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Dermopigmentazione: quali tipologie di clienti la scelgono?

Specchio delle mie brame

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I CLIENTI DEL DERMOPIGMENTISTA - Chi ricorre alla dermopigmentazione ha uno scopo ben preciso: vedere riflessa nello specchio l'immagine di sé che ha sempre sognato. Trucco permanente, tricopigmentazione e dermopigmentazione paramedicale intercettano però esigenze diverse e, quindi, clienti diversi. Chi sono, e con quali aspettative bussano alla porta del dermopigmentista?

Il dermopigmentista incontra identità molto diverse nello svolgimento del proprio lavoro, in quanto opera nell’ambito di tre diversi settori, a cui appartengono profili psicologici differenti: il trucco permanente, la tricopigmentazione e la dermopigmentazione paramedicale.
Avremo modo, nei prossimi numeri, di analizzare nel dettaglio ciascuna di queste tecniche, i loro campi di applicazione e i loro segreti. Prima di tutto occorre però rispondere a una domanda fondamentale, punto di partenza indispensabile per ogni servizio di bellezza: cosa cerca il cliente da questi tre diversi trattamenti?

Trucco permanente

Desiderano sottoporsi a un trattamento di trucco permanente tre categorie di persone: donne molto giovani, donne che iniziano ad accusare i segni del tempo e chi ha sofferto o soffre di alcune malattie, come l’alopecia.
Nel primo caso, si tratta di donne che mirano a migliorare il proprio aspetto estetico, tentando di raggiungere “la perfezione”. Per il dermopigmentista, questa è una vera e propria sfida: in questi casi sbagliare di un millimetro equivale a sbagliare di un chilometro, e soddisfare una cliente che mira a un risultato impeccabile è indubbiamente un bel traguardo da raggiungere.
Negli altri due casi si tratta di persone che vogliono riappropriarsi delle caratteristiche fisiche alle quali sono abituate, ma che hanno perso a causa dell’invecchiamento o di patologie specifiche.
I trattamenti variano anche a seconda dell’età delle clienti. Le richieste più comuni tra le ventenni e le trentenni riguardano principalmente le sopracciglia e il contorno occhi, mentre dai 50 anni in su l’attenzione si concentra soprattutto sulle labbra. Con l’avanzare dell’età, infatti, si verifica una progressiva devascolarizzazione della mucosa labiale, con un conseguente schiarimento del naturale colore rosa vivo tipico delle labbra “giovani”. Spesso la donna vive questo schiarimento come una diminuzione della propria femminilità e decide quindi di rivolgersi al dermopigmentista; l’esecuzione di un buon lavoro, che non consiste in un semplice contorno ma in un riempimento sfumato, può far percepire alla cliente un vero e proprio rinvigorimento delle proprie labbra, con ricadute sorprendenti sulla sua autostima.
Per quanto riguarda le patologie che possono spingere una persona a richiedere l’intervento del dermopigmentista, l’esempio più tipico è sicuramente rappresentato dall’alopecia. Questo disturbo, identificato principalmente con la perdita di capelli “a chiazze” (per la quale si rivela preziosa la tricopigmentazione, di cui parleremo più avanti) può colpire anche ciglia e sopracciglia, provocando antiestetici spazi vuoti. Le cause dell’alopecia sono controverse: in alcuni casi sembrano determinanti fattori genetici, in altri l’indebolimento e la perdita di capelli (e peli) è dovuta a deficit immunologici, ma non è raro che manifestazioni di questo disturbo siano provocate da carenze nutrizionali o, con sorprendente frequenza, da traumi psicologici o periodi di forte stress. In questi due ultimi casi, il problema è in genere temporaneo e reversibile. Qualunque sia la causa scatenante, comunque, il trucco permanente fornisce una soluzione perfetta per recuperare le proprie, familiari sembianze e, insieme ad esse, la fiducia in se stessi.

Tricopigmentazione

A sottoporsi a trattamenti di tricopigmentazione sono, nell’80% dei casi, clienti di sesso maschile. Per l’uomo la perdita dei capelli è un problema molto sentito, paragonabile alla perdita del seno per una donna. Molti si rivolgono al dermopigmentista dopo aver effettuato l’autotrapianto, operazione chirurgica dai molti limiti, che nella maggior parte dei casi non è in grado di risolvere completamente la calvizie. Essendo già stato deluso, il cliente è molto scettico e titubante, pone molte domande in fase di consulenza e si fida difficilmente. Chi invece si sottopone direttamente alla tricopigmentazione, senza avere effettuato in precedenza un autotrapianto, è in genere molto più docile - e anche più riconoscente in seguito al trattamento. 
Benché poco conosciuta, la tricopigmentazione è una tecnica di straordinaria efficacia, che permette di risolvere svariate problematiche del cuoio capelluto, quali cicatrici generiche, cicatrici da autotrapianto, alopecia, diradamenti e calvizie. Relativamente a quest’ultima problematica, spesso sono proprio i giovanissimi a rivolgersi al dermopigmentista, poiché in molti casi la calvizie comincia a manifestarsi fin dai 20 anni.
Trattandosi di un tatuaggio effettuato con pigmenti bio-riassorbibili, ovvero colori che la pelle riassorbe con il passare del tempo, il trattamento è reversibile: il cliente può rivalutarlo o estenderlo successivamente qualora la calvizie aumenti.

Dermopigmentazione paramedicale

Il terzo settore d’intervento è molto ampio ed è sicuramente il più delicato. Uno dei trattamenti più richiesti nel campo della dermopigmentazione paramedicale è la ricostruzione dell’areola mammaria e del capezzolo da parte di donne che si sono sottoposte a interventi di mastectomia. Si tratta in molti casi di persone psicologicamente fragili e dall’emotività accentuata, che si commuovono già guardando la progettazione del loro “nuovo” seno. Sono donne comprensive, che non mirano alla perfezione estetica, ma desiderano semplicemente riappropriarsi della propria femminilità. La soddisfazione professionale più grande che può raggiungere un dermopigmentista è data proprio dalle lacrime di gioia di queste clienti!

 

Ennio Orsini
Dermopigmentista e insegnante di fama internazionale, è CEO della Orsini & Belfatto e presidente della AIDer (Associazione Italiana Dermopigmentazione). Ha inventato la tricopigmentazione.

 

 

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