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La Qualità dei Prodotti Nail

La Qualità dei Prodotti Nail

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Prodotti per le unghie – La regola d’oro del nail design è che “Non ci sono prodotti buoni e altri no, ma solo prodotti sbagliati sull’unghia sbagliata”. Ovviamente questo discorso vale solo per i prodotti di qualità, formulati con sostanze selezionate e che rispettano il Regolamento Europeo sui prodotti cosmetici, perché chi usa prodotti scarsi deve essere consapevole che, sì, quei prodotti non sono per niente buoni. Ma quali sono, di preciso, le qualità di un buon prodotto nail? Come si riconosce un gel UV di qualità? Soprattutto, però, come si usano correttamente all’interno di una lampada UV o LED-UV? Trovi qui tutte le risposte.

Con il termine “qualità” descriviamo, generalmente, un certo valore che deve avere un prodotto nella misura in cui soddisfa dei requisiti esistenti. Qui, però, iniziano i problemi, perché molti/e nail designer hanno quasi sempre pochi requisiti, che spesso si riducono a: “Tiene bene”, “Non scivola sui bordi”, “Riesco a usarlo”. E come potrebbe essere altrimenti?

Sfortunatamente, il livello di conoscenza troppo basico delle proprietà chimiche dei materiali UV deriva spesso da aspettative basse o molto gestibili verso i prodotti. Se uno non sa qualcosa non può neanche pretendere di poterlo usare, e se con un prodotto “non si riesce a lavorare” oppure sembra che “non tenga”, questo presto finisce nel cassetto degli acquisti sbagliati e viene sostituito dal prossimo acquisto - con la speranza di un miracolo. Questi acquisti sbagliati, però, sono spesso molto cari.

“ Non esistono prodotti buoni o non buoni, ma prodotti sbagliati sull’unghia sbagliata. ”

Varietà dei Prodotti

Tutti i prodotti presenti in un centro nail sono delle miscele chimiche, e nella chimica non c’è spazio per la speranza o i miracoli. In chimica non ci sono buon umore o cattivo umore, e tutti i prodotti funzionano sempre nello stesso modo. Il segreto è sapere come funzionano! A questo scopo, non bisogna per forza essere dei chimici: basta fare delle ricerche mirate per trovare dei prodotti che abbiano le caratteristiche desiderate e usarli, poi, a seconda delle proprie esigenze. Ad oggi, sul mercato si possono trovare davvero tanti prodotti e non è facile prendere una decisione, soprattutto se non si sa precisamente cosa si sta cercando; spesso, poi, è facile venir travolti dalla varietà dell’offerta, e gli acquisti sbagliati sono da mettere in conto.

Una professionista non può permettersi di comprare i prodotti al bisogno e sperimentare all’infinito fino a quando non trova ciò che ha le esatte caratteristiche che sta cercando. Ma quali caratteristiche possono avere i gel UV? Per capirlo, dobbiamo prima occuparci di fisica: la magia della chimica e la potenza della fisica, infatti, sono inseparabili e si completano a vicenda. Per trovare il gel UV perfetto, quindi, bisogna prima conoscere le proprietà (e i limiti) che hanno questi prodotti.

la qualita dei prodotti nail1La gamma di prodotti nail disponibile oggi è enorme, ma prima bisogna capire come funzionano.

La Tenuta

Per ottenere una buona adesione all’unghia naturale c’è bisogno di un gel UV dalle forti proprietà adesive e che sia elastico e resistente allo stesso tempo. In fondo, questo strato sottile di prodotto deve seguire tutti movimenti sia della lamina ungueale che della ricostruzione e deve resistere senza perdere la sua adesione. L’elasticità è quindi essenziale, mentre non lo sono durezza e rigidità: se un gel di adesione è troppo rigido, infatti, e viene sottoposto a uno stress eccessivo cederà e si romperà - non a caso, un gel di adesione troppo rigido è spesso soggetto a lifting e sollevamenti.

la qualita dei prodotti nail2È importante che analizzi le unghie della tua cliente prima di una ricostruzione.

Elasticità e Stabilità

A seconda della lunghezza dell’unghia ricostruita, qualche volta avremo bisogno di più rigidità mentre altre avremo bisogno di più elasticità. Se la ricostruzione è molto corta, allora è sufficiente un gel da ricostruzione elastico ma stabile; se la ricostruzione è più lunga, invece, servono un po’ di rigidità e durezza in più. Ma un gel può essere elastico, stabile e duro allo stesso tempo? Naturalmente! Sono le proporzioni percentuali delle proprietà del prodotto che rendono più stabile un corpo elastico; è la stessa differenza che passa tra un pezzo di pellicola trasparente (flessibile, morbida, elastica) e uno spesso telone da costruzione (elastico, duro e stabile).

la qualita dei prodotti nail2Più un gel è duro, più appare lucido.

Lucidità

Per avere un risultato lucido serve un prodotto duro: più il gel UV è flessibile e meno è lucido, mentre più è duro e più è lucido. La durezza, però, porta con sé una maggiore fragilità e la tendenza a rompersi, e siccome la ricostruzione è in continuo movimento insieme all’unghia naturale (che cresce, è sottoposta a stress quotidiano e molto altro), su un gel sigillante molto duro (e meravigliosamente lucido) si formano velocemente molte micro-crepe che, col tempo, si traducono in una perdita di lucentezza della ricostruzione.

Se le unghie naturali della cliente sono molto deboli e sottili, la ricostruzione sarà ancora più in movimento perché, alla base, manca una stabilità naturale e perderà lucentezza più in fretta; se invece la cliente ha delle unghie naturali in salute e molto stabili, lo stesso gel sigillante si manterrà lucido più a lungo perché la stabilità dell’unghia naturale e la durezza del gel hanno una resistenza simile, e questo significa meno micro-crepe.

Le aziende, oggi, propongono prodotti dalle qualità sorprendenti e con infinite varianti e combinazioni di proprietà. Queste si trovano nelle descrizioni dei prodotti, nei cataloghi e negli shop online.

Il problema è che, spesso, non sappiamo e non riusciamo a dire cosa ci aspettiamo e cosa vogliamo da questi prodotti. Io, però, spero che questa descrizione delle proprietà dei prodotti UV ti aiuti a definire le tue aspettative sui gel UV in modo più preciso e specifico.

I 4 Fattori

I 4 fattori per una ricostruzione ottimale sono:

  1. Un’analisi dell’unghia naturale (per capire, ad esempio, se è idratata o secca).
  2. Conoscere i desideri della cliente (se vuole delle unghie lunghe o corte).
  3. Usare un prodotto adeguato.
  4. Considerare lo stress ai raggi UV (tempo e intensità).

Questi quattro fattori sono decisivi per qualunque ricostruzione in un istituto.

UV vs. LED

La parola “nuovo”, naturalmente, non è automaticamente sinonimo di “buono”: per questo, quasi sempre tutte le nuove idee vengono dapprima accolte con una dose di scetticismo (cosa che non è sbagliata). Nel mondo dei professionisti, però, non c’è spazio per un bonus-fiducia, perché un passo falso con un nuovo prodotto (o una nuova apparecchiatura) significa automaticamente una perdita economica e una cliente arrabbiata. Nel peggiore dei casi (e questo, purtroppo, è successo più di una volta), gli esperimenti sulle clienti possono significare la fine di un nail studio. Questo non capita solo con i prodotti, ma anche con le lampade UV-LED, perché l’inizio è sempre tutt’altro che facile.

Il problema di base con le novità risiede soprattutto nel ripensare delle modalità di lavoro abituali e familiari, ed è per questo che, prima, bisogna essere disposti a correre il rischio ed essere aperti al “nuovo”. Ciò non sarebbe neanche difficile, se solo non si dovessero fare i conti anche con un secondo fattore importante che, talvolta, può rendere molto difficile il cambiamento: l’apparecchio c’è, la tecnica c’è, quello che mancano sono delle spiegazioni dettagliate sul suo funzionamento - e non stiamo parlando del semplice pulsante on-off.

Ricordo bene la “nascita” delle lampade UV-LED per il nail design: l’eterna discussione sul fatto che fossero effettivamente utili (i dubbi erano molti perché le lampade a CCFL, immesse sul mercato poco tempo prima, erano state un flop) e che riuscissero davvero a polimerizzare tutti i gel, indipendentemente dal fatto che il LED fosse un sistema UV o meno. Queste discussioni nascono sempre quando non si hanno a disposizione abbastanza informazioni - cosa che, a sua volta, porta alla nascita di congetture e teorie “hobbystiche”, confusione inutile e disinformazione. La causa, in realtà, è molto semplice, ma solo se si hanno abbastanza informazioni a disposizione e si hanno delle conoscenze sull’argomento.

Una sorgente di luci UV (LED) più intensa e fotoiniziatori più potenti riducono di molte volte la polimerizzazione del gel UV. La regola pratica per convertire il tempo di polimerizzazione da lampada UV standard a lampada UV-LED è: 1 minuto in lampada UV standard equivale a 15 secondi in lampada UV-LED; non è da sottovalutare la potenza della lampada LED, però, perché anche la quantità di energia (watt) e dei fotoiniziatori più potenti possono influire enormemente e determinare le caratteristiche dei nostri prodotti (e le nostre decisioni in merito).

Spiegato Facilmente

Per spiegare meglio questo concetto e renderlo pi comprensibile, nei miei corsi di formazione paragono le lampade UV al forno da cucina. Un forno è un forno ma, regolando la temperatura, la potenza e il tempo di cottura, posso ottenere effetti diversi: se voglio una pizza sottile e croccante, ad esempio, dovrò cuocerla in forno statico a 220° per un massimo di 15 minuti, mentre una torta marmorizzata soffice e leggera, per riuscire alla perfezione, dovrà stare in forno per almeno 45 minuti a una temperatura di 160° (grado più, grado meno).

Come abbiamo visto, il dispositivo (il forno) è lo stesso, ma una quantità di energia diversa permette di ottenere molti risultati diversi - croccante o morbido, succoso o secco: tutto è possibile e a decidere siamo noi! Possiamo immaginare nello stesso modo le differenze tra lampade UV standard e lampade UV-LED: indipendentemente dal numero di watt e dal gergo tecnico, è sufficiente ricordare che una lampada UV standard ha una temperatura “da torta marmorizzata”, mentre la lampada LED-UV ha solo la “modalità pizza”. Più energia (e più velocemente) viene inviata sul prodotto (quindi, con una lampada LED), più il gel diventerà duro, fragile e stabile; viceversa, più lentamente viene inviata energia sul prodotto, più tempo avrà per aderire meglio e legarsi all’unghia con catene più lunghe, rimanendo anche più flessibile.

la qualita dei prodotti nail4Tempi di polimerizzazione: 1 minuto in una lampada UV standard corrisponde a 15 secondi in una lampada UV-LED.

Il Gioco della Polimerizzazione

Capire questo meccanismo mi consente di giocare all’infinito con le caratteristiche di prodotto di ogni gel UV: un sigillante polimerizzato in lampada LED, ad esempio, darà sempre un risultato migliore e più brillante rispetto a uno polimerizzato con una lampada UV standard; questo perché sulle molecole arriva una grande quantità di energia in poco tempo, cosa che le fa legare in catene molto corte: più sono corte le catene e più il prodotto risulta duro, e più è duro il prodotto e più è lucido. Duro (croccante) e lucido: lo stesso effetto che si ottiene con la modalità pizza.

Un gel di base, invece, aderisce di più se viene fatto polimerizzare in una lampada UV standard: le molecole hanno più tempo per costruire delle catene più lunghe, cosa che rende il processo di adesione molto più efficace; per lo stesso principio, un gel da struttura polimerizzato in una lampada UV standard è decisamente più elastico rispetto a uno polimerizzato in lampada UV-LED. 
Le combinazioni sono infinite! Basta solo sapere cosa si vuole ottenere dal prodotto e come raggiungere questo risultato.

la qualita dei prodotti nail4Se si polimerizza il materiale sbagliato nella lampada sbagliata, è più probabile che la ricostruzione si rompa.

La Prudenza Non è Mai Troppa

Non bisogna mai esagerare, però. Tornando all’esempio della pizza: se la cuocio a 220° ma la lascio in forno per 45 minuti invece che per 15, non risulterà croccante ma bruciata e immangiabile; lo stesso vale per un gel sigillante se si vuole ottenere troppa lucentezza: da un certo tempo di polimerizzazione in poi (che con il LED sono 2 minuti), le molecole vengono avvicinate così tanto che si ottiene un finish super lucido (ecco perché una durezza estrema si traduce anche in una lucentezza estrema), ma il top coat sarà anche molto fragile e sensibile a graffi e rotture. Una cosa piuttosto controproducente.

Cuocendola a 160°, però, la pizza sarà tranquillamente mangiabile ma non diventerà mai croccante; lo stesso vale per i prodotti polimerizzati in lampada UV standard: anche se è presente, la lucentezza sarà sempre molto debole.

Riassunto

Io lavoro (quasi esclusivamente) con una lampada UV-LED per il semplice fatto che non voglio avere quattro dispositivi diversi sulla mia postazione nail; per ottenere effetti diversi, quindi, gioco con il tempo di polimerizzazione e la quantità di energia: in genere faccio polimerizzare il gel di adesione per un massimo di 30 secondi per non comprometterne l’adesione; se poi ho bisogno di elasticità riduco il tempo di polimerizzazione a 45-60 secondi, mentre se voglio durezza e lucentezza uso tutti e i 2 minuti. Con i gel colorati, invece, non supero mai i 60 secondi, perché non ho bisogno dell’extra-lucentezza e più il gel è duro, maggiore è il rischio che il prodotto si sollevi o si scheggi rapidamente. Da parte, però, tengo anche delle lampade UV standard che uso come ultimo rimedio in caso di problemi di adesione o di sollevamenti estremi. Maggiore è il lifting, infatti, e più vuol dire che le unghie sono problematiche, dunque anche la polimerizzazione del gel deve essere più “delicata”. Usando una lampada UV standard, ogni gel ha più tempo per formare delle catene lunghe e, quindi, massimizzare la sua adesione e la sua elasticità.

Troppo complicato? No!
In ogni centro estetico ci sono più macchinari diversi per i trattamenti viso, così come in ogni cucina ci sono sia i fornelli che il forno a microonde, il forno tradizionale e il grill.
Avere una varietà di dispositivi dalle caratteristiche diverse non è un peso! Anzi: ci permette di destreggiarci abilmente tra i nostri prodotti. E una professionista sa come uscirne anche dalle situazioni più problematiche, non solo quando fila tutto liscio.

CARATTERISTICHE DEI GEL UV

1 Adesione: descrive la capacità di un prodotto di aderire a una superficie, ovvero la capacità di due corpi (in questo caso, la cheratina/l’unghia naturale e il prodotto da ricostruzione) di rimanere incollati uno all’altro. Senza adesione non sarebbe possibile far rimanere attaccato un gel UV alla lamina ungueale. Questa proprietà va ricercata soprattutto nei primer, nelle basi e negli attivatori.
Adesione = capacità di incollarsi, di rimanere appiccicati

2 Elasticità: è la capacità di un prodotto UV (in questo caso, di un gel) di annullare con la propria forza uno stress a cui viene sottoposto e la conseguente alterazione della forma. Le nostre unghie, infatti, tutte le volte che vengono sottoposte a uno stress si deformano (si appiattiscono), e lo stesso accade alla ricostruzione che vi sta sopra; questo succede anche migliaia di volte al giorno quando, ad esempio, scriviamo sulla tastiera del computer o ci grattiamo la testa. Se il prodotto è elastico e flessibile, allora è anche in grado di accompagnare questi stress quotidiani muovendosi in perfetta simbiosi con l’unghia naturale; se invece il prodotto è troppo rigido (e quindi non è per niente o non abbastanza elastico), presto arriva il primo lifting e, nel peggiore dei casi, la rottura della ricostruzione. L’elasticità è una condizione necessaria per tutte le ricostruzioni in gel.
Elasticità = cambiamento temporaneo della forma, capacità di movimento, flessibilità, estendibilità, stabilità nella forma.

3 Flessibilità: è la capacità di un prodotto (in questo caso, un gel UV) di adattarsi ai mutamenti di forma e di cambiare forma a sua volta; questo cambiamento, però, non può essere revocato. L’unico gel UV che dovrebbe essere flessibile è il gel da struttura da applicare sulle nail form: è un vantaggio perché il prodotto, fino a un certo punto, può essere piegato e mantiene la forma che gli viene data dalla cartina e dalla pinzatura; se il gel è solo elastico ma non è flessibile, invece, non si riuscirà a ottenere una curva C adeguata, perché il prodotto cederà quasi subito ritornando (totalmente o in parte, ma comunque in modo visibile) alla sua forma originaria - che poi è la caratteristica distintiva dell’elasticità.
Flessibilità = cambio di forma definitivo, movibile, piegabile, capacità di adattamento, plasmabilità.

4 Stabilità/bilanciamento: è la capacità di un prodotto di contrastare e controbilanciare le forze che agiscono su di esso. Questa caratteristica viene associata solitamente alla flessibilità, all’elasticità oppure anche alla durezza.
Stabilità = durezza, costanza, equilibrio, contro-bilanciamento.

5 Resistenza: è la capacità di un prodotto di sopportare dei carichi (lo stress materiale). Ogni gel UV deve essere resistente!

6 Durezza: è la resistenza fisica di un prodotto/un corpo che contrasta l’azione di un altro corpo. La durezza (di grado diverso) è necessaria per un gel sigillante.
Durezza = rigido, fragile, lucido; un blocco di ghiaccio, una pietra, del vetro.

7 Lucentezza: è una caratteristica visiva che può avere una superficie che dipende dalla sua tensione superficiale (più è porosa e meno è lucida) e dalla sua durezza (più è dura, più è facile che sia lucida e brillante).
Lucentezza = brillantezza, durezza, levigatezza; vetro, laccatura, lucidatura.

Queste sette caratteristiche sono la quintessenza dei prodotti per il nail design. A seconda delle fasi di lavoro, potremmo aver bisogno di una sola oppure di più caratteristiche contemporaneamente per raggiungere il nostro obiettivo: creare adesione, stabilizzare l’unghia naturale oppure rendere più resistenti i bordi liberi.

Anche se potremmo pensare il contrario, però, l’elasticità non esclude automaticamente la resistenza, né la stabilità significa automaticamente che la durezza e un gel sigillante flessibile raggiungano la lucentezza desiderata.

LAMPADA UV vs. LAMPADA UV-LED

Il nocciolo di un lungo discorso: le differenze tra i due dispositivi sono grandi, sia dal punto di vista esterno che da quello tecnico e di utilizzo.

  1. Entrambe le lampade (UV standard e LED-UV) si basano su una tecnologia che sfrutta i raggi ultravioletti (UV). Entrambe, quindi, fanno parte dei dispositivi che hanno un sistema a raggi UV.
  2. Le lampade LED-UV sono molto più piccole e compatte rispetto alle lampade UV standard.
  3. Le lampade UV standard lavorano con 6 serpentine luminose (in rari casi 5) che convertono l’elettricità/l’energia in raggi ultravioletti (UV); queste serpentine si usurano velocemente e vanno sostituite dopo circa 200 ore di lavoro. Nelle lampada LED-UV, invece, troviamo da 36 a 48 piccoli diodi LED; non vanno cambiati spesso: la loro durata di vita, infatti, può arrivare fino a 35.000 ore di lavoro.
  4. I raggi LED-UV sono 4 volte più forti degli UV standard. Una lampada UV standard monta delle lampadine da 9 Watt: 4 x 9 = 36 Watt di potenza. Una lampada LED-UV, invece, ha fino a 48 piccoli diodi LED; siccome ogni diodo ha la potenza di 1 Watt, una lampada LED-UV ha: 48 x 1 = 48 watt LED. Ecco che qui troviamo la prima, decisiva differenza. Tra gli UV standard e i LED ci sono, dunque, queste differenze:

Un watt LED corrisponde a circa 4 volte i watt di un UV standard. Facendo un confronto diretto, vediamo che una lampada UV standard può arrivare a 36 watt (4 tubi luminosi da 9 watt), mentre una lampada LED-UV con 48 diodi LED da 4 watt standard ciascuno può arrivare a 192 watt standard (48 diodi x 1 watt LED x 4 watt standard = 192 watt standard). 36 watt (lampada UV standard) contro 192 watt (lampada LED-UV): una grande differenza che influisce enormemente sul modo in cui lavoriamo e sulle proprietà dei prodotti che usiamo. 

Qualsiasi (ma proprio qualsiasi!) gel UV può essere polimerizzato sia in una lampada UV standard che in una lampada UV-LED. In entrambi i casi, infatti, la miscela chimica è la stessa: le uniche cose che cambiano sono il tipo e la quantità di catalizzatori/fotoiniziatori.

Un fotoiniziatore/catalizzatore è un attivatore di processi chimici in grado di convertire la radiazione UV in energia; un fotoiniziatore non trasforma le molecole attive (monomeri e/o oligomeri) in radicali liberi che possono formare delle catene/delle reti.

Siccome una lampada LED-UV è molto più potente di una lampada UV standard (la prima dispone di più sorgenti luminose/diodi che sono anche molto più efficienti e potenti degli UV standard), le reazioni chimiche hanno luogo in un tempo molto più breve.

 

Pauline Feinauer
Nail artist e trainer di fama internazionale, ha scoperto la sua passione per il nail design nel 2005 e, dopodiché, ha vinto numerosi campionati nazionali e internazionali. Ha anche fondato una sua accademia di formazione.


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