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Trucco e attività sportiva

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Trucco e attività sportiva – Chi l’ha detto che “sport” non faccia rima con “make up”? Dalla texture dei prodotti ai migliori filtri solari, fino ai consigli di styling e detersione, ecco tutto quello che la tua cliente deve sapere per allenarsi in sicurezza senza rinunciare al make up.

Partendo dal mondo della moda ci rendiamo sempre più conto di quanto l’attività sportiva sia entrata nelle abitudini di molte donne, al punto che stilisti di fama internazionale hanno iniziato a introdurre nelle loro collezioni elementi tipici dello sportswear (come tessuti tecnici, sneakers, fasce, zip e colori fluo) creando di fatto un nuovo stile, adatto a chi vive sempre in movimento. L’“Athleisure”, fusione dei termini “Athletic” (sportivo) e “Leisure” (tempo libero), è il nuovo stile che, in qualche modo, trasforma la semplice pratica sportiva in uno stile di vita vero e proprio.

Nel contesto sociologico si evince come i consumatori siano sempre più attenti al proprio corpo e abbiano consolidato la concezione di benessere globale, raggiungibile attraverso il giusto equilibrio tra i quattro pilastri del benessere: bellezza, salute, attività sportiva e alimentazione. Ovviamente ogni singolo individuo è più orientato ad un aspetto piuttosto che agli altri, ma sempre più la concezione del “Mens sana in corpore sano” sta modificando gli stili di vita, assegnando un valore sempre più elevato anche all'esercizio fisico non solo come un fattore strettamente legato al benessere e a uno stile di vita sano, ma anche come un potente mezzo capace di guidare le funzioni mentali e di generare cambiamenti virtuosi nella quotidianità di ognuno.

Trucco e Sport: un connubio possibile?

Considerando dunque quanto la pratica sportiva sia un atto quotidiano, non possiamo pensare di rinunciare alla bellezza durante il fitness. A questo proposito, mi è molto piaciuta una frase della calciatrice italiana Regina Baresi che esplica in modo semplice ed essenziale quanto la femminilità possa essere sempre al passo con lo sport: “È ovvio che il calcio non è uno sport femminile come la danza classica, ma non penso che pregiudichi la femminilità. Quella o ce l'hai o non ce l’hai…”.

Oltre a questa bellissima citazione ho voluto coinvolgere Federica, una mia allieva di trucco che frequenta il primo anno della scuola di estetica in cui insegno. Lei pratica sport regolarmente da un anno e, gentilissima, si è prestata ad una breve intervista che ho il piacere di condividere con voi, in quanto ritengo che le testimonianze siano tra i modi migliori per comprendere il pensiero dei consumatori.

“Ho 15 anni, frequento il primo anno di scuola di estetica e da un anno ho deciso di praticare regolarmente sport, in particolare box e palestra, senza tralasciare qualche corsetta all’aperto”, mi racconta Federica. Incalzo sulle motivazioni che l’hanno spinta a praticare sport e le chiedo quale sia, secondo lei, la relazione tra sport e bellezza. Sembra già di sentir parlare una professionista esperta e la sua risposta è illuminante: “La bellezza la possiamo trovare in qualsiasi cosa, al di là dei canoni imposti. La bellezza a mio parere serve a farci star bene psicologicamente, ovvero imparare ad amare se stessi per poter essere accettati dalla società. Per me lo sport è importante per come mi fa sentire bene e sentirmi più bella”. A questo punto le chiedo quanto sia importante poter essere più carine e femminili grazie al trucco durante l’attività sportiva, e anche in questo caso la nostra promettente estetista, da annoverare tra i professionisti dell’estetica di domani, ci sottopone una tematica importante: “Io mi truccherei anche in palestra, il problema è che, sudando molto, il trucco cola e quindi l’effetto non è certo quello desiderato, in più sovente il fondotinta aumenta la sudorazione del viso, quindi ho deciso di rinunciarvi, lo uso solo quando corro all’aperto, dove mi crea meno problemi”.

Ringrazio Federica e mi pongo una domanda che immagino sia stata oggetto di dubbio anche per tutte le clienti che abitualmente frequentano i centri estetici e che hanno a cuore la salute della loro pelle: “Trucco e sport possono dunque andare d’accordo?”

Ovviamente non c’è una risposta assoluta ma dipende dalle abitudini, dai gusti personali e dalle diverse esigenze; pensiamo ad esempio a chi arriva in palestra direttamente dal lavoro, a coloro che sanno di congestionarsi molto il viso durante la pratica sportiva, o semplicemente a quelle donne che si sentono a disagio completamente struccate.

Fatte queste considerazioni, sorge spontanea un’altra domanda: a prescindere dai gusti personali in fatto di make up, il trucco durante l’attività sportiva fa bene oppure no alla pelle? Come sempre entra in gioco il ruolo fondamentale dell’estetista, che conoscendo la pelle della cliente e valutando il tipo di attività svolta saprà consigliarla al meglio. 

Di certo occorre valutare che durante l’attività sportiva la sudorazione aumenta. La parola chiave è quindi idratare: durante una normale attività fisica, infatti, è indubbio che ci si scaldi, si sudi e i pori della pelle si dilatino. Questo però non significa che si debba rinunciare al trucco.

La cosmetologia ha compiuto passi da gigante e ci propone soluzioni sempre più performanti offrendoci prodotti sempre più leggeri, idratanti, protettivi e con un ottimo INCI in grado di schermarci dalle irradiazioni solari e dai raggi blu delle luci artificiali, il tutto senza ostruire i pori e lasciandoci un aspetto fresco ma curato.

Il consiglio è, ovviamente, moderazione e scelta dei giusti prodotti. Se da un lato l’obiettivo principale è evitare di far colare il trucco e incorrere nel ridicolo “effetto panda”, dall’altro è indispensabile far fronte ai danni che la pelle potrebbe subire dall’incremento della sudorazione e dall’esposizione alla luce. A proposito di questo argomento, è interessante considerare quanto sia importante proteggere la pelle dall’accelerazione del fotoaging innescato non solo dai raggi UVA e UVB, bensì anche dalle irradiazioni della luce blu. Recenti studi, infatti, dimostrano come anche le luci artificiali emettano razioni blu, ovvero HEV Light (High Energy Visibile Light); in realtà in natura si tratta della luce che scandisce la differenza tra giorno e notte e quindi determina effetti positivi sui ritmi circadiani, ma poiché si evince che siamo sottoposti a luce artificiale per un numero di ore maggiore rispetto a quello fisiologico, ecco che l’esposizione cronica può portare ad un invecchiamento accelerato. Dunque il primo consiglio sarà quello di suggerire alle nostre clienti un make up che abbia come base un prodotto idratante, dalla texture leggera, assolutamente traspirante (privo quindi di petrolati), con filtri solari calibrati sulle varie emanazioni e, ovviamente, con pigmenti uniformanti, che possano valorizzare l’incarnato e mitigare le imperfezioni.

Filtri Solari

A proposito dei filtri solari, mi rivolgo al dottor Eugenio Vuillermin chiedendogli di aiutarci a fare chiarezza sulla differenza che intercorre tra “filtri fisici” e “filtri chimici”.
“San Francesco, nel suo componimento ‘Cantico delle creature’, chiamava il sole ‘fratello’: «frate sole (…) è bellu et radiante cum grande splendore». Ma proprio il fatto che sia raggiante ne determina la sua assoluta pericolosità. La maggior parte delle radiazioni che vengono emesse dal sole, a seguito delle continue reazioni di fusione nucleare che avvengono al suo interno, sono estremamente pericolose per l’uomo, se non mortali. Fortunatamente il campo magnetico che circonda la Terra ci protegge da quasi tutte le radiazioni dannose, come i raggi X o i raggi gamma, ma lascia passare i raggi ultravioletti. Questi raggi, conosciuti oggi anche dal grande pubblico come UV (UVA, UVB, UVC) sono dannosi per le forme di vita. Sono responsabili di scottature, di eritemi della pelle, dello sviluppo di forme tumorali, in quanto danneggiano il DNA delle cellule, e sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Il corpo umano, per difendersi, sintetizza la melanina, un pigmento scuro che aiuta la cute a bloccare la penetrazione dei raggi UV nella parte profonda della pelle.

Per proteggerci al meglio durante l’esposizione al sole possiamo usare prodotti ‘solari’. Si tratta di cosmetici contenenti dei filtri solari, sostanze che sono in grado di filtrare i raggi ultravioletti della radiazione solare che è capace di entrare nell’atmosfera e raggiungere la nostra pelle.

I filtri solari si differenziano in due grandi categorie: filtri fisici e filtri chimici a seconda della loro azione, anche se questa definizione è fuorviante in quanto si tratta sempre di sostanza chimiche.

I filtri fisici proteggono la pelle creando uno schermo alle radiazioni ultraviolette. Si tratta di sostanze chimiche inorganiche, come l’ossido di zinco o il biossido di titanio, che riflettono e disperdono le radiazioni dannose. Gli ossidi, però, conferiscono alle creme la caratteristica patina bianca. Questo effetto è stato ridotto diminuendo la dimensione delle particelle e coprendole con un rivestimento, ma i filtri metallici in nanodimensione comportano una certa pericolosità per la salute umana, per cui il regolamento europeo ne permette l’utilizzo secondo caratteristiche ben determinate.

I filtri chimici assorbono i raggi ultravioletti che li colpiscono e convertono la loro grande energia in calore tramite complesse reazioni a livello atomico. Hanno il vantaggio di essere più economici rispetto ai filtri fisici e sono più facilmente lavorabili nelle creme solari evitando l’effetto patina bianca. Anche se sono sicuri per l’utilizzo sulla pelle, hanno delle controindicazioni: talvolta possono irritare la cute, oppure dare origine a fenomeni di sensibilizzazione. Si sospetta anche che possano danneggiare il sistema endocrino, anche se questo è ancora oggetto di studio.

Le molecole utilizzate sono molteplici rispetto ai filtri fisici. Sono principalmente molecole organiche dai nomi astrusi che spesso fanno paura e danno un’idea di pericolosità. Tra loro ricordiamo i più usati, come il Benzofenone-4, l’Octyl methoxycinnamate e l’Octocrylene.”

belle sotto sforzo1Il meccanismo di protezione solare dei filtri fisici e chimici

Il Make Up Prima e dopo l’Attività fisica

Compresa l’importanza della base e fatta la giusta scelta, il passo successivo è la valorizzazione dello sguardo con matita per sopracciglia waterproof, una matita occhi nera o bruna sfumabile per intensificare lo sguardo e via libera al mascara, sia per le ciglia (meglio con effetto infoltente che troppo allungante per elargire uno stile più naturale) che per le sopracciglia, che non solo saranno valorizzate e infoltite là dove serve, ma rimarranno anche impeccabili e in ordine durante tutta la sessione di allenamento grazie alla texture pastosa del prodotto. Per le labbra, invece, è perfetto un gloss leggermente pigmentato a base di burro di mango, che garantisce la perfetta idratazione e mantiene le labbra morbide e luminose senza macchiare l’indispensabile Eco Bottle.

Dispensando questi consigli alle nostre clienti, sarà poi inevitabile poter parlare loro dell’importanza di un’eccellente detersione, sia quotidiana che profonda. Come sempre il make up ci viene in aiuto per coinvolgere tutte le clienti in argomenti attuali, utili e coinvolgenti, e ancora una volta avremo stupito le assidue dello sport facendole riflettere sull’importanza della cura della pelle, garantendoci un incremento del fatturato pianificando trattamenti viso idratanti, di pulizia profonda detox e redigendo programmi di giovinezza che permettano alla pelle di mantenersi “allenata” tanto quanto il corpo.

 

Elena Frigerio
Formatrice tecnica e consulente Beauty & Wellness 

Eugenio Vuillermin
Dottore in Chimica Industriale

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