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Dermatillomania: come si manifesta e in che modo si può contenere

Giù le dita

  • Beauty Forum

DERMATILLOMANIA - Benché interessi prevalentemente le adolescenti, la dermatillomania non è una forma di acne nel classico significato del termine: chi ne soffre è convinto di veder spuntare in continuazione nuove impurità cutanee e di doverle spremere, riducendo il proprio viso a un vero e proprio campo di battaglia. Come intervenire?

Quando ci troviamo di fronte a un caso di dermatillomania, non dobbiamo fare confusione con l’acne; il disturbo, infatti, non mostra i classici segni distintivi dell’acne comune (come pori ingrossati e ipercheratosi) e può colpire tutti i tipi di pelle, comprese quelle che non presentano seborrea - anche se l’esperienza pratica ha dimostrato una maggiore incidenza della dermatillomania tra le persone con “seborrea secca”, con pelle normale o mista.
Dal punto di vista medico, invece, la dermatillomania è molto ben circoscritta: viene classificata come uno “skin picking disorder” (traducibile come “disturbo da stuzzicamento della pelle”) ed è caratterizzata da un istinto continuo a toccare e tormentare la pelle - soprattutto del viso - e dalla spremitura regolare di alcune aree cutanee davanti allo specchio. La quotidianità di chi soffre di questo disturbo è caratterizzata dalla compulsione a grattare o graffiare piccole porzioni di pelle, immaginari punti neri o brufoli, causando uno stress cutaneo costante che provoca importanti danni ai tessuti, abrasioni o, nel peggiore dei casi, escoriazioni.

La scoperta

Sir Erasmus Wilson, medico inglese, parlava già nel 1875 di “escoriazioni nevrotiche”, ma è in Francia che è stata coniata l’attuale etichetta della dermatillomania quale “acne excoriée des jeunes filles”: questo perché il disturbo si manifesta soprattutto nelle ragazze durante la pubertà.

Croste e cicatrici

Come si accennava, questo tipo di dermatosi si identifica essenzialmente con una (severa) abrasione della pelle. Si parla di sola abrasione, in realtà, quando il danno si ferma a livello superficiale, coinvolgendo quindi solamente l’epidermide; in caso di escoriazione vera e propria, invece, viene danneggiato addirittura il derma, zona cutanea posta in profondità. Se vengono coinvolti anche dei capillari, la situazione diventa ancora più grave, arrivando a provocare il sanguinamento dell’area interessata.
Se durante il processo di guarigione si formano delle croste, poi, queste diventano per il dermatillomane nuovi “invitanti” punti da grattare; invece di rimarginarsi, le ferite si fanno quindi sempre più estese, aumenta il rischio di contrarre infezioni batteriche ed è più facile che si formino cicatrici permanenti. Quando finalmente queste zone riescono a guarire, al loro posto compaiono antiestetiche iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Soggetti colpiti

La dermatillomania tende a colpire in particolare le ragazze in età adolescenziale e le giovani donne, mentre gli uomini ne sono interessati in misura minore. Vista la delicatezza della situazione, quando tratti con queste clienti prendi sempre sul serio quello che ti dicono, anche e soprattutto quando ti parlano dei loro brufoli immaginari. Fai poi un’analisi approfondita della loro pelle e complimentati per il buono stato in cui si trova, invitando la cliente a osservare allo specchio le aree in cui è più uniforme e raffinata (ad esempio le guance). Tra le zone maggiormente interessate dalla dermatillomania, invece, troviamo l’area periorale, ma anche la fronte e la pelle intorno alle sopracciglia.
La principale difficoltà nel trattare con queste clienti consiste nel fatto che spesso molte di loro hanno già cercato e sperimentato diverse soluzioni senza, però, riuscire a trovarne una definitiva; guarire dalla dermatillomania è difficile, perché il problema ha origine nella psiche e coinvolge direttamente la forza di volontà individuale. Inoltre, non è raro che le dermatillomani abbiano a casa una moltitudine di prodotti domiciliari (spesso inadeguati al problema), o che nascondano la propria pelle sotto spessi strati di trucco.
La dermatillomania si può accompagnare a un comportamento compulsivo che interessa altre parti del corpo, ad esempio le sopracciglia: stai all’erta quando noti la presenza di molti peli incarniti all’attaccatura, quando le sopracciglia sono troppo fini, e se rilevi leggere infiammazioni, iperpigmentazioni diffuse e peli spezzati.

TIP
Consiglia alla tua cliente di distrarsi tenendo le mani (e le dita) impegnate con qualcos'altro quando sente l'impulso di stuzzicare le sue immaginarie imperfezioni; un esempio potrebbe essere tenere a portata di mano una pallina antistress da schiacciare all'occorrenza. Un altro consiglio utile è limitare il tempo trascorso davanti allo specchio, evitando in particolare gli specchi ingrandenti.

Un piano di cura

Quando tratti una cliente che soffre di dermatillomania, è essenziale procedere seguendo un progetto ben chiaro e assegnarle un piano di cura dettagliato e pensato su misura per lei. Tieni conto che una dermatillomane passa gran parte del suo tempo davanti allo specchio (solitamente ingrandente e ben illuminato) a controllare la sua pelle: ecco, questa è la prima abitudine che bisogna “riprogrammare”. Tieni occupata la mente della cliente obbligandola a seguire un protocollo domiciliare preciso e rigido, “vietandole” l’utilizzo di prodotti estranei che non le hai prescritto tu. Definisci con lei dei traguardi realistici come, ad esempio, arrivare a migliorare l’aspetto della pelle in modo da non doverla nascondere sempre con il fondotinta. Il passo successivo è proporre alla cliente, in abbinamento a un programma domiciliare ad hoc, un ciclo di trattamenti nel tuo centro a intervalli ravvicinati: per convincerla, poni l’accento sul fatto che, tra voi due, la professionista della pelle sei tu, e sai come intervenire sui suoi inestetismi meglio di lei. Con il procedere della sedute entrerai in sintonia con lei e la cliente sarà portata a fidarsi sempre più dei tuoi metodi. Molte clienti che soffrono di dermatillomania vogliono un trattamento che vada molto “in profondità”, in modo da percepire davvero dei cambiamenti: a seconda del tipo di pelle, quindi, lavora con gli acidi della frutta o con la microdermoabrasione. Se però ti trovi di fronte a una pelle molto sottile, o che si è ipersensibilizzata a causa delle continue ferite, ricorri piuttosto a peeling enzimatici. Nei punti in cui la pelle è più squamosa, applica un trattamento specifico per rimuovere le imperfezioni. Al tatto la pelle deve risultare il più morbida e liscia possibile, in modo tale che la cliente non abbia alcuna scusa per metterci mano.
Per trattare le zone più problematiche, sono molto adatti i trattamenti ad alte frequenze. Queste tecnologie possono essere usate anche sulla pelle secca, a patto che il manipolo venga passato molto delicatamente sulle aree interessate. Non solo la guarigione sarà più rapida, ma il leggero formicolio avvertito dalla cliente durante l’applicazione le farà percepire, anche a livello psicologico, l’efficacia del trattamento. Se la pelle è particolarmente irritata e molti punti non sembrano guariti correttamente, utilizza dei patch alle alghe: sono patch liofilizzati che vanno applicati sulla pelle leggermente inumidita e si sciolgono con un tonico e/o un gel idratante. Si forma, così, un film dalla consistenza gelatinosa che puoi far assorbire con gli ultrasuoni.
Concludiamo questa panoramica con un’ultima osservazione su questo disturbo così peculiare: è vero che bisogna sempre tenere conto delle necessità individuali di ogni singola cliente, ma in caso di cliente con dermatillomania questa attenzione diventa ancora più necessaria ed è bene accompagnare i trattamenti con spiegazioni dettagliate e parole di incoraggiamento.

 

Principi attivi ad hoc

  • Niacinamide/Vitamina B3: agisce rinforzando la barriera della pelle e contrastando gli arrossamenti, l’acne, le infiammazioni e le iperpigmentazioni. Può dunque essere usata sulle zone rese sensibili dalla dermatillomania, oltre che su quelle infiammate. Grazie all’effetto rinforzante della barriera cutanea, la pelle irritata può ritrovare il suo equilibrio.
  • Liquirizia (Glycyrrhiza glabra): ha un’azione antinfiammatoria in caso di acne e di arrossamenti e, grazie al suo effetto inibitorio sull'enzima tirosinasi, è molto usata come rimedio alle iperpigmentazioni.
  • Betaglucano: polisaccaride dal grande potere idratante, rafforza il sistema immunitario. La sua azione principale è quella di rigenerare la pelle lacerata e guarire le ferite.

 

Susanne Pfau
Estetista e naturopata, è specializzata in cure cosmetiche medico-dermatologiche, trattamenti antiage e peeling.

 

 

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