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Saponi naturali

Un Sapone per Ogni Necessità

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Saponi naturali – Sempre più persone vogliono sapere cosa contengano i loro prodotti di bellezza, cercano di evitare le confezioni di plastica e sono alla ricerca di prodotti per il corpo naturali e “semplici”. La soluzione perfetta per tutte queste persone sono i saponi naturali. Ecco come vengono prodotti e quali principi attivi possono contenere.

La fama dei saponi naturali è in costante aumento ormai da qualche anno: sempre più persone, infatti, hanno iniziato a sostituire i detergenti liquidi per corpo e mani con delle alternative solide, meglio ancora se composti da materie prime naturali e biologiche. Come gli altri prodotti per la cura del corpo, però, anche i saponi naturali devono rispettare le direttive imposte dal Regolamento Europeo sui prodotti cosmetici, il loro INCI deve essere chiaro ed evidente in etichetta e devono essere classificati in base a standard di sicurezza chimici ben precisi. Se, poi, gli ingredienti in etichetta sono scritti in italiano, il consumatore può avere una garanzia in più del loro contenuto. 

Il vantaggio dei saponi naturali di buona qualità è che contengono molti meno ingredienti rispetto ai prodotti da pulizia tradizionali, cosa che può tornare molto utile soprattutto per chi ha la pelle sensibile e problematica. Inoltre, sono composti solitamente da ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche e vengono lavorati delicatamente. Siccome, però, “sapone naturale” non è una denominazione con delle regole specifiche a cui bisogna attenersi per la produzione, per orientarsi il cliente può servirsi delle altre certificazioni che classificano i prodotti naturali e biologici. 
Un sapone naturale di buona qualità può essere arricchito di ingredienti come erbe, miele, latte d’asina, oli essenziali oppure frutta, verdura, birra, caffè e molti altri prodotti puri.

Quando parliamo di saponi naturali intendiamo un tensioattivo - ovvero, una sostanza pulente che si attiva a contatto con l'acqua - ottenuto a partire da ingredienti di origine naturale. Usare un sapone solido per la pulizia non è una novità: già in passato, infatti, le persone utilizzavano prodotti come il sapone di Marsiglia per la cura del corpo e la detersione.

Come si Producono i Saponi

Il costituente principale di un sapone è sempre un olio vegetale o un grasso di origine animale a cui viene aggiunta della soda caustica (NaOH) per far partire il processo di saponificazione. Oli e grassi vegetali vengono, quindi, mescolati a una soluzione di acqua e soda caustica fino a quando non raggiungono lo stadio di “nastro” e una consistenza simile a quella della maionese.

Durante la reazione chimica della saponificazione, la soluzione di acqua e soda caustica scinde i lipidi contenuti nell’olio vegetale o nel grasso animale utilizzato come base: si ottiene, così, un sapone puro, un sale alcalino in un acido grasso. Come prodotto “di scarto” si ottiene anche della glicerina, una sostanza molto preziosa per la pelle. La glicerina rimane insieme ai grassi non saponificati durante una produzione a basse temperature, ma viene lavata via nel caso di una produzione ad alte temperature (come quella del sapone di Marsiglia).

Dopo la reazione, il sapone è pronto per essere versato nelle formine che si desidera; è in questo momento che il prodotto può essere personalizzato in modo creativo con l’aggiunta di colori, fragranze, erbe oppure dandogli una forma particolare. Molti maestri saponificatori, ad esempio, creano dei meravigliosi saponi dai colori brillanti e profumi fantastici utilizzando colorazioni e fragranze sintetiche.

Dopo questa fase di personalizzazione, tutti i saponi devono essere lasciati riposare dalle sei alle otto settimane, durante le quali seccheranno, diventeranno più solidi e smaltiranno gli ultimi residui della soluzione di acqua e soda caustica. Terminata l’attesa, il prodotto sarà pronto per detergere e nutrire delicatamente la nostra pelle. Il valore del pH di un sapone solido è compreso tra 7 e 9: i saponi neutri, infatti, non esistono.

Prima di mescolare la componente lipidica alla soda caustica, è necessario calcolare con precisione la percentuale di grassi da cui è composta, che può andare dal 3 al 20%. Più è alta la percentuale di grassi, più cremoso sarà il sapone e, al contempo, più sarà delicato, ma si manterrà anche per meno tempo.

Ogni buon sapone solido ha anche una data di scadenza, che dipende dalla qualità e dal tipo di olio vegetale utilizzato, dalla percentuale di grassi, dagli ingredienti da cui è composto e dal modo in cui viene conservato: tenendo conto di questi fattori, un sapone può essere conservato da 1 a 5 anni, a meno che non contenga dei conservanti o delle sostanze sintetiche che ne prolunghino la durata. Questi ingredienti funzionano davvero! Chi cerca dei saponi totalmente naturali, però, dovrà controllare in etichetta che il prodotto non ne contenga.

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A seconda delle necessità della pelle o dei propri gusti in fatto di profumo e colore, nei saponi naturali è possibile aggiungere un’ampia varietà di ingredienti come, ad esempio, la lavanda.

Ad ogni Sapone i Suoi Ingredienti

Gli ingredienti contenuti in un sapone ne determinano le caratteristiche peculiari e le indicazioni d’uso. C’è letteralmente un sapone per ogni necessità: per il corpo, i capelli, le mani, la rasatura, i piedi e perfino per rimuovere il make up.

  • Nei saponi per i capelli si usano soprattutto oli vegetali, come quello di vinaccioli, di avocado o di jojoba, che sono perfetti per nutrire i capelli e il cuoio capelluto; a questi si possono aggiungere altri ingredienti, come la birra, la lana di alpaca o le fragole. Il cuoio capelluto riceve, così, una buona dose di nutrimento e i capelli possono crescere più luminosi, forti e morbidi. I capelli grassi, e i lavaggi quasi quotidiani che richiedono, non saranno che un ricordo. Per vedere i primi risultati, però, c’è bisogno di un periodo di adattamento che varia molto da persona a persona: per alcuni è più lungo, per altri, invece, più breve.
  • In caso di mani molto secche e screpolate può essere utile usare un sapone profondamente nutriente, come quelli a base di latte di capra, di mucca o di pecora. Questi sono ancora più cremosi e nutrienti rispetto a quelli ottenuti dagli oli vegetali. I saponi al latte d’asina, in particolare, rendono le mani estremamente morbide senza dover ricorrere a ulteriori creme.
  • Per neutralizzare gli odori come quello di cipolla, di aglio, di sigarette o di stalla si possono aggiungere al sapone del caffè, della cenere o del sale; sono perfetti, inoltre, per pulire lo sporco ostinato come la resina, le macchie d’erba o l’olio motore. I saponi naturali hanno il pregio di non aggredire le mani, ma di pulirle delicatamente e, contemporaneamente, nutrirle.
  • Per rendere un sapone particolarmente raffinato gli si può aggiungere del vino rosso o del cioccolato fondente. Si creano, così, dei prodotti dalla schiuma particolarmente delicata, perfetti ad esempio per la detersione del viso.
  • Per la pelle matura del viso, invece, sono perfetti i saponi a base di olio di avocado o di burro di karité, ingredienti molto apprezzati anche nei saponi per la rasatura. È possibile, così, evitare di applicare altra crema viso. Questi saponi vanno bene anche per le rasature durante il bagno o la doccia.
  • I saponi esfolianti devono la loro azione all’aggiunta di ingredienti come cereali tritati (ad esempio avena integrale, segala o farro), polvere di caffè, semi di papavero oppure erbe pestate.
  • In caso di pelle grassa e impura, sono perfetti i saponi fatti con carbone attivo, sale o acqua salata, ingredienti molto preziosi che non seccano la cute. In caso di pelle sensibile, invece, meglio scegliere un prodotto che contenga olio di polpa di olivello spinoso.
  • Perfino per la rimozione del trucco molte estetiste si sono convertite all’uso di un sapone naturale. Per questioni ecologiche, però, sarebbe meglio evitare quelli a base di olio di palma. 

Da Liquido a Solido

Il passaggio da sapone liquido a sapone naturale solido non è immediato, ma può richiedere alcuni giorni (o settimane) a seconda di quanto era stressata la pelle. Le prime volte che ci si lava con un sapone solido si ha la sensazione che il prodotto sia estremamente ruvido sulla pelle, la secchi molto e che non sia per nulla piacevole; questa sensazione, però, passerà e, quando il periodo di transizione sarà finito, la maggior parte delle persone viene ricompensata con una pelle meravigliosamente morbida.

Se il sapone è fatto di ingredienti di buona qualità, questi si scioglieranno completamente con l’acqua: ciò significa che il prodotto avrà un impatto minore sull’ambiente rispetto ai prodotti convenzionali, composti invece da additivi che, talvolta, sono quantomeno critici. Si riducono al minimo, inoltre, le bottiglie di plastica in bagno e la mole di rifiuti prodotti, senza però pesare sul portafoglio.

LO SAPEVI?

La storia del sapone
Circa 100 anni fa, le donne che abitavano nelle fattorie sapevano produrre in casa il sapone solido: si trattava, infatti, di un vecchio mestiere tradizionale.
A quel tempo, le persone facevano il sapone con quello che avevano a disposizione: strutto, sego di manzo oppure di capra e ricavavano il carbonato di potassio per la lisciva (la soluzione alcalina che innesca la reazione di saponificazione) dalla cenere del legno di faggio tramite un complesso processo. Questi saponi, quando erano ancora liquidi, erano puzzolenti e torbidi: veniva, quindi, aggiunto del sale ed erano fatti bollire. Durante questo processo, dal sapone si separava la glicerina: sulla superficie galleggiava il sapone, che aveva ancora una consistenza “collosa”, mentre sul fondo della pentola rimaneva un brodo torbido. Il sapone, poi, veniva scremato, e il risultato era un meraviglioso prodotto leggero e dall’incredibile potere pulente per la casa e il bucato. 
Il sapone solido, quindi, può vantare una storia lunga 100 anni.

 

Melanie Göppert
Produce sapone da 18 anni nella sua azienda agricola biologica in Foresta Nera (in Germania), dove vive e lavora. Come autrice, è specializzata in cosmetici naturali.


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