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La Consulenza Olistica

La Consulenza Olistica

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Benessere funzionale – Alla scoperta della consulenza “olistica”: il nuovo punto di vista del benessere funzionale che mette al centro la persona nel suo insieme.

In estetica si è iniziato a parlare di check-up circa 20 anni fa e, per chi ha vissuto il settore in quegli anni, sembrava una cosa innovativa e di tendenza. Oggi, invece, abbiamo sostituito il “check-up” con la “consulenza”, ma quale differenza sostanziale intercorre tra questi due termini?

In effetti, analizzando il vero significato del termine check-up ci rendiamo conto di quanto sia unidirezionale. Traducendo pedissequamente dall’inglese, il termine significa: “controllo generale dello stato di salute, effettuato specificatamente attraverso una serie di esami di laboratorio e radiografici” oppure, in ambito industriale, “revisione generale periodica di impianti o macchinari”. La primordiale concezione del check-up in estetica faceva riferimento alla semplice valutazione di un inestetismo da parte dell’estetista che, grazie alle sue conoscenze e dopo un’analisi attenta dei tessuti, era in grado di valutarne l’entità e di offrire trattamenti al fine della sua riduzione. Oggi, invece, cosa si intende quando si parla di “consulenza estetica”?

Competenze per Comprendere

La “consulenza estetica” è la professione di chi, avendo accertate competenze in materia, consiglia e assiste il proprio cliente suggerendo trattamenti, azioni, pratiche e strategie; egli fornisce e offre consigli con il fine di individuare dei percorsi finalizzati al raggiungimento di un obiettivo.

Cosa distingue, dunque, la conoscenza dalla competenza? Se è vero che la “conoscenza” esprime l’atto di aver appreso qualcosa, la “competenza” (parola che deriva dal latino “cum” + “petere”, che significa “chiedere, dirigersi a”) indica l’andare insieme, il far convergere in un medesimo punto, ossia mirare a un obiettivo comune nonché finire insieme, incontrarsi.

Incontrarsi per comprendere, non più per vendere bensì per consigliare. Il punto non è “cosa faccio”: la prospettiva si rinnova in “quale soluzione ti offro?”.

Credo che oggi la nuova visione del benessere debba partire da questo concetto. I clienti non hanno più bisogno di acquistare semplici trattamenti: oggi i clienti - che più volte ho definito ospiti - desiderano essere seguiti, affiancati in percorsi personalizzati che prendano in considerazione non tanto l’inestetismo in sé, quanto la globalità del soggetto, i suoi punti di vista, i suoi obiettivi e, soprattutto, il suo desiderio di dedicarsi del tempo per stare bene.

La Vera Visione Olistica

Possiamo approcciare, così, la più vera definizione di bellezza: una manifestazione visiva di uno stato di benessere.
Si parla sempre più di bellezza olistica e, spesso, il termine “olistico” viene associato alle tecniche orientali. In realtà, però, questa parola andrebbe interpretata nel suo vero significato, perché questa visione ci permette di prendere in considerazione il cliente nella sua ricerca del benessere, nella sua voglia di stare bene. Ecco, dunque, che possiamo introdurre il concetto di “estetica olistica” partendo dal senso etimologico del termine: “olismo” viene dal greco “ὅλος” (hòlos), cioè “totale, globale”. 

Si tratta, dunque, di una visione globale, la capacità di trasformare la consulenza in un momento di partecipazione, uno strumento per condividere un metodo che permetta di ottenere grandi risultati.
Ipotizziamo che una cliente ci chieda di migliorare il suo aspetto fisico riducendo gli inestetismi della cellulite. Il dubbio è: spiegare i trattamenti o chiedere?
Personalmente, io propendo per chiedere: chiedere sempre e ascoltare, comprendere per suggerire una soluzione efficace che non si limiti all’analisi dell’inestetismo in sé, ma che prenda in considerazione lo stato di benessere generale della cliente, ovvero i benefici che un trattamento può conferire - ovviamente se eseguito in modo magistrale e nel giusto contesto.

Il Potere delle Endorfine

Prendiamo in considerazione, ora, il ruolo delle endorfine: quanto possono aiutarci a stare meglio, a sentirci più belli, a ottenere risultati migliori da trattamenti ai quali il fisico risponde meglio se in uno stato di benessere?
L’argomento mi affascina. Oggi se ne parla molto, in estetica. Per questo, mi piacerebbe conoscere meglio il ruolo delle endorfine chiedendo aiuto a Eugenio Vuillermin:
“Se fate una ricerca online sulle endorfine, troverete tantissimi articoli che ne parlano esaltandone le proprietà e le similitudini con oppiacei e sostanze simili; nessuno, però, vi spiega come sono formate, né perché agiscano come una droga per il nostro cervello.

Per comprendere meglio il loro funzionamento dobbiamo pensare alle molecole organiche come delle costruzioni di Lego, ovvero come tanti mattoncini di varie dimensioni che si legano tra loro per costruire innumerevoli oggetti: le molecole. I mattoncini base per costruire le endorfine sono gli aminoacidi. Essi sono costituiti da strutture contenenti catene di carbonio a cui sono aggiunti gruppi con un atomo di azoto e due di idrogeno, acido carbossilico e altri mattoncini chiamati «gruppi funzionali». Questi ultimi sono quelli che differenziano i vari aminoacidi che conosciamo. Questi nuovi mattoncini chiamati aminoacidi sono legati tra di loro a formare delle catene denominate «peptidi», che possono variare da un minimo di due aminoacidi fino a cinquanta. Una classe di peptidi, detta «peptidi oppidi», è in grado di legarsi ai recettori oppioidi del nostro cervello. Gli effetti di questi peptidi sono vari, ma assomigliano tutti a quelli della morfina, uno stupefacente che si ottiene dal lattice che trasuda dal papavero da oppio. Le endorfine non sono nient’altro che dei peptidi prodotti naturalmente dall’uomo e immagazzinati nella ghiandola pituitaria. Sono delle sostanze create internamente (endogene) dal nostro corpo che hanno effetti simili alle morfine. 

La contrazione tra le parole «endogena», che significa «creata all’interno», e «morfina», che deriva dal nome del dio greco del sogno Morfeo, ci fornisce una spiegazione di cosa sia un’endorfina: una morfina che noi stessi ci creiamo. Le endorfine prodotte dalla ghiandola pituitaria sono di tre tipi: α, β e γ. L’attività oppiacea è tipica delle β-endorfine, che giocano un ruolo essenziale nel controllo del dolore. Quando rilasciate nel nostro organismo producono uno stato di euforia, come avviene durante l’orgasmo nel sesso oppure per un vigoroso esercizio aerobico come la corsa o l’attività ciclistica”.

Il potere delle endorfine al servizio della bellezza è un nuovo punto di vista, l’anticipazione di un sogno visionario che ha sempre messo al centro dell’attenzione il benessere del cliente, oggi più che mai attento e consapevole ma, soprattutto, sempre più capace di scegliere ciò che è in grado di offrire i vantaggi migliori. Dopo 29 anni in estetica, mi rendo sempre più conto di quanto sia importante prendere in considerazione il ruolo fondamentale dell’estetista: una professionista che può generare emozioni positive al fine di ottenere risultati importanti con metodi sempre più efficaci.

Il Lusso della Personalizzazione

Nessun inestetismo è fine a se stesso: ha sempre origini profonde che possono essere attribuite alla familiarità, allo stile di vita o allo stress. Ed è proprio su quest’ultimo fattore che vorrei soffermarmi, valutando insieme quanto un trattamento ben eseguito possa diventare un rituale in grado di ridurre i danni da radicali liberi (di cui parleremo in seguito) per comprendere meglio gli effetti positivi dei trattamenti che, sapientemente, uniscono efficacia di principi attivi funzionali a rituali esclusivi.

Immagino, quindi, di parlare con una cliente - anzi, mi pongo come obiettivo quello di ascoltarla e di comprendere le sue esigenze; immagino che ogni estetista lo possa fare ogni giorno per offrire un lusso: quello della personalizzazione. Ciascuno di noi, oggi, ha bisogno di sentirsi unico, e di fronte a qualsiasi esigenza ci sarà sempre una soluzione esclusiva.

La consulenza olistica, cioè la visione d’insieme che consente di trattare i particolari mettendo al centro dell’attenzione al persona - ovvero il cliente -, è ciò che permetterà di considerare il benessere come la formula vincente volta al raggiungimento dei migliori risultati estetici.

L’estetica si evolve, la cosmesi ce lo insegna. Occorre essere all’avanguardia e fare le scelte giuste ma, soprattutto, la propulsione deve arrivare dal desiderio di far stare bene chi si affida a noi. Offriamo coerenza di stile, andiamo oltre e scopriremo che la magia di un trattamento non si limita al suo risultato, ma si estende al ricordo del momento di benessere che ha saputo generare.

Direi che oggi più che mai sia obsoleto il concetto del “chi bella vuole apparire, deve soffrire”. Oggi, l’estetica e il benessere ci insegnano che la bellezza è il risultato della perfetta comunicazione, dell’ascolto e della comprensione delle esigenze del cliente per offrire soluzioni esclusive, fatte di strategie che tengano in considerazione l’esclusività di ciascun individuo. L’estetica olistica, dunque, è sinonimo di sartorialità, di lusso del benessere personalizzato alla portata di ciascun cliente.

 

 Elena Frigerio
Technical Marketing Trainer 

Eugenio Vuillermin
Dottore in Chimica Industriale

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