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Si fa presto a dire Spa

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UN TOCCO SPA ALL'ISTITUTO - Dietro la parola "Spa" si nasconde un mondo immenso, che va dai lussuosi templi del benessere degli hotel a cinque stelle ai centri massaggi presenti in ogni angolo di Bali. I numerosi articoli dedicati a questi luoghi fanno sognare a occhi aperti, e l'appetibilità commerciale di questo mondo invita molti centri a tentare la fortuna, riconvertendosi in Spa. Ma attenzione: il sogno può trasformarsi presto in un incubo, se il suo rendimento non è adeguato. Ecco i consigli dello Spa &Wellness consultant Jean-Guy de Gabriac per una trasformazione ben riuscita. 

Il benessere è di tendenza ormai da qualche anno ed è assolutamente legittimo pensare di cavalcare l’onda donando al proprio centro estetico un moderno e appetibile “tocco Spa”. Prima di lanciarti in questa nuova avventura, tuttavia, dovresti fermarti un attimo e riflettere sul tipo di intervento che hai in mente: si tratta di una leggera riorganizzazione, o sei pronta a un cambiamento radicale? Definirsi una Spa, infatti, implica non solo il rispetto delle origini di questi luoghi, ma anche delle aspettative che il pubblico ha sui servizi che può trovarvi - primi fra tutti, i massaggi esotici ispirati a culture lontane e misteriose. Bisogna anche riuscire a creare un’aura di esclusività, e saper conquistare la clientela puntando sul servizio, sulla sua personalizzazione e sulla particolare “attitudine” che contraddistingue l’universo Wellness.

Conservare le origini del termine

Essere una Spa significa essere il più vicino possibile al concetto di “sanitas per aquam” (o “salus per aquam”), ovvero la salute ottenuta per mezzo dell’acqua. Purtroppo, però, molti centri si fregiano della definizione di “Spa” per il solo fatto di disporre di una doccia. Prima di fare degli investimenti importanti - come quelli richiesti, ad esempio, per una vasca idromassaggio -, prenditi del tempo per studiare i bisogni della tua clientela attuale e del mercato della tua città. Inizia poi a proporre dei pacchetti che abbiano dei nomi intriganti e che siano efficaci e piacevoli. Soprattutto, non trascurare una solida formazione interna: sarà questa a fare la differenza quando si tratterà di presentare e rendere appetibili i nuovi servizi alla clientela.
Un trattamento Spa che oggi va molto di moda è la “vasca di deprivazione sensoriale”. Si tratta di una vasca poco profonda, generalmente rotonda o rettangolare, riempita con acqua a 35°C all’interno della quale sono stati disciolti dei sali di Epsom (anche chiamati “sali inglesi”, che altro non sono se non solfato di magnesio). Studi scientifici hanno dimostrato che fare un bagno all’interno di una vasca di deprivazione sensoriale porta numerosi benefici: abbassa la pressione arteriosa e i livelli di stress, riduce i dolori muscolari e articolari e dona sollievo in caso di depressione e insonnia. Inoltre, effetto ancora più sorprendente, sembra favorire la creatività e aumentare la capacità di adattarsi ai cambiamenti della vita.
“Essere Spa” significa proporre anche dei trattamenti a base di calore. Uno dei più conosciuti è sicuramente l’hammam o “bagno turco”, che può essere considerato un rituale a sé stante. È essenziale non risparmiare sull’attrezzatura, che deve far volare la clientela con la fantasia verso luoghi lontani. Gioca con piastrelle colorate e tavoli per gommage dal sapore esotico, crea la giusta atmosfera curando i dettagli; per conferire un’autentica allure orientale al servizio, ad esempio, terminalo servendo una bevanda tipica come tè alla menta o ayran (bevanda turca a base di yogurt, acqua e sale). Lo stesso discorso vale per la sauna: se hai a disposizione un locale sauna abbastanza ampio puoi proporre il classico cerimoniale dell’“Aufguss”, altrimenti opta per una sauna giapponese, installazione oggi molto in voga, che ha delle riconosciute virtù disintossicanti. Certo, predisporre un bagno turco o una sauna comporta un investimento importante, ma può anche diventare molto coinvolgente ed essere un vettore di fidelizzazione.

Rispettare le attese del pubblico

Dall’inizio degli anni 2000 sono nate moltissime Spa con ispirazioni geografiche sempre più esotiche e accattivanti, generalmente (anche se non esclusivamente) riconducibili al continente asiatico: vere e proprie “agenzie di viaggi sensoriali” senza, però, la scomodità del fuso orario.
Un altro punto centrale dello “Spa concept”, infatti, è l’offerta di massaggi ispirati alle tradizioni di altri Paesi del mondo. Tra quelli più in voga troviamo l’abhyanga (di origine indiana), il pijat (di origine balinese), il lomi lomi (di origine hawaiana) e il tuina (di origine cinese). Di pari passo, si sono moltiplicati anche i corsi di formazione (molti dei quali da uno o due giorni) che permettono di padroneggiare velocemente protocolli spesso molto semplici. Tuttavia, non bastano questi brevi corsi per essere in grado di offrire ai propri clienti massaggi che reggano il confronto con quelli che, magari, hanno sperimentato direttamente a Bali, Bangkok o Honolulu. Se non presti adeguata attenzione all’aspetto formativo, rischi di far perdere credibilità anche agli altri servizi che offri nel tuo centro.
Prima di inserire nella tua offerta trattamenti che non hai mai provato prima, fai pratica con le tue colleghe o con i tuoi amici e affina la tua manualità seguendo corsi di formazione e di perfezionamento di livello avanzato. Solo a questo punto avrai acquisito sufficiente dimestichezza per poter inserire nuovi massaggi nel tuo listino. Se i nuovi clienti attirati dalla tua offerta Wellness troveranno un servizio all’altezza delle loro aspettative, è possibile che siano tentati anche da altri servizi che già offrivi, o che siano propensi ad acquistare i tuoi prodotti.

Creare l'esclusività

Secondo il Global Wellness Day, ad oggi ci sono circa 180.000 Spa sparse per il mondo. Se stai pensando di trasformare il tuo centro in una Spa e ci sono già strutture simili nella tua città, quindi, devi riuscire a differenziarti e a integrare con successo una logica di servizio, di personalizzazione e un atteggiamento diversi da quelli dei tuoi concorrenti.
Molti istituti investono tempo e denaro nello sviluppo di protocolli che siano una sorta di “firma”: non trattamenti ideati da aziende o brand, ma proposte studiate e create personalmente dagli operatori di quel centro, dunque uniche per definizione.
Ci sono anche vari aspetti del servizio su cui puoi lavorare per rendere l’esperienza dei tuoi ospiti unica e inimitabile. Per agevolare le clienti con figli, ad esempio, potresti offrire gratuitamente l’assistenza di una tata qualificata uno o due giorni alla settimana per ogni trattamento della durata di almeno 45 minuti.
La personalizzazione si nasconde nei dettagli più piccoli, come la scelta dell’olio a seconda del tipo di masaggio che andrai a eseguire (ad esempio calmante o energizzante), o nell’ambientazione, ricreata anche grazie ad accorgimenti come una playlist a tema (colonne sonore dei film, musica classica, musica jazz e via dicendo, in base ai tuoi gusti, allo stile del rituale e alle preferenze dell’ospite).
Non dimenticare, poi, che la cosiddetta “Spa attitude” sta anche nel savoir-faire del tuo staff in materia di accoglienza e cortesia. Dare al tuo centro l’aspetto di una Spa, quindi, significa mettere in campo un cambiamento strategico che sarà tanto più efficace quanto più sarà stato ponderato e progettato con attenzione.

 

Anne-Sophie Gamelin

 

 

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