fbpx
Tricopigmentazione: cos'è, come si esegue e per chi è adatta

A testa alta

  • Beauty Forum

TRICOPIGMENTAZIONE - Il versante pratico e quello psicologico del tatuaggio estetico al cuoio capelluto, un trattamento spesso provvidenziale ma ancora poco conosciuto.

La tricopigmentazione è la dermopigmentazione estetica sul cuoio capelluto: una soluzione poco conosciuta, ma efficace e comoda. Purtroppo, questa specialità è accompagnata da alcune inesattezze, spesso conseguenza di lavori mal eseguiti, ed è proposta da pochissimi dermopigmentisti specializzati.

Clienti-tipo

L'impiego del tatuaggio estetico nei problemi legati alla calvizie è ampio e a volte provvidenziale; non si tratta, infatti, di un trattamento meramente estetico, ma di un intervento che, come vedremo più avanti, fornisce un vero e proprio aiuto psicologico al cliente.
Si ricorre alla tricopigmentazione in vari casi, ad esempio se si soffre di alopecia totale, areata o androgenetica, o in caso di diradamento generale dei capelli. Questa tecnica si rivela molto funzionale, inoltre, per coprire cicatrici nucali da autotrapianto.
Non è raro che ad avvicinarsi alla tricopigmentazione siano proprio soggetti che hanno effettuato l'autotrapianto in passato rimanendo insoddisfatti del risultato. L'obiettivo di queste persone è trovare una soluzione al senso di disagio che vivono quotidianamente: nonostante i capelli non abbiano alcuno scopo funzionale - e nonostante si possa benissimo vivere senza -, svolgono senz'altro un ruolo sociale molto importante. Per l'uomo, la perdita dei capelli può essere vissuta come una perdita di virilità, o come una regressione allo stato infantile. Ecco perché è fondamentale che l'operatore prenda in considerazione questo aspetto emotivo, rispettando la probabile e comprensibile diffidenza iniziale.

L'aspetto etico

Effettuare un trattamento di tricopigmentazione non significa solo intervenire esteticamente su un cliente, ma instaurare con lo stesso un rapporto umano, in cui i risvolti psicologici hanno pari importanza di quelli prettamente pratici.
All'operatore si richiede la capacità di andare oltre l'aspetto tecnico (ed economico) del trattamento, dando valore soprattutto all'aspetto etico, che deve essere parte integrante dell'arte del dermopigmentista. Questo vale soprattutto nella fase di consulenza iniziale, durante la quale il cliente ascolta le proprie sensazioni e cerca di capire se e quanto possa fidarsi di chi ha di fronte.
Può capitare che l'operatore, in fase di consulenza, dia aspettative eccessivamente elevate rispetto al risultato che otterrà, illudendo il cliente e facendolo aggrappare a false speranze. Di solito il trattamento viene effettuato con pigmenti bioriassorbibili e necessita, quindi, di ritocchi orientativamente annuali, in quanto con il tempo i pigmenti schiariscono. È necessario che il cliente sia pienamente consapevole di questo aspetto e dell'esigenza di ritoccare periodicamente il tatuaggio. Fornire al cliente tutti gli elementi che gli servono per fare le opportune valutazioni è il primo passo per creare un rapporto di fiducia con lui, indispensabile affinché un intervento di questo tipo possa avere successo.

"Si ricorre alla tricopigmentazione in vari casi, ad esempio se si soffre di alopecia o in caso di diradamento generale. È una tecnica molto funzionale anche per coprire le cicatrici nucali da autoimpianto."

Come si svolte il trattamento

La tricopigmentazione è un trattamento rivolto prevalentemente agli uomini. Le tecniche più richieste sono essenzialmente due: l'"effetto rasato", il più diffuso, che consiste in una rasatura tatuata sul cuoio capelluto; il cosiddetto "dermatoppik" (talvolta praticato anche sulle donne), utile per coprire i diradamenti in aree specifiche.
Prima di effettuare la seduta si procede a una consulenza con il cliente, durante la quale l'operatore illustra le caratteristiche dell'intervento. Il cuoio capelluto viene solitamente diviso in 5 settori e, in base alla situazione individuale, si procede al trattamento di un solo settore o di più settori. Un dubbio da fugare circa il livello di dolore percepito durante la seduta: benché il cuoio capelluto sia una zona delicata, a differenza di quanto si possa pensare il trattamento non è doloroso. Capita addirittura che il cliente si addormenti durante la procedura!
Chi si sottopone alla tricopigmentazione può svolgere esattamente le stesse attività svolte da una persona non tautata. La vivibilità del soggetto non cambia minimamente; solo nei primi giorni successivi alla seduta si sconsiglia l'esposizione al sole o a lampade solari.

Meglio dell'autotrapianto?

Spesso ci si chiede quali siano i vantaggi della tricopigmentazione rispetto ad altre tecniche, ad esempio l'autotrapianto. Esiste una differenza molto importante: il tatuaggio aggiunge un effetto di densità, che regala l'impressione che il numero di follicoli in attività sia superiore rispetto al numero effettivamente attivo. L'autotrapianto, invece, consiste in un vero e proprio spostamento chirurgico dei capelli, che si distribuiscono differentemente sul cuoio capelluto. Il numero dei capelli, però, sembrerà inferiore, a causa di un fenomeno definito "Transaction Rate", per il quale la percentuale di capelli presenti sul cuoio capelluto si perde in seguito allo spostamento.

 

Ennio Orsini
Dermopigmentista e insegnante di fama internazionale, è CEO della Orsini & Belfatto e presidente della AIDer (Associazione Italiana Dermopigmentazione). Ha inventato la tricopigmentazione.

 

 

#BF_beauty&care, #BeautyForum, #BF_sett_ott18, #dermopigmentazione


Newsletter Beauty Forum


zeroventi • Via Passalacqua 4 - 10122 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102