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Intervista esclusiva a Valentina Ventura

Valentina Ventura

  • Beauty Forum

Rendere felici le persone e sviluppare un business era diventata la mia missione.

Com’è iniziata la tua carriera nel settore delle SPA e dell’Estetica?

Quasi 10 anni fa, lessi l’annuncio di un centro estetico, ben strutturato, che cercava una figura di riferimento per incrementare vendite e clienti, diciamo insomma che si occupasse della reception e di alcune parti commerciali. 
Anche senza competenze (lavoravo nell’azienda di famiglia che si occupa di gestione immobiliare), decisi immediatamente di mettermi in gioco, superai i due colloqui e iniziai. Mi piacque davvero tanto fin dal primo giorno e mi alzavo ogni mattina desiderosa di imparare tutto.
I primi mesi mi occupavo esclusivamente delle mansioni per le quali ero stata scelta, poi ho compreso che mi entusiasmava molto anche il rapporto con l’ospite “fidelizzato” e ho iniziato, quindi, a seguire i percorsi attivi e il loro sviluppo. Utilizzando skin test e body test, mi prendevo cura dei nostri clienti con una consulenza iniziale e decidevo, con quelli nuovi, in che modo cominciare ad amarsi concedendosi del tempo prezioso con le mie colleghe estetiste. Eravamo davvero una squadra fortissima, arrivata ad avere, con la titolare, fino a 8 elementi.
Poi però ho scelto di scoprire anche il mondo delle spa che, seppur simile, doveva essere compreso per poter essere una figura competente a 360 gradi. Così ho iniziato tantissimi corsi di formazione, affiancamenti in start-up e pre opening, fino a diventare spa manager e restare negli hotel per tutta la stagione.
Tutto questo fino al 2019, quando ho creato il mio brand. 

Qual è stato il momento che ti ha fatto pensare “Sono sulla strada giusta”? 

Ce ne sono stati molti, anche a conferma che ogni passo in avanti mi portava nella direzione giusta. Tuttavia, il primo momento che ricordo nitido come una fotografia è stato quando una signora mi ha ringraziata perché l’avevo spinta a volersi bene: mi ha detto che grazie a me e al percorso in cabina aveva ritrovato la sua autostima e la sua vita era cambiata in meglio.
Questo, in parallelo al crescere, in termini numerici e in termini di riconoscimento, del centro, mi sembrava una magia. Rendere felici le persone e sviluppare un business era diventata la mia missione.

Come si svolge praticamente il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste nell’analizzare ogni aspetto del centro o della spa, in modo che si possa intervenire per modificare, cambiare o migliorare il metodo di lavoro. Tutto ciò si può svolgere in fase progettuale o in corsa per riportare a regime qualcosa che funziona poco
Si spazia dallo spa menù allo staff - sia per quanto riguarda la selezione prima e la formazione poi - e alle procedure, ai protocolli, all’accoglienza degli ospiti e alle attenzioni che si riservano loro, in modo da garantire un’esperienza wow.
Gli ambienti e la cura dei dettagli, l’area shop, la comunicazione, il team building e tutto quello che riguarda il lavoro in cabina, non tecnico, finalizzato ad aumentare i ricavi. Ogni strategia è stata testata da me negli anni in cui ero dalla parte della responsabile, ed è efficace perché in questi due anni ho aiutato davvero molte titolari, estetiste e spa manager.
Posso dire che ogni intervento è volto, quindi, ad aumentare le performance del centro o della spa. Tutto questo si svolge on line oppure on site.

Tendo ad affezionarmi molto ai progetti che seguo, e sono fermamente convinta che questo sia parte del successo che poi si ottiene lavorando con entusiasmo.

Nella tua esperienza professionale ci saranno state delle consulenze che ti hanno dato maggiori soddisfazioni. Vuoi raccontarci quale esperienza ti ha gratificata più di altre?

Diciamo che tendo ad affezionarmi molto ai progetti che seguo, e sono fermamente convinta che questo sia parte del successo che poi si ottiene lavorando con entusiasmo. Fatta questa premessa, ricorderò sempre una start up vicino a Roma: loro sono un centro termale di alto livello, con una struttura meravigliosa e degli spazi molto importanti - pensate che ci sono 17 cabine e, di conseguenza, aspettavano il mio arrivo più di 17 ragazze tra estetiste, massaggiatrici e receptionist. È stato un lavoro molto sfidante perché la proprietà, dopo alcuni colloqui con me, aveva deciso di cambiare totalmente il metodo, il brand e… alcune figure che avrei dovuto individuare io. Provate ad immaginare, per chi lavora da molti anni in un modo, che shock possa essere cambiare da un giorno all’altro. Credo mi abbiano odiata, all’inizio. Dico all’inizio perché alcune di loro le sento ancora e, alla nuova spa manager, ho fatto un corso di formazione proprio qualche settimana fa.
Sono stata in hotel con loro un mese di fila, abbiamo fatto un lavoro pazzesco e sì, credo sia stata l’esperienza più gratificante.

Quali sono le maggiori inefficienze che riscontri negli Istituti di Bellezza?

Le estetiste hanno un cuore infinitamente buono e spesso si trovano a dover fare i conti, nel vero senso della parola, con un metodo che è rimasto più artigianale che imprenditoriale. I punti di intervento più richiesti sono, senza dubbio, l’aumento dello scontrino medio, la gestione dello staff e la vendita. 
Essere guida e leader della propria squadra di lavoro è fondamentale, e saper far rispettare le regole, coinvolgere le persone in una visone, un progetto o uno scopo è ormai diventato imprescindibile per la buona riuscita del proprio lavoro. Come lo è essere estremamente pianificate e organizzate. Sono convinta che la maggior parte delle inefficienze parta proprio da questi punti.

Valentina Ventura1

Per le nostre lettrici che non hanno ancora intrapreso un percorso che le porti ad una gestione manageriale dell’Istituto di Bellezza, prima ancora che affidarsi ad un/una consulente o ad un corso di formazione, cosa dovrebbero fare per raggiungere una maggiore consapevolezza rispetto alla necessità di iniziare un percorso di questo genere? 

Devono fare molta esperienza, possibilmente sia nelle spa che nei centri estetici. Perché definirsi spa manager comprendo che sia gratificante ma, per esserlo davvero, è necessario padroneggiare molte competenze, avere una voglia infinita di mettersi in gioco e innamorarsi della propria spa come se fosse davvero di nostra proprietà. Bisogna ragionare da imprenditrici e avere degli obiettivi ben chiari.
Ed essere un’ottima estetista non basta. Sono abbastanza intransigente su questo perché vedo, ahimè, troppe realtà che non brillano come dovrebbero a causa di spa manager non all’altezza e anche, a volte, di proprietà che credono poco nel progetto spa. 
Anzi, colgo l’occasione per sottolineare che la mia formazione non ha previsto la parte tecnica estetica, sono stata poi io che ho scelto di conoscerla per studiare in maniera più completa le strategie da attuare. Quindi lo spa management è un mondo che può essere abbracciato anche da chi non ha intrapreso la carriera con la scuola di estetica. 

Negli ultimi anni abbiamo assistito al proliferare di corsi di formazione di qualunque natura, e il marketing su tutti ha prodotto un numero di “esperti” imbarazzante. L’estetica non è stata risparmiata da questo fenomeno. Cosa consigli alle Estetiste per districarsi in questa giungla?

Purtroppo è così. Quello che mi sento di consigliare è di affidarsi sempre e solo a persone di cui si conosce la storia, delle quali si possano avere informazioni e che siano davvero competenti rispetto a quello che vogliono insegnare. 
Bisogna avere estremo rispetto delle persone che scelgono di fidarsi di te e che mettono nelle tue mani soldi, tempo e aspettative. Per questo faccio spesso una battuta che fa sorridere, dico: “Ragazze, state tranquille, perché per capire che questa cosa funziona, ci ho perso io le notti per voi e prima di voi, quando non riuscivo a trovare la soluzione e non avevo nessuno a cui chiederla”. 

Credi che nei prossimi anni ci sarà un ridimensionamento di questo fenomeno? 

Non saprei, nell’ultimo anno abbiamo assistito appunto ad un’esplosione incredibile di formatori. L’online ha grandissimi vantaggi e anche qualche aspetto più oscuro, tipo la facilità con cui si vende e si compra.
Credo però che oggi ci sia molta consapevolezza nel consumatore e sono certa che si distinguerà solo chi vale. 

Sei molto attiva sui social. Detto che si tratta di un fattore caratteriale e di posizionamento, qual è il giusto equilibrio tra vita privata e vita professionale e quale la giusta frequenza di pubblicazione?

Intanto è la prima volta che vengo definita “molto attiva” sui social e questo mi fa piacere. Perché in realtà io non ho numeri così importanti, ci sono profili decisamente più seguiti, ma sono molto felice della mia community perché di nicchia: sono riuscita a creare un gruppo formato in gran parte da estetiste e usiamo i social principalmente per scambiarci opinioni, feedback ed esperienze che ci riguardano da vicino. La giusta frequenza di pubblicazione, poi, è importante nella misura in cui ci sono concetti da esprimere: l’inflazionamento della condivisione a discapito della sostanza del contenuto non fa parte del mio modo di utilizzare Instagram; anche parlando di persone, quindi, al “numero” ho preferito la qualità dei e delle partecipanti. 
Per quanto riguarda la vita privata, in realtà siamo noi i capitani del nostro account, quindi scelgo io cosa condividere sul mio feed e sulle mie storie. Dell’aspetto “casalingo”, sicuramente il mio labrador Nala è la protagonista! 

In che modo le nuove tecnologie digitali possono aiutare le Estetiste nella loro vita professionale?

Il campo digital è di sicuro il futuro, e scegliere di fare finta che non sia così è profondamente sbagliato. Va usato, conosciuto e sfruttato per arrivare alle persone anche a distanza per incuriosirle e per farsi conoscere. Dobbiamo dare l’impressione a chi non ci conosce di percepire l’esperienza così come la vivranno, poi, nel centro estetico.
È impensabile non avere un profilo e non raccontarsi, oggi; le clienti lo vogliono, e nel mare infinito sappiamo che vince chi si distingue. Instagram è l’oggetto del desiderio ma va usato bene, con eleganza, coerenza e professionalità.

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