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Consigli e procedure innovative contro gli inestetismi dei piedi

A piedi nudi

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LA PEDICURE PER L'ESTATE - Eleganti open toe, sandali gioiello, infradito coloratissime: durante la stagione calda i piedi sono al centro della scena. Intervieni tempestivamente sui principali inestetismi che affliggono le tue clienti e regala loro estremità al top.

Questo articolo fa parte dell'approfondimento
Mani e Piedi in Vacanza

Quando si tratta di pedicure, sottoporsi a sedute regolari è il miglior modo per mantenere la pelle sempre liscia e morbida e le unghie sane e curate. Il più delle volte, tuttavia, questo non accade: dimenticati, trascurati, imprigionati all’interno di scarpe chiuse, i piedi diventano il primo pensiero delle tue clienti solo quando giunge il momento di mostrarli.
Con l’arrivo delle prime giornate di sole, gli inestetismi di pelle, dita e unghie escono allo scoperto tutti insieme e la pedicurista è chiamata a fare del suo meglio per risolverli, spesso sudando sette camicie per regalare alla cliente estremità impeccabili in vista di quell’elegante matrimonio all’aperto o di quell’imminente weekend al mare. Da dove cominciare?

I principali inestetismi

I piedi hanno un compito fondamentale e decisamente logorante: sostengono il nostro peso, permettendoci di camminare, correre, saltare e fare attività sportiva. Sottoposti a queste continue sollecitazioni, è naturale che sviluppino meccanismi di difesa. Tra questi meccanismi, quello che le estetiste incontrano più spesso sono le ipercheratosi cutanee, ispessimenti dello strato corneo della pelle che si sviluppano in risposta a una pressione intensa e ripetuta o a un prolungato sfregamento. A favorire la formazione di ipercheratosi possono essere, ad esempio, l’utilizzo di scarpe inadeguate o lunghi periodi trascorsi in piedi. Questi inestetismi interessano le zone del piede normalmente più sollecitate, come la fascia di pelle che si colloca tra le dita e la pianta e il lato esterno dell’alluce e del mignolo, che sono a diretto contatto con la scarpa.

Le più comuni ipercheratosi sono:

  • i calli: ispessimenti di forma tondeggiante che possono interessare non solo i piedi, ma anche le mani;
  • i duroni: ipercheratosi simili ai calli ma più estese e dai contorni meno definiti;
  • gli occhi di pernice: ispessimenti più piccoli e circoscritti rispetto ai calli, che si manifestano esclusivamente sui piedi.

Anche le verruche hanno le sembianze morfologiche di un’ipercheratosi, ma con una sostanziale differenza eziologica: diversamente dagli inestetismi appena menzionati, le verruche non sono provocate da una sollecitazione meccanica ma da un virus, l’HPV (il Papilloma virus), e sono quindi contagiose.
Un altro diffuso inestetismo che affligge i piedi di molte donne è la secchezza cutanea, che colpisce in modo particolare i talloni: nei casi più lievi, si tratta di semplici screpolature facili da neutralizzare con un trattamento ad hoc e un adeguato mantenimento domiciliare; nelle situazioni più gravi, la pelle presenta delle profonde spaccature, spesso dolorose, che richiedono un iter curativo più lungo e complesso.
Anche funghi e micosi hanno nei piedi il loro bersaglio preferito: complice l’ambiente caldo-umido che si crea all’interno di calze e scarpe, queste infezioni trovano un terreno fertile per proliferare, propagandosi talvolta fino alle unghie.
A proposito di unghie: tra i disturbi tipici dei piedi, l’onicocriptosi - meglio nota come “unghia incarnita” - è uno dei più difficili e dolorosi da trattare. Si parla di unghia incarnita quando una porzione esterna della lamina ungueale (tipicamente dell’alluce) crescendo finisce per penetrare nella pelle, provocando gonfiore, dolore e arrossamento. Le cause dell’onicocriptosi sono molto banali: spesso a favorirla è semplicemente un taglio errato delle unghie, con gli spigoli arrotondati e non dritti. Se non adeguatamente trattata, l’unghia incarnita può portare a conseguenze anche serie, come infezioni o ascessi; nei casi più gravi, l’unica soluzione è la rimozione chirurgica dell’intera unghia.
In sede di pedicure, è buona norma individuare gli inestetismi presenti sui piedi della cliente prima di cominciare il trattamento, in modo da impostare fin da subito i corretti step di intervento. Non dimenticare mai che la pedicure estetica non ha e non deve avere finalità curative: micosi, infezioni virali (come le verruche) e casi gravi di onicocriptosi devono essere immediatamente segnalati a un podologo, a cui spetta il trattamento delle patologie dei piedi. Una volta ottenuto il suo via libera, potrai intervenire sugli inestetismi, rimettendo in sesto i piedi della tua cliente con una pedicure mirata.

TIP
Consigliare alle clienti di curare le loro estremità anche a casa fa parte del tuo lavoro: come spesso accade, anche per quanto riguarda gli inestetismi dei piedi i migliori risultati si ottengono se al trattamento in istituto si accompagna un adeguato mantenimento domiciliare. Consiglia alla tua cliente l’acquisto di una crema piedi che abbia virtù idratanti, emollienti e lenitive, magari da applicare prima di andare a dormire insistendo in modo particolare sulle zone più soggette a ruvidità e ispessimenti. In vista dell’estate, ottimi prodotti da rivendita sono anche gli spray rinfrescanti e decongestionanti, meglio se arricchiti da ingredienti antimicotici come l’olio essenziale di eucalipto o di tea tree.

Pediluvio: sì o no?

Una volta esaminati i piedi della cliente e fatte le opportune valutazioni, la seduta di pedicure può cominciare.
Il primo step è, naturalmente, la detersione. Infilare i piedi in un bagno di acqua tiepida è, per la cliente, un momento estremamente rilassante. Questo vale soprattutto in inverno, quando il pediluvio caldo è un valido alleato anti-freddo. Quando la temperatura inizia a salire, i piedi possono essere detersi e purificati con metodi alternativi.
La pedicure senz’acqua è ormai uno standard in moltissime realtà e assicura un notevole risparmio di tempo e denaro, garantendo i risultati di una pedicure tradizionale e riducendo drasticamente il rischio di contaminazioni crociate (il passaggio indiretto di microbi patogeni da una cliente all’altra che, purtroppo, con l’uso della vaschetta da pedicure non si può mai escludere al 100%). Oggi esistono in commercio detergenti senza risciacquo capaci di pulire e purificare la pelle in profondità eliminando le controindicazioni dell’acqua che, per fare un esempio, ha lo svantaggio di dilatare la lamina ungueale, rendendo più difficoltoso l’eventuale servizio nail abbinato alla pedicure.
Le obiezioni avanzate a questo metodo sono principalmente due: al pediluvio non si dovrebbe rinunciare in primo luogo per non privare la cliente di un momento di relax, in secondo luogo perché l’acqua ammorbidisce la pelle e la rende più facile da lavorare. Per quanto riguarda il primo punto, abbiamo visto come il piacere provocato dal pediluvio caldo sia decisamente superfluo quando si va verso l’estate (se non addirittura fastidioso quando le giornate cominciano a farsi torride); inoltre, un gradevole momento di benessere può essere offerto con un bel massaggio rilassante ai piedi e alla parte bassa delle gambe. In merito alla seconda obiezione, il mercato propone attualmente svariati prodotti specifici per ammorbidire le ipercheratosi che fanno letteralmente miracoli anche su quelle più tenaci, “sciogliendole” e semplificandone notevolmente la rimozione.
Indecisa sull’opportunità di introdurre la pedicure senz’acqua nel tuo centro? Lascia che siano le clienti a scegliere: affianca per un periodo la procedura “a secco” a quella tradizionale con pediluvio, annota le tue valutazioni e i pareri delle clienti e trai le tue conclusioni. Non è detto che un servizio escluda l’altro: la pedicure senz’acqua potrebbe diventare un trattamento stagionale, offerto ad esempio da maggio a settembre, integrato dall’utilizzo di lozioni, scrub e maschere dagli ingredienti e dalle profumazioni tipicamente estive.

Rigenerazione intensa

Una volta che la pelle dei piedi è stata detersa a fondo, è il momento di rinnovarla e levigarla grazie a un’accurata esfoliazione. Il metodo migliore per eliminare le cellule epiteliali morte e favorirne il ricambio è massaggiare sui piedi uno scrub ad hoc, da scegliere o comporre in base alle caratteristiche del piede e da rimuovere, in ottica “waterless”, semplicemente con un asciugamano umido.
Gli scrub a base di zucchero sono un’ottima scelta: lo zucchero, infatti, contiene alte percentuali di acido glicolico, un alfa-idrossiacido che idrata la pelle mentre la esfolia; inoltre, la composizione delicata di questi scrub li rende perfetti per essere usati su clienti che si sono depilate da poco - al contrario degli scrub a base di sale, che sono più irritanti. Questi ultimi hanno tuttavia altre virtù: oltre a garantire un’esfoliazione profonda, infatti, il sale stimola la circolazione e ha proprietà antisettiche. Particolarmente efficaci e versatili sono gli scrub a base di acidi della frutta: oltre al già citato acido glicolico, altri alfa-idrossiacidi comunemente usati per l’esfoliazione sono l’acido lattico, l’acido malico e l’acido citrico; tra i beta-idrossiacidi, invece, la star è l’acido salicilico, uno tra i più noti agenti esfolianti che viene usato anche nei peeling chimici.
Dopo l’esfoliazione, è il momento di trattare in modo mirato le ipercheratosi. Gli ispessimenti cutanei come calli e duroni, benché in genere innocui, sono spiacevoli alla vista quanto al tatto. Come anticipato, un valido aiuto per neutralizzarli arriva dai trattamenti “sciogli-callo” professionali che, lasciati in posa per un certo intervallo di tempo oppure applicati con la raspa, agiscono in modo mirato sull’inestetismo, ammorbidendolo e riducendone lo spessore. Per l’eliminazione definitiva delle ipercheratosi, venuta a mancare la possibilità di usare le tradizionali lame sgorbie (vietate alle estetiste dal decreto interministeriale 206/2015) l’impiego del micromotore si profila ad oggi come la soluzione più moderna ed efficace. Ad acqua o con aspirazione a secco - a seconda delle esigenze e delle preferenze dell’operatrice - il micromotore permette di intervenire sul problema in modo sicuro e non invasivo, adeguandosi al caso specifico grazie alla velocità di rotazione regolabile.
Dopo il trattamento specifico degli inestetismi, la pedicure può proseguire con una maschera rigenerante e/o con l’applicazione di una crema/ lozione nutriente e lenitiva, da far assorbire con un leggero massaggio. Al termine, se la cliente lo desidera, puoi procedere con l’applicazione dello smalto o del gel polish, ovviamente in uno dei colori di stagione!

 

A cura della redazione

 

 

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