fbpx

Comunica con Beauty Forum

pelle e Glicazione

Invecchiamento da Glicazione

  • Beauty Forum

Pelle e glicazione – Molti fattori possono causare un invecchiamento cutaneo precoce. Tra questi, la cosiddetta “glicazione”. Cos’è questo fenomeno? Soprattutto, però, come si può arginare?

L'invecchiamento del corpo - e, in particolare, della pelle - è un insieme di processi estremamente complesso; la velocità con cui avvengono, però, è regolata solo in minima parte dal nostro patrimonio genetico: molto, infatti, dipende da come ci comportiamo, come mangiamo, quali prodotti usiamo per la nostra skin care, dove viviamo e perfino quale lavoro facciamo. Possiamo incolpare il nostro patrimonio genetico della rapidità dell’invecchiamento solo per il 20-30% circa; il restante 70-80% dipende solamente da noi. Molti di questi fattori, inoltre, non danneggiano solo la pelle, ma accelerano anche i processi di invecchiamento del resto del corpo.
La pelle è spesso lo specchio del nostro invecchiamento biologico e, secondo alcuni studi, “dimostrare la propria età” potrebbe essere l’indicatore di un cattivo stato di salute dell'organismo oppure di un’età biologica più alta rispetto alla realtà.

Un Altro fattore: il livello di zuccheri nel sangue

C’è, però, un fattore che mette molto sotto sforzo sia la nostra pelle che il resto dell’organismo: un alto livello di zuccheri nel sangue.

Nel 1945 si è scoperto che se nel sangue c’è un elevato livello di zuccheri, questi saranno alti anche nella nostra pelle; quando, invece, si digiuna, anche gli zuccheri nella cute diminuiscono. Conoscere questa correlazione è molto importante per comprendere meglio uno dei fattori non genetici che portano la pelle a invecchiare più in fretta. Oggi, infatti, sappiamo che mangiare troppi dolci non fa solo “aumentare” i fianchi, ma fa anche in modo che la pelle riceva quantità sbagliate di zuccheri. Secondo alcuni studi, le persone con un elevato livello di zuccheri nel sangue hanno anche molte più rughe, per la loro età, rispetto a quelli che hanno livelli di zuccheri inferiori. Questa differenza è dovuta a un fenomeno chiamato “glicazione”, una reazione chimica che intercorre tra le proteine o i grassi e lo zucchero (carboidrati).

Se il livello degli zuccheri nel sangue è costantemente alto (perché, magari, assumiamo tanti carboidrati, facciamo degli spuntini tra un pasto e l’altro oppure perché soffriamo di diabete o di un’altra patologia che non consente al nostro organismo di regolare correttamente gli zuccheri), allora le molecole di zucchero inizieranno ad attaccarsi alle fibre di collagene ed elastina della pelle (oltre che alle proteine nei vasi sanguigni e negli organi); le fibre, allora, si attaccheranno le une alle altre rendendo i tessuti estremamente rigidi e anelastici. Da un punto di vista chimico, questo processo è simile a quello che succede quando usiamo il calore per far caramellare lo zucchero.

La velocità con cui questo processo provoca dei danni dipende da quanti zuccheri abbiamo assunto e, di conseguenza, da quanto a lungo il loro livello rimane alto nel sangue dopo aver mangiato. In un primo momento, il legame zucchero-proteina è instabile e si può ancora invertire; questo, però, è possibile solo se il livello di zuccheri non è aumentato in maniera vertiginosa e se, dopo aver mangiato, gli diamo la possibilità di ritornare rapidamente entro dei livelli normali.

Abitudini Alimentari

La possibilità di liberare le fibre di collagene ed elastina dalla “morsa” dello zucchero dipende, quindi, dalle nostre abitudini alimentari.
Se vengono mangiati spesso carboidrati facilmente digeribili, gli zuccheri nel sangue aumenteranno di più rispetto a quando vengono consumati pane integrale e verdure; un organismo in salute, però, è normalmente in grado di riportare il livello alla normalità nel giro di un paio di ore, anche in caso di consumo frequente di carboidrati facilmente digeribili. Si dissolve, così, il legame proteina-zucchero e i danni rimangono circoscritti.

Se, però, gli zuccheri rimangono alti per un periodo di tempo più lungo, allora i legami proteina-zucchero diventeranno stabili e, di conseguenza, irreversibili: ciò significa che il processo non potrà più essere invertito dall’organismo. Quelli che erano solamente dei prodotti “precoci” della glicazione si trasformeranno nei cosiddetti prodotti “finali” della glicazione, chiamati con l’acronimo “AGE” (“Advanced Glycation End products”). Gli AGE danneggiano in modo permanente non solo i fasci di collagene ed elastina nella pelle, ma anche le cellule e i tessuti di tutto il resto dell’organismo. 

Il fenomeno della glicazione viene anche usato, in caso di diabete, per controllare le concentrazioni medie di zuccheri nel sangue in un periodo di tempo di alcuni mesi. Questo perché se gli zuccheri aumentano troppo e rimangono alti a lungo, si verifica un incremento della glicazione del pigmento rosso del sangue (l’emoglobina) che si trasforma nella cosiddetta “emoglobina glicata”, o HbA1c. Il valore dell’emoglobina glicata indica a medico e paziente quanto bene (o male) sono stati assorbiti gli zuccheri fino ai tre mesi precedenti.

invecchiamento_da_glicazioneUn’alimentazione ricca di zuccheri porterà la pelle a riceverne delle dosi eccessive. Secondo uno studio, le persone con alti livelli di zuccheri nel sangue hanno molte più rughe, per la loro età, rispetto a chi ha un livello di zuccheri più basso.

Invecchiamento Cutaneo e Zucchero del Sangue

Quanto velocemente invecchia, la pelle, se il livello di zuccheri nel sangue è elevato o se vengono consumate grandi dosi di carboidrati? È possibile rendersene conto anche nella realtà? Se lo sono chiesti Diana Von Heemst e il suo team della Leiden University, in Olanda. Per dare una risposta a queste domande, i ricercatori hanno chiamato a raccolta 569 volontari e li hanno divisi in tre gruppi a seconda del livello di zuccheri nel loro sangue (basso, medio o alto) dopo aver mangiato. A loro sono state aggiunte altre 33 persone che soffrivano di diabete e i cui zuccheri nel sangue erano significativamente più elevati rispetto agli altri volontari.

Una volta definito il campione del test, i ricercatori hanno chiesto a 60 revisori indipendenti di guardare le foto delle persone coinvolte nell’esperimento e di provare a stimarne l’età. Il risultato? Indipendentemente dal fatto che fumassero o meno, che prendessero il sole oppure che fossero pallidi, le persone che avevano un livello di zuccheri più alto sono sempre sembrate più vecchie rispetto a quanto non fossero in realtà. La differenza maggiore è stata registrata tra i partecipanti che soffrivano di diabete, ai quali venivano dati quasi due anni di più. Anche sul volto delle persone sane, però, l’appetito per i dolci è risultato ben evidente: il gruppo di persone (non diabetiche) con gli zuccheri più alti è sembrato mediamente un anno più vecchio rispetto all’età reale.

Si Può Invertire la Glicazione?

L’inversione del processo di glicazione è ciò su cui stanno lavorando scienziati e ricercatori di tutto il mondo. Questo perché le sostanze che potrebbero interrompere o, addirittura, invertire la glicazione nei tessuti non interessano soltanto l’industria cosmetica: la medicina, ad esempio, è alla ricerca di principi attivi che possano proteggere i diabetici dai pericoli dell’emoglobina glicata.

Uno di questi principi attivi è l’ L-Carnosina, un composto di amminoacidi che potrebbe essere in grado di ritardare la glicazione e, in parte, perfino di invertirla. I produttori di cosmetici, quindi, guardano a questi amminoacidi con molto interesse.

C’è una buona notizia, però: possiamo assumere l’ L-Carnosina anche mangiando del pesce magro, delle noci oppure del formaggio. Altri alimenti che possono aiutare a contrastare la glicazione sono quelli ad alto contenuto di antiossidanti, come le melagrane, il tè verde, il tè nero o le bacche scure.

LA GLICAZIONE NEGLI ALIMENTI

Quando alimenti ricchi di carboidrati vengono grigliati o cotti ad alte temperature si colorano di marrone: questa reazione è la manifestazione del processo di glicazione che ha avuto luogo nell’alimento. Si formano, quindi, degli AGE, che sono ciò che dà al pane, ai chicchi di caffè o ai biscotti il loro tipico sapore e aroma.

Gli esperti chiamano questo processo “Reazione di Maillard”. Si sospetta che anche questi AGE, sebbene si siano formati fuori dal corpo umano, possano portare a processi infiammatori e malattie croniche, oltre ovviamente ad accelerare i processi i di invecchiamento.

COME SI PUÒ RIDURRE LA GLICAZIONE?

  • Tra un pasto e l’altro bisogna dare agli zuccheri la possibilità di tornare entro livelli normali. Si scioglie, così, il legame zucchero-proteina e le fibre di collagene vengono rilasciate dal loro “corsetto” di zucchero. Per il bene della pelle, quindi, andrebbero evitati gli spuntini e le calorie giornaliere andrebbero divise tra tre pasti, e non cinque! È interessante notare che è stato scoperto che, contrariamente alla credenza popolare, con tre pasti al giorno si ingeriscono meno calorie che con cinque.
  • Anche il digiuno intermittente può essere utile: consiste nello stare a digiuno per 16 ore e mangiare solamente entro una finestra temporale di 8 ore. Quest’abitudine può aiutare la riduzione della glicazione perché viene dato abbastanza tempo al livello di zuccheri di abbassarsi.
  • Andrebbe preferita un’alimentazione ricca di fibre provenienti da frutta, verdura e cereali; anche gli oli, i grassi buoni e le proteine aiutano ad abbassare il livello di zuccheri nel sangue.
  • Va ridotto il consumo di carboidrati facilmente digeribili contenuti nei prodotti a base di farina bianca, nei biscotti, nei dolci e nei soft drinks. Va limitato anche il consumo eccessivo di succhi di frutta. Un utile indicatore è l’“indice glicemico” di un alimento: sarebbero da preferire quelli con un indice glicemico basso.
  • Per sapere se il livello di zuccheri nel sangue rientra nella normalità, è possibile richiedere un test glicemico rapido in farmacia oppure al proprio medico di famiglia. Prima di sottoporsi al controllo, però, è necessario essere sobri e aspettare almeno un’ora dopo il pasto. La misurazione è rapida e non costa molto.
  • In caso di sospetto diabete, invece, il medico può richiedere un esame dell’emoglobina glicata (HbA1c). Si tratta di un marker che rimane a lungo nel sangue e fornisce delle informazioni preziose su qual è stato l’andamento dell’assorbimento degli zuccheri nei 2-3 mesi precedenti.

Dott.sa Michaela Axt-Gadermann
Dermatologa e docente di studi sulla salute. È ricercatrice presso l’Università di Scienze Applicate di Coburg (in Germania) dove, tra le altre cose, studia le connessioni tra batteri intestinali e salute. È anche esperta in alimentazione, in malattie della pelle e in Better aging.



#BF_beauty&care, #dermatologia, #BeautyForum, #BF_apr21


Newsletter Beauty Forum


zeroventi • Via Passalacqua 4 - 10122 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102