue gli step riportati in tabella.

 

Gli step del trattamento

  1. Detergere la cute.

  2. Applicare una piccola dose di prodotto su una parte circoscritta dell’area da trattare e massaggiare con l’apposito pennello o con lo specifico massaggio, secondo le linee di tensione elastica dei tessuti, fino ad assorbimento.

  3. Ripetere l’applicazione fino all’ottenimento dell’effetto desiderato (turgore visibile e palpabile). Questo si ottiene con una media di 3 passaggi: 1-2 per il trattamento del collo o delle pelli molto sottili e/o delicate, fino a 5 in caso di pelle particolarmente spessa.

  4. Procedere zona per zona fino a trattare tutta la superficie, evitando la zona palpebrale.

  5. Eliminare i residui di gel con del cotone imbevuto d’acqua e far risciacquare il paziente con acqua corrente fresca: così facendo, sarà in grado di percepire immediatamente la pelle più liscia e turgida.

  6. Applicare una dose abbondante di crema nutriente e idratante.

  7. Alla fine del trattamento, è fondamentale l’applicazione di una maschera biocellulare realizzata dalla fermentazione di microrganismi e non da processi di lavorazione meccanica. I laboratori francesi hanno utilizzato la biotecnologia per produrre un materiale che è simile al tessuto cutaneo. Questa formula unica produce una barriera protettiva e stimola la produzione di collagene. La maschera è idrofila e diminuisce la TEWL (perdita d’acqua transepidermica) poiché è in grado di trattenere livelli di idratazione pari a cento volte il suo peso.
    La sua formulazione è stata creata per inibire gli enzimi che scompongono l’acido ialuronico, il collagene e l’elastina della pelle. La sua struttura reticolare 3D, infine, consente la penetrazione dell’aria, ma non del liquido, aderisce perfettamente alla pelle ed è anche nota come tessuto “seconda pelle”.

 

Francesca Bocchi
Medico di medicina generale e medico estetico, è anche consulente di trucco certificata dall'Accademia di Gli Cagné.

 

 


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102