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La ricostruzione dell'unghia dell'alluce a fini estetici e correttivi

Un'unghia come nuova

  • Beauty Forum

RICOSTRUZIONE UNGHIE - In seguito a traumi importanti della lamina ungueale, o a particolari onicopatie, può accadere che l'unghia dell'alluce "cada" (in parte o completamente). In questi casi, è possibile sostituire le porzioni mancanti con una vera e propria protesi artificiale. Ecco come si procede.

Quando cade un’unghia del piede in seguito a un infortunio o una malattia, compensare il difetto non è solo auspicabile dal punto di vista estetico, ma anche utile e doveroso dal punto di vista clinico. Ovviamente, però, la valutazione va fatta caso per caso, ed è bene assicurarsi che non vi siano controindicazioni. I materiali usati per ricostruire le unghie sono diversi: gel da ricostruzione (che polimerizza in lampada UV), acrilico (composto da una polvere polimerica e da un liquido indurente a base di monomeri) o i nuovi prodotti in tubetto a metà strada tra gel e acrilico. Quale dei tre sistemi scegliere dipende dalle esigenze della cliente o, come spesso accade, dalle condizioni del suo letto ungueale.

I vantaggi della ricostruzione

Il primo scopo di una protesi ungueale è quello di proteggere l’unghia naturale rimanente, ad esempio diminuendo la pressione sul dito o riempiendo il difetto che si crea quando si asporta una parte di unghia incarnita.
Dopo la caduta di un’unghia a seguito di un trauma, ricorrere a questa soluzione ha numerosi vantaggi: l'unghia ricostruita può “fingersi” sia lamina che letto ungueale, consente all’unghia naturale di ricrescere sotto di essa, protegge il letto ungueale e ha ovviamente una funzione estetica. Le differenze tra un’unghia naturale in salute e una ricostruzione ben fatta sono impercettibili, e il piede appare sano e curato.
È possibile ricostruire le unghie anche in caso di patologie come funghi o disturbi della cheratinizzazione. Non bisogna dimenticare, però, che se vengono applicate delle protesi al di sopra di infezioni, c’è un alto rischio che queste si aggravino. Prima di procedere, dunque, occorre sempre consultare il medico di riferimento.
Il dito del piede interessato da questo tipo di intervento è tipicamente l’alluce; integrando le parti mancanti di unghia si possono prevenire eventuali deformazioni permanenti del letto ungueale e stabilizzare la parte di unghia naturale ancora esistente.

Quando è indicata al ricostruzione delle unghie dei piedi?

  • Per prevenire l’onicocriptosi (“unghia incarnita”).
  • Per proteggere il letto ungueale da ferite in seguito alla perdita della lamina ungueale.
  • Per camuffare le conseguenze di patologie delle unghie come l'onicocriptosi o l'onicomicosi. In quest’ultimo caso è sempre consigliabile procedere dietro parere medico, perché l’infezione fungina potrebbe diffondersi al di sotto della protesi.
  • In caso di psoriasi (l'effettiva necessità di una ricostruzione va valutata caso per caso).
  • In caso di solchi trasversali o longitudinali molto marcati sulla lamina ungueale.
  • A fini estetici.

La procedura

Costruire una protesi ungueale è molto simile a ricostruire delle unghie sane a fini puramente estetici.
Le unghie artificiali vengono modellate direttamente sullo strato superiore dell’unghia naturale, che può dunque continuare a crescere normalmente al di sotto. L’unghia rimanente beneficia anche di una super protezione dalle aggressioni esterne, in quanto la ricostruzione è circa venti volte più forte e resistente rispetto all’unghia naturale. È necessario eseguire dei refill ogni quattro settimane circa, perché al di sotto della ricostruzione l’unghia continua a crescere.
Se scegli questa soluzione, è molto importante documentarla con delle fotografie: ti servirà per tenere sotto controllo l’evoluzione del disturbo.

La ricostruzione permette all'unghia sottostante di crescere correttamente e previene eventuali deformazioni del letto ungueale.

Controindicazioni

Le protesi ungueali non dovrebbero essere usate in questi casi:

  • Infiammazioni a carico della lamina o del letto ungueale.
  • Malattie patologiche delle unghie.
  • Presenza di tessuto di granulazione.
  • Sanguinamenti.
  • Infezioni batteriche.
  • Onicomicosi.
  • Malum perforans (ulcere perforanti).
  • Sindromi diabetiche ai piedi.
  • Disturbi della circolazione sanguigna arteriosa.
  • Ematoma subungueale.

Questione di chimica

In podologia il materiale utilizzato più spesso è l’acrilico, un prodotto da ricostruzione molto diffuso anche in estetica che sfrutta la reazione chimica tra due componenti. Questi sono la polvere acrilica (a base di polimeri) che viene mescolata a un liquido indurente (a base di monomeri) al fine di ottenere un composito dalla consistenza fluida e malleabile; il prodotto indurisce molto in fretta e deve quindi essere modellato rapidamente, ma ha comunque un’ottima lavorabilità. Indurendo all’aria può essere utilizzato ovunque senza dover ricorrere ad attrezzature particolari (come la lampada UV). Trattandosi di un materiale molto resistente, la ricostruzione può arrivare a durare fino a sei settimane, persino in un'area sottoposta a grandi sollecitazioni come quella dei piedi.
L’acrilico indurito può essere limato, è robusto e non si stacca facilmente, ma serve almeno un terzo di unghia naturale perché il materiale aderisca e abbia sufficiente stabilità (l’acrilico, infatti, non aderisce alla pelle). Grazie alla sua durezza, offre una protezione molto simile a quella data dall’unghia naturale.
Si può usare l’acrilico per sostituire una porzione di unghia, per fissare una fibbia correttiva o per rinnovare completamente la lamina ungueale. È adatto a molte situazioni diverse, tra cui patologie come l’onicoressi (fragilità longitudinale delle unghie), l’onicoschizia (sfaldamento lamellare dello strato dorsale dell’unghia), l’onicogrifosi (le cosiddette unghie “ad artiglio”), oppure per motivi estetici - ma non va applicato su tessuti sanguinanti, su una ferita che potrebbe riaprirsi o in caso di infezioni particolari, perché potrebbero aggravarsi. Accanto all’acrilico, esistono oggi dei prodotti che rappresentano una via di mezzo tra questo e i gel da ricostruzione. Hanno una consistenza piuttosto duttile e sono venduti da molte aziende in tubetti pre-miscelati e pronti all’uso. Il prodotto va steso sull’unghia come una colla e si asciuga dopo 2-3 minuti, realizzando una ricostruzione piuttosto elastica. Può essere usato per riempire piccoli solchi o scanalature.
Questo materiale non garantisce una lunga durata su aree molto estese e si scioglie facilmente, ma è possibile prolungarne la durata applicando una velina in fibra di seta prima di stendere il prodotto.
Si può usare temporaneamente questo materiale “ibrido” anche in caso di una leggera infezione fungina, per rendere l’unghia più liscia. La procedura, tuttavia, è assolutamente vincolata al benestare del medico e va eseguita prestando la massima attenzione.
A seconda delle indicazioni delle case produttrici, questo materiale può essere usato anche dopo il trattamento topico dell’onicomicosi per sostituire le parti di unghia “mangiate” dal fungo e dopo la rimozione delle spore al di sotto dell’unghia. Si può applicare anche su unghie che si sfaldano, spezzate, assottigliate, troppo corte o danneggiate, oppure se la lamina ungueale è deformata. Questo materiale è elastico e traspirante e protegge il letto ungueale dai traumi meccanici; inoltre, i disinfettanti in esso incorporati aiutano a prevenire infiammazioni e infezioni fungine.
I veri e propri hard gel, invece, sono diffusi soprattutto nell’ambito della ricostruzione delle unghie delle mani a fini estetici. Per indurirsi devono essere catalizzati in lampada UV, ma si possono utilizzare anche sulle unghie dei piedi. In quest’ultimo caso, ovviamente, c’è bisogno di una lampada disegnata per questo utilizzo e che, quindi, sia abbastanza grande; alcune lampade dispongono di un piatto estraibile per un più confortevole inserimento del piede. Il gel da ricostruzione gioca un ruolo di secondo piano nella realizzazione delle protesi ungueali, motivo per il quale in questa sede verrà trattato solo brevemente. È, invece, la prima scelta quando si tratta di ricostruzioni a fini estetici, anche nel caso della pedicure.
In caso di onicomicosi si può usare il gel quando è necessario nascondere per un breve periodo di tempo i difetti estetici causati dall’infezione, quando ad esempio la cliente ne ha bisogno per un motivo particolare (come una vacanza o un matrimonio). In altre situazioni, invece, può essere usato per un periodo di tempo leggermente più lungo (da una a cinque settimane al massimo). In linea generale, però, è sconsigliabile usarlo con una onicomicosi in corso perché, anche con una copertura in gel, l’infezione rischia di peggiorare. Anche qui la regola è la stessa: chiedi sempre prima il consiglio di un medico e documenta in modo minuzioso l’evolversi della situazione.

 

Maren Bloss
Podologa e pedicurista, dirige un centro estetico in Bassa Sassonia e si occupa di formazione professionale presso alcuni istituti della zona. È autrice di numerosi libri di settore.

 

 

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