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La sfida dei pigmenti rossi nella cosmesi naturale

Sfumature di rosso

  • Beauty Forum

COLORANTI NATURALI - Secondo la normativa europea sui prodotti cosmetici, esistono esattamente 153 coloranti autorizzati, 43 dei quali usati per ottenere il rosso. Quando si tratta di cosmesi naturale, però, la gamma dei rossi si restringe drasticamente, ponendo i produttori di make up di fronte a una sfida difficile.

Le donne di oggi vogliono poter curare la propria bellezza senza danneggiare inutilmente loro stesse o l’ambiente che le circonda. Comportamenti d’acquisto sempre più orientati alla sostenibilità hanno portato il mercato, negli ultimi anni, a una ricerca sempre più pervasiva di ingredienti naturali e a una maggiore attenzione intorno alla creazione dei colori, in particolare del rosso. Anche gli aspetti sociali ed economici legati alla produzione dei cosmetici stanno via via acquisendo sempre più importanza. Quando si tratta di cosmesi decorativa, da un lato le clienti apprezzano i prodotti di origine naturale, dall’altro non vogliono rinunciare alla gamma di colori disponibile nel make up tradizionale. La sfida principale, per i produttori di cosmetici, è rappresentata dai rossetti. Per rispettare i criteri stabiliti da enti come NaTrue o Cosmos (che certificano se un prodotto è effettivamente “naturale” o no), le aziende devono rinunciare all’impiego di diverse sostanze, tra cui i coloranti abitualmente usati nei cosmetici tradizionali. Pur limitati da questi vincoli stringenti, i produttori riescono tuttavia a offrire alle consumatrici una gamma di colori abbastanza ampia, benché non comparabile a quella dei rossetti convenzionali. Ma che ingredienti si utilizzano nella cosmesi naturale per ottenere tonalità vive e brillanti?

Una scelta limitata

I coloranti che possono essere usati nei cosmetici sono regolati in modo alquanto restrittivo dalla normativa europea di riferimento, il Regolamento n. 1223/2009. L’Allegato IV contiene infatti l’elenco completo dei coloranti autorizzati nella produzione dei cosmetici e, laddove necessario, ne specifica le possibili applicazioni (es. “prodotti da sciacquare”), la concentrazione massima consentita o altre caratteristiche. Il documento comprende 153 sostanze, 43 delle quali servono per creare il colore rosso. La maggior parte di queste sostanze è ricavata sinteticamente e chimicamente, come nel caso dei composti a base di azoto o di xantene. Al momento, solo 5 dei coloranti elencati nella normativa sono utilizzabili per la produzione di cosmetici naturali: l’ossido di ferro, la cocciniglia, la betanina (o rosso di barbabietola), le antocianine e il permanganato di potassio. Ne consegue che la gamma dei colori disponibili sia molto ridotta. Inoltre, spesso non si tratta di veri e propri rossi: dal permanganato di potassio si ottiene, ad esempio, una tonalità rosso-violetta, mentre dall’ossido di ferro si ricava una nuance rosso-aranciata. A seconda del livello di pH del prodotto, invece, si possono ottenere sfumature di rosso più chiaro dalle betanine vegetali e dalle antocianine. I principali limiti di questi colori sono la scarsa resistenza alla luce e la poca stabilità quando entrano in contatto con l’ossigeno atmosferico, che tende a provocare variazioni nei livelli del pH. Questo può portare il colore a sbiadire, o a modificarsi visibilmente.

Ricette uniche

Un’esigenza di molte aziende cosmetiche, soprattutto di quelle che puntano ai mercati internazionali, è quella di creare prodotti le cui formulazioni rispettino le restrizioni imposte dai regolamenti dei diversi Paesi, che spesso differiscono anche di molto. Questo, ovviamente, vale anche per i rossetti. Così, ad esempio, le antocianine (che rendono rossi frutti come le ciliegie o l’uva) sono coloranti ammessi nelle formulazioni dei cosmetici europei, mentre negli USA non si possono utilizzare. Un’ulteriore sfida per i produttori di make up naturale.

La cocciniglia come colorante

Per realizzare un cosmetico dal colore rosso brillante, che possa essere commercializzato anche in mercati extra-europei, al momento l’impiego della cocciniglia rappresenta la soluzione migliore. Si tratta di un ingrediente naturale di colore rosso ricavato dall’acido carminico, che viene prodotto dalla cocciniglia del carminio femmina come protezione naturale dai nemici. Questi insetti, che vivono su alcune piante grasse (come l’Opuntia ficus-indica, ovvero il fico d’India), sono diffusi soprattutto in America Centrale e Meridionale. Per ogni ettaro di cactus si possono trovare fino a 300 kg di cocciniglie secche ogni anno, che vengono raccolte perlopiù manualmente.
Per molto tempo, la cocciniglia è stata un importante articolo da esportazione per molti Paesi. Questo perché l’insetto non era usato solo nella produzione di cosmetici, ma anche in altri settori, come quello alimentare (ad esempio come colorante nel Campari). La domanda, però, è calata drasticamente in seguito allo sviluppo di surrogati sintetici chiaramente più convenienti (come il composto di azoto “Rosso Cocciniglia A”, la cui sigla è E124). Inoltre, bisogna considerare che la crescente richiesta di prodotti vegani ha reso la cocciniglia un colorante off-limits (i vegani, infatti, rifiutano qualsiasi derivato animale anche nei cosmetici); molti produttori di cosmetici vegan-friendly, che per la produzione dei rossetti ricorrono a basi naturali come cere o oli vegetali, hanno quindi deciso di fare uso di coloranti a base di azoto per ottenere rossi vivaci e, allo stesso tempo, soddisfare le richieste della loro clientela.

Una sfida continua

Le aziende che producono cosmetici naturali certificati sono alla continua ricerca di alternative ai coloranti sintetici o ai composti di azoto per i loro prodotti. Venire incontro alla richiesta delle clienti che vogliono rossetti dal colore vivo e brillante e, contemporaneamente, soddisfare tutti i requisiti imposti dalla certificazioni è un compito sempre più difficile. Probabilmente questa rimarrà una sfida anche negli anni a venire, alla quale le aziende dovranno trovare risposte sempre più innovative.

 

Constanze Stiefel
Laureata in chimica degli alimenti, ha collaborato come informatrice scientifica e farmaceutica presso l'azienda di prodotti naturali Wala.

Marie Calas
Biochimica, ha lavorato per grandi gruppi cosmetici. Attualmente dirige il reparto Sviluppo della Hauschka Kosmetik.

 

 

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