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Scegliere le persone per quello che sono e che sanno fare, indipendentemente dal sesso, dal credo o dalla provenienza, è un valore aggiunto e un segno di intelligenza

L'inefficienza del pregiudizio

  • Beauty Forum

Scegliere le persone per quello che sono e che sanno fare, indipendentemente dal sesso, dal credo o dalla provenienza geografica, è un valore aggiunto ed un segno di intelligenza.

Qualche anno fa ho letto un libro dal titolo “Freakonomics”, nel quale si analizzavano alcuni fenomeni economici e sociali da un punto di vista diverso dal pensiero prevalente.

Si poteva essere o non essere d’accordo con gli assunti del libro, ma ciò che riusciva a mettere in luce è come ci siano modi diversi di spiegare uno stesso fenomeno e come tutti possano essere giusti fino a prova contraria, suggerendo che tutti noi dovremmo sforzarci di osservare ogni fenomeno da più punti di vista.

Negli ultimi giorni mi è capitato di leggere due articoli molto diversi tra loro, ma che possono farci arrivare alla stessa conclusione. Il primo osservava la composizione dei consigli di amministrazione delle aziende, mettendo in luce come quelli composti anche da donne avessero una maggiore efficienza e credibilità agli occhi delle banche, quindi un accesso al credito semplificato. Il secondo articolo parlava invece delle aziende inclusive, ovvero quelle che impiegano un certo numero di extracomunitari, e di come queste fossero premiate dal mercato con un giro d’affari mediamente superiore a quello dei loro concorrenti diretti. In entrambi gli articoli il tema di fondo era che la diversità è di per sé un valore, e che quindi chi non discrimina per sesso, etnia o credo sarà premiato.

Vorrei vedere il fenomeno in un altro modo, tralasciando per un momento l’aspetto morale. Chi discrimina una donna, in qualunque modo, solo perché donna e senza osservare il suo effettivo valore, ha un comportamento anacronistico: non ha quindi l’apertura mentale per comprendere e interpretare i mercati moderni, oltre a precludersi la possibilità di usufruire di un certo numero di talenti. Chi è riuscito ad andare oltre è certamente più intelligente, ed in più può avere al suo fianco persone di maggior valore. Lo stesso si può dire per le aziende inclusive: scegliere le persone per quello che sono e che sanno fare, indipendentemente dal credo e dalla provenienza geografica, è un valore aggiunto ed un segno di intelligenza. Allora forse c’è da domandarsi se le performance migliori registrate da queste società siano dovute alla maggiore intelligenza, alla diversità nella composizione del team, o alla somma delle due. Anche da un punto di vista egoistico, il pregiudizio è inefficiente.

L’ultima valutazione è di natura morale: chiunque voi siate, qualunque sia il vostro sesso, la vostra provenienza geografica, il vostro credo religioso e anche quello politico, sarete sempre più a sud di qualcun altro e ci sarà sempre qualcuno che troverà una buona ragione per avere pregiudizi nei vostri confronti. Noi italiani dovremmo saperlo bene.

Buona lettura.

 

Loris Sparti

 

 

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