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In Equilibrio

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Omeostasi – La barriera cutanea, fondamentale per garantire protezione e salute al nostro corpo, è soggetta a un processo di rinnovamento continuo che prende il nome di “omeostasi”, durante il quale i cheratinociti più vecchi vengono sostituiti da altri più nuovi. Ecco come funziona questo processo e, soprattutto, quali sono i segnali di un danno nella barriera cutanea e come fare per riportarla in equilibrio.

La barriera cutanea è la prima difesa del nostro corpo dagli stimoli esterni di tipo chimico, fisico, meccanico e termico e dalle aggressioni di microrganismi e allergeni. La sezione più superficiale di questa barriera è lo Stratum corneum (o strato corneo), ovvero la porzione più esterna dell’epidermide formata principalmente da file di corneociti (cheratinociti lamellari privi di nucleo), lipidi intercellulari e ceramidi, colesterolo e acidi grassi (le componenti del “cemento intercorenocitario”, la sostanza che tiene insieme le cellule tra loro). Una barriera cutanea danneggiata, e il cui equilibrio è alterato, è più soggetta a infezioni, irritazioni e perfino allergie: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che esiste una connessione tra le disfunzioni della barriera e malattie cutanee come dermatite atopica e psoriasi.
L’obiettivo di un trattamento professionale dovrebbe essere quello di mantenere costante l’equilibrio della pelle.

L'equilibrio degli Elementi

Gli ioni di calcio (Ca++) e il loro gradiente di concentrazione nell’epidermide sono responsabili di numerose funzioni della pelle. Molte malattie cutanee, ma anche l’invecchiamento, hanno in comune il fatto che nell’epidermide ci sia ancora abbastanza calcio, ma il gradiente di concentrazione non è più adeguatamente distribuito. Ciò significa che la funzione di barriera non viene più svolta completamente, e il risultato sono infiammazioni molto frequenti.

In un senso più ampio, il gradiente di concentrazione degli ioni di calcio contribuisce alla formazione delle giunzioni intercellulari, o corneodesmosomi: si tratta dei punti di contatto tra una cellula e l’altra, e sono di fondamentale importanza per l’azione di barriera antimicrobica dello strato corneo e la permeabilità della membrana. Si può condizionare positivamente l’integrità della barriera utilizzando alcuni principi attivi (vedi box).

Il Film Idroacidolipidico come Protezione Acida 

Le secrezioni delle ghiandole sebacee e sudoripare presenti sull’epidermide, insieme al fattore di idratazione naturale, formano quello che prende il nome di film idroacidolipidico, o più semplicemente “film idrolipidico”. Si tratta di una pellicola trasparente caratterizzata da un pH leggermente acido (compreso tra 4.5 e 6.5) e composta, tra le altre cose, da acqua, elettroliti, acido urico e urea, peptidi battericidi e acidi grassi. L’interazione tra queste sostanze impedisce l’accumulo sull’epidermide di microrganismi transitori e germi. I prodotti cosmetici acidi permettono di rinforzare e rigenerare questo strato protettivo.

in equilibrio1L’olio di enotera può contrastare la perdita di acqua transepidermica.

Una Barriera Forte

Un danno nella barriera cutanea può essere un importante segnale regolatore per il rilascio di lipidi negli interspazi dello strato corneo. Questa reazione mette in moto i meccanismi di riparazione della barriera in cui sono coinvolti la concentrazione del calcio e i corpi lamellari, degli “organelli” secretori che, insieme agli enzimi e ai peptidi antimicrobici, sono fondamentali per l’elaborazione dei lipidi. 

Uno studio ha dimostrato che la velocità di secrezione dei corpi lamellari è regolata dalla concentrazione di calcio negli strati superiori dell'epidermide, perché questa reazione viene innescata dalla perdita del normale gradiente di concentrazione di ioni di calcio nello strato corneo. Per supportare la rigenerazione della pelle dall’esterno si può ricorrere, tra le altre cose, all’olio di germe di grano.

in equilibrio1La polpa dell’olivello spinoso può ulteriormente rafforzare la barriera cutanea.

PRINCIPI ATTIVI CHE POSSONO CONDIZIONARE POSITIVAMENTE LO STRATO CORNEO:

  • L’Acido glicolico (AHA), che stimola il rinnovamento cellulare. I prodotti a pH ottimizzato, inoltre, possono rinforzare il mantello lipidico protettivo.
  • La niacinamide (vitamina B3), che migliora sostanzialmente la funzione di barriera della pelle mentre aumenta la sintesi di ceramidi e di altri lipidi in cheratinociti.

in equilibrio1L’acido ialuronico serve a ridonare alla pelle l’idratazione che ha perso.

Da Dentro a Fuori

Una barriera cutanea danneggiata consente agli agenti patogeni esogeni di penetrare più facilmente (e velocemente) all’interno dell’organismo; di conseguenza, quando la pelle entra in contatto con degli antigeni esterni (come il polline o alcuni metalli) può innescarsi una reazione allergica locale delle cellule immunitarie della pelle che porta, poi, a una reazione dell’intero sistema immunitario. Questo meccanismo prende il nome di patogenesi “outside-to-inside” e significa che se la barriera cutanea non funziona correttamente può aumentare il rischio di patologie allergiche come asma, allergie alimentari o riniti allergiche.

Ingerenze ambientali, cause genetiche o infiammazioni possono causare un ulteriore danno nella barriera cutanea, cosa che aumenta la perdita di acqua transepidermica (TEWL) e attiva i fasci nervosi responsabili del prurito. Anche il riscaldamento degli ambienti chiusi, tipico del periodo invernale, può danneggiare la barriera cutanea; se, poi, sulla pelle sono presenti delle microferite (causate, ad esempio, dal forte prurito e da eventuali graffi), i microrganismi estranei riusciranno a penetrare ancora più in profondità.

I Primi Segni di un Danno nella Barriera

Uno dei primi segni di una barriera cutanea danneggiata è la comparsa aree di pelle secca e leggermente desquamata. In questi casi, per ricostruire la barriera è necessario un lavoro sinergico tra trattamenti professionali in istituto e cure domiciliari adeguate. 

Per contrastare la perdita di acqua transepidermica si possono usare ingredienti attivi come l’olio di enotera (estratto dall’Oenothera biennis), che è ricco di acido gamma-linoleico; per rafforzare ulteriormente la barriera cutanea sono utili ingredienti come la polpa di olivello spinoso mentre, per ripristinare l’idratazione persa, vanno impiegati prodotti il cui componente principale sia l’acido ialuronico.

Consiglia alla cliente di aggiungere dei preparati come maschere, sieri e fiale alla sua normale beauty routine domiciliare: la loro alta concentrazione di principi attivi ha un’azione più intensa e duratura e permette di rafforzare ulteriormente l’integrità della barriera cutanea.

Se la pelle secca prude anche, bisogna agire tempestivamente. Non è raro che la secchezza cutanea sia accompagnata da una sensazione di prurito, ma quando questo si fa intenso e frequente c’è il rischio che chi ne soffre si gratti di più, cosa che potrebbe causare lesioni e microferite e, quindi, danneggiare ulteriormente la naturale protezione della pelle. Per evitare che ciò accada, la prima cosa da fare è contrastare il prurito con dei prodotti che contengano degli attivi ad azione anestetica locale, come il polidocanolo. In alternativa, si possono usare dei cosmetici che contengano polvere di Aloe vera, estratto di camomilla o pantenolo, perfetti per dare alla pelle un rapido sollievo in virtù delle loro proprietà calmanti e rigeneranti.

Riparare le Microlesioni in Maniera Efficace

Così come il prurito, anche le microlesioni devono essere riparate il prima possibile. Per farlo si possono usare dei prodotti a base di principi attivi ad azione cicatrizzante, come la già citata provitamina pantenolo (“provitamina” perché il pantenolo viene convertito nella pelle nella forma attiva di vitamina B5). Grazie al pantenolo, è possibile stimolare attivamente i processi di riepitelizzazione dell’epidermide; in questo modo, le microlesioni si possono riparare velocemente e la pelle torna a uno stato di calma.

Per contrastare la riapertura di queste lesioni si può ricorrere a prodotti a base di alfa-bisabololo, a effetto antimicrobico. In caso di infiammazione caratterizzata da arrossamenti e bruciori, invece, possono essere utili dei prodotti ad azione lenitiva e antinfiammatoria: con ingredienti come l’estratto di incenso (Boswelia carterii), ad esempio, si può ottenere un sollievo quasi immediato. 

Mantenere il naturale equilibrio della pelle è l’obiettivo finale di ogni trattamento cosmetico, e utilizzando determinati principi attivi in modo mirato è possibile contrastare i danni causati da uno squilibrio cutaneo. Anche in questo caso, come in molti altri, l’arma migliore è la prevenzione, ed è fondamentale sostenere la salute della pelle mantenendone sana la barriera. Nel caso in cui si verifichi un danno, però, è fondamentale intervenire in maniera tempestiva.

I SEGNI EVIDENTI DI UNA BARRIERA CUTANEA DANNEGGIATA:

Una barriera cutanea danneggiata è spesso associata a pelle secca, irritata e che prude molto. In combinazione, spesso questi fattori gettano le basi per altre patologie cutanee. I segni evidenti di una barriera danneggiata possono essere:

  • Arrossamenti e irritazioni.
  • Una pelle desquamata e a chiazze.
  • Impurità e infiammazioni.
  • Alterazioni eczematose.

 

Anna Tersteg
L’autrice è estetista e laureata in cosmetologia. Lavora per la Aesthetico dal 2014, dove ha iniziato come Product manager diventando, poi, responsabile dei seminari e dei corsi di formazione dell’istituto.




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