fbpx
Il Benessere Funzionale

Il Benessere Funzionale

  • Beauty Forum

Trattamenti olistici – Alla scoperta del “benessere funzionale” direttamente dal mare: un approccio olistico agli inestetismi.

Secondo una definizione dell’O.M.S., che risale al 1948, la salute è “Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Partendo proprio da questo concetto, le tendenze di mercato dell’estetica si sono sempre più orientate verso trattamenti che abbiano una visione il più ampia possibile del benessere.

Sinora vi è sempre stata la tendenza a distinguere trattamenti corpo o viso tra quelli “funzionali” - ovvero mirati al raggiungimento di un risultato estetico - e quelli più mirati alla “coccola” - ovvero, pensati per regalare attimi di relax al cliente. In realtà, prendendo in considerazione la definizione di benessere data dall’O.M.S., questa distinzione appare obsoleta: come possiamo pensare di distinguere lo star bene dal sentirsi bene e, dunque, più belli?

Come ho più volte già affermato, credo che la bellezza non sia altro che la manifestazione visiva di uno stato di benessere, e chi meglio delle estetiste può, attraverso il proprio operato consapevole, contribuire all’induzione di questo stato nei propri clienti?

Un Nuovo Punto di Vista

Approcciandosi a questa nuova e olistica visione, credo sia necessario fare insieme alcune considerazioni: come accogliere il cliente offrendo valide soluzioni alle sue esigenze? Come scegliere le giuste strategie per trattare gli inestetismi trovando soluzioni efficaci e performanti? Come individuare nel vasto mondo dei cosmetici gli alleati migliori?

Partirei dalla consapevolezza del benessere inteso come stato generato dall’attenzione all’altro: chiunque di noi si sente bene nell’attimo in cui ha la percezione che ci sia qualcuno proteso a prendersene cura, sensazione generata non tanto dalle manualità ma, ancora prima, dall’attenzione. Oggi più che mai, l’attenzione massima che possiamo dare ai nostri clienti è saperli ascoltare - quello che potremmo definire “ascolto attivo”, ovvero il saper porre delle domande che siano finalizzate a comprendere le esigenze del cliente, e non le sue semplici richieste. Per aiutarmi in questo, ho sempre pensato che cambiare il punto di vista fosse necessario. E se iniziassimo a considerare i clienti come degli ospiti?

Ci aiuta come sempre la considerazione del reale significato delle parole: il termine “cliente” identifica chi, abitualmente, si avvale delle prestazioni di qualcuno o acquista quanto gli occorre dallo stesso fornitore; questo differisce da “avventore” che, secondo la definizione riportata da Oxford Languages, indica inevitabilmente un rapporto distaccato, basato su uno scambio commerciale, una prestazione di bene o servizio a fronte di un riconoscimento in denaro.

Proviamo, invece, a immaginare di non dover accogliere un cliente, bensì un “ospite” che, secondo la definizione data da Treccani, indica “La persona che ospita, che accoglie cioè nella propria casa altre persone (siano queste amici, conoscenti, oppure forestieri, estranei) offrendo loro […]”. Questa definizione ci suggerisce un punto di vista differente, un protendersi verso l’altro affinché possa sentirsi al centro della nostra attenzione.

Un Benessere “Globale”

A questo punto, una volta comprese le esigenze dell’ospite, occorre sfoderare le proprie competenze. I trattamenti non sono banali protocolli da eseguire, bensì strategie operative finalizzate al raggiungimento di un obiettivo. Per trarne i maggiori benefici bisogna conoscerli bene: bisogna conoscerne le azioni ma, soprattutto, avere una logica fisiologica che possa permetterci di analizzare gli inestetismi nella loro globalità. Diventa, quindi, indispensabile prendere in considerazione non tanto l’inestetismo in sé, quanto il benessere globale del cliente. Ecco, dunque, che si è iniziato a introdurre il concetto di “estetica olistica” partendo dal significato etimologico del termine: “olismo” deriva dal greco “ὅλος” (hólos), cioè «totale», «globale».

Sovente ci troviamo di fronte a inestetismi complessi, ma siamo certi di averli analizzati in maniera globale? Un esempio che sempre mi fa riflettere è la stretta correlazione che intercorre tra la cellulite e le contratture muscolari. Quante volte abbiamo affrontato insieme questi due aspetti?

Ovviamente, in questo caso la strategia dovrà prendere in considerazione la sede della contrattura, i suoi effetti collaterali sulla circolazione linfatica e quanto questa correlazione di fattori aumenti lo stato infiammatorio generale che determina lo stadio della cellulite; non per questo, però, possiamo sottovalutare che sovente la causa di una contrattura non è sempre di natura anatomica, bensì molte volte entrano in gioco anche tutte le correlazioni psicosomatiche accentuate dagli stati di stress; a questo punto, diventa logico pensare che un trattamento debba, per essere funzionale, infondere benessere globale.
Sarà dunque il giusto mix tra manualità, principi attivi funzionali e programmi su misura e personalizzati che potrà determinare il successo nel raggiungimento degli obiettivi.

La Scelta dei Cosmetici

Ora non ci resta che scegliere i nostri alleati: i cosmetici. Come orientarsi in questo vasto mondo?
Personalmente, ho sempre sostenuto che la scelta debba essere guidata da una strategia di fondo che crei un connubio tra funzionalità, piacevolezza e richiamo con la natura - ovvero, il trattamento deve poter evocare una sensazione che lo possa indissolubilmente legare a un qualcosa di piacevole, che possa far scaturire la sensazione di un viaggio polisensoriale, che possa lasciare una sensazione persistente e un ricordo e che generi una correlazione tra benessere ed efficacia.
Per fare un esempio, non possiamo che pensare al mare e ai suoi benefici. Abbiamo citato poco fa l’esempio dei trattamenti per gli inestetismi della cellulite: quale alleato migliore? 

Benessere dal Mare

Di recente, ho letto molti studi che parlano dei molteplici effetti positivi di questo elemento, forza della natura. Mi ci sono appassionata, ho cercato di conoscerlo meglio e vorrei condividere con voi alcune nozioni acquisite. Per farlo nel migliore dei modi, sarà il dottor Eugenio Vuillermin ad accompagnarci alla scoperta della composizione chimica dell’acqua di mare.

“Il primo scienziato a scoprire la correlazione tra il corpo umano e l’acqua di mare fu il francese René Quinton alla fine del XIX secolo. Studiando la temperatura e la concentrazione salina tra le specie animali osservò che l’acqua marina era abbastanza simile al corpo umano, oltre a essere bevibile e iniettabile. Partendo dall’assunto che il mare sopravvive in noi come in qualsiasi altro essere vivente, egli mise in evidenza delle similitudini tra l’acqua del mare e il plasma sanguigno. È proprio la presenza dei sali minerali a creare questa correlazione: nella sua composizione, infatti, l’acqua di mare contiene mediamente 35g/l di sali disciolti. La concentrazione varia in base alla zona di mare, all’apporto di acqua dolce dei fiumi, all’evaporazione. Il sale principale presente nell’acqua di mare è il cloruro di sodio (formula chimica NaCI), per intenderci il sale da cucina - che peraltro si può ottenere dall’evaporazione dell’acqua di mare nelle saline. La sua percentuale in peso rispetto agli altri sali presenti è del 70-80%. Sono presenti anche altri sali clorurati quali il cloruro di calcio, il cloruro di potassio e il cloruro di magnesio. I cloruri hanno la particolarità di essere molto solubili in acqua ed essere presenti anche nel sangue umano. Nell’acqua di mare, poi, sono presenti in piccole concentrazioni altri sali quali i fosfati e i nitrati, che sono responsabili dello sviluppo delle alghe. La presenza di sali modifica le proprietà chimico-fisiche dell’acqua abbassando il punto di congelamento della stessa e permettendo ad alcune specie marine di vivere a temperature vicino a zero gradi. 

Oltre ai sali, nell’acqua di mare sono disciolti anche l’ossigeno, che permette ai pesci di respirare, e l’anidride carbonica, che permette la sintesi clorofilliana delle alghe. Infine, in piccole concentrazioni sono disciolti anche gli oligoelementi, tra cui il silicio, il fluoro e lo iodio.
Tutti questi componenti fanno sì che l’acqua di mare apporti benefici alla fisiologia del corpo umano.”

il benessere funzionale1Il ricordo emotivo delle fragranze permette di esaltare i risultati ottenuti dall’azione fisiologica dei principi attivi del trattamento.

Un Trattamento Indimenticabile

Rimane, poi, il fatto indiscusso che se il trattamento ha saputo sortire i suoi effetti grazie alla fisiologica azione dei suoi principi attivi, questo sarà esaltato dal ricordo emotivo delle fragranze. A questo proposito, mi viene in mente, in un testo di letteratura, la descrizione fatta da Ernest Hemingway del ricordo di un profumo che ha generato felicità.

“Mangiando le ostriche, con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti”.

L’esperienza del benessere funzionale si imprime nella memoria dei clienti e sollecita il desiderio di riviverla. La bellezza deve essere il risultato di un’esperienza sensoriale a 360°: bella da vivere, splendida da ricordare e, soprattutto, deve rispecchiarsi nell’immagine di un corpo che, guardandosi allo specchio, si vede più bello grazie al sapiente e attento operato di chi, con grande professionalità, ha saputo interpretare un’esigenza trasformandola nel raggiungimento di un obiettivo. A questo punto, non credo ci siano dubbi sulla fidelizzazione della clientela.

 

Elena Frigerio
Technical marketing trainer e SPA specialist.

Eugenio Vuillermin
Dottore in chimica industriale.

#BF_beauty&care, #BeautyForum, #wellness, #BF_mag_giu_21


Newsletter Beauty Forum


zeroventi • Via Passalacqua 4 - 10122 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102