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Tutte le virtù dell'olio di cocco, elisir di bellezza per eccellenza

Cocco bello!

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Nei frullati, nelle macedonie o nei prodotti per il corpo: le virtù benefiche dell’olio di cocco hanno conquistato divi di Hollywood e gente comune. Il segreto della sua efficacia sta nei suoi acidi grassi a catena media: in quasi nessun altro alimento si possono trovare in concentrazioni così elevate.

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A temperatura ambiente, l’olio di cocco ha una consistenza quasi cremosa - motivo per cui viene spesso chiamato “burro di cocco” -, mentre arriva a liquefarsi a una temperatura che si aggira intorno ai 24 gradi, trasformandosi in un liquido oleoso di colore bianco-giallognolo. Estratto delicatamente e trattato con vapore acqueo, l’olio di cocco si configura come un valido alleato in molti trattamenti per la pelle, a patto che sia extra-vergine e pressato a freddo: se trattato in questo modo, le sue proprietà benefiche rimangono inalterate. Per quanto riguarda i prodotti cosmetici, si consiglia di controllare sempre che si tratti di olio extra-vergine: quello noto come “semplice” (o “puro”), che può risultare irritante, è il risultato di lavorazioni successive quali la raffinazione, la deodorizzazione e lo sbiancamento. A seguito di queste lavorazioni, il prodotto perde parte delle sue proprietà.

Tutto il buono è all'interno!

L’ingrediente principale dell’olio di cocco è l’acido laurico, un acido grasso saturo a catena media, presente in una concentrazione di circa il 45%; si ritiene che questo acido abbia molte proprietà benefiche. Oltre all’acido laurico, sono presenti altri acidi grassi saturi a catena lunga come l'acido miristico (circa il 30%) e l’acido oleico (circa il 2-11%). Si possono trovare, inoltre, sali minerali (come magnesio, calcio e potassio) e oligoelementi (come ferro, zinco, manganese e selenio).

Una piacevole sensazione sulla pelle

L’olio di cocco viene assorbito velocemente dalla pelle senza lasciare quella fastidiosa sensazione di unto tipica di molte sostanze oleose; idrata in modo intenso e dona alla pelle una sensazione di morbidezza quasi “vellutata”; inoltre, è un toccasana per le aree del corpo tipicamente soggette a secchezza cronica come i gomiti o le ginocchia. Anche le labbra screpolate possono trarre giovamento da una piccola quantità di olio di cocco, che le cura, le ripara e le protegge dal freddo. Tra le altre cose, quest’olio è usato anche per prevenire la comparsa delle smagliature in gravidanza.
Grazie alle sue proprietà dolcemente rinfrescanti e lenitive, l’olio di cocco è impiegato con successo su pelli accaldate o irritate come, ad esempio, dopo una prolungata esposizione al sole. È anche una buona base per la creazione di burri corpo fatti in casa (mischiato in parti uguali con dell’olio di jojoba). L’acido laurico, poi, aiuta a combattere le aggressioni di virus e batteri sia dall’interno che dall’esterno, ed è uno dei motivi per cui l’olio di cocco si usa spesso nel trattamento delle neurodermiti e dell’acne.
Come già accennato, quando viene usato in prodotti di skin care l’olio deve essere extra-vergine, oppure trattato tramite vaporizzazione: in questo modo, tutte le sue qualità e i componenti essenziali rimarranno intatti. Tuttavia, è un prodotto che tende a irrancidire velocemente e, una volta aperto, deve essere conservato in frigorifero.
Dal momento che, nella maggior parte dei casi, l’olio di cocco non ha effetti collaterali, può essere usato in qualsiasi sua forma come ingrediente base per la produzione di prodotti cosmetici. Questo vale soprattutto per il viso, ma anche per il corpo. È anche un componente molto importante nei prodotti per le pelli sensibili. Ecco perché, negli ultimi anni, questo gustoso frutto che ci fa pensare all’estate è diventato un ingrediente molto amato nella cosmesi naturale.
L’olio di cocco può essere usato anche per la cura dei capelli: si può applicare come maschera (che ha un effetto calmante anche sul cuoio capelluto), oppure come trattamento specifico, magari in fiala.

→CURIOSITÀ←
Sapevi che in paesi come la Thailandia le noci di cocco vengono raccolte da piccole scimmie? I macachi addestrati si arrampicano fino alla cima delle palme e fanno roteare le noci sul loro asse fino a quando non cadono per terra.

L’olio di cocco in cucina

La resistenza al calore dell’olio di cocco lo rende ideale non solo per cucinare, ma anche per arrostire e friggere; questo vale anche per i piatti asiatici che vengono preparati nel wok. È un alimento molto digeribile, che mette in moto fin da subito il metabolismo: ecco perché si ritiene favorisca il dimagrimento e le diete. Nonostante il suo alto contenuto di acidi grassi insaturi, poi, non influisce negativamente sul colesterolo e sui trigliceridi, cosa che lo rende adatto anche alle persone che faticano a bruciare il grasso corporeo. Non è un caso, forse, se nelle aree geografiche in cui la noce di cocco (in tutte le sue forme) fa parte già da molto tempo dell'alimentazione si verifichino rarissimi casi di malattie cardiocircolatorie e gli abitanti siano, nel complesso, più in salute e più in forma. 

Utilizzo versatile

Nelle regioni tropicali, la noce di cocco è da millenni una straordinaria fonte di materie prime e sostanze nutritive. Viene raccolta quando il frutto è ancora acerbo e verde: la polpa interna è spessa circa 1-2 cm, bianca, solida, leggermente fibrosa ma succosa e può essere mangiata anche senza essere lavorata. La polpa del frutto fresco è composta per circa il 45-50% di acqua mentre, una volta essiccata, questa quantità scende al 5%. Nella cosiddetta copra (la polpa di cocco essiccata) la quantità di sostanze grasse aumenta fino al 60-70%. Ogni anno, da una singola palma vengono estratti dai 5 ai 20 kg di copra con la quale si producono, tra le altre cose, l’olio di cocco, il burro di cocco e le scaglie di cocco essiccato; se grattugiata, invece, la copra si può usare per cucinare e per la produzione di dessert e dolciumi vari. Principalmente, però, viene usata per l’estrazione dell’olio di cocco e ciò che ne rimane dopo il processo di pressurizzazione impiegato per produrlo viene utilizzato come pastura.

Excursus botanico

La palma da cocco (Cocos nucifera) appartiene alla famiglia delle Arecacee e il suo habitat ideale sono i tropici. È vulnerabile al gelo e per vivere ha bisogno di caldo e di acqua. Può arrivare fino a 20-25 metri di altezza e sulla cima non ha una vera e propria chioma: piuttosto un “ciuffo” di foglie. Queste, lunghe e dalla forma piumata, sono molto flessibili al vento, motivo per cui le palme resistono molto bene alle tempeste. Le palme da cocco producono frutti durante l’intero arco dell’anno e le noci sono continuamente disponibili. Dal punto di vista botanico, però, il frutto della palma da cocco non è la noce vera e propria ma la “drupa”, che comprende anche un esocarpo esterno (buccia) liscio e un mesocarpo (polpa) fibroso; queste parti del frutto vengono eliminate per la commercializzazione. Una palma da cocco può arrivare a un’età di 100- 120 anni. Le palme, come testimoniato dai tipici paesaggi “da cartolina”, crescono anche sulle spiagge; i frutti che cadono in mare possono essere sospinti così al largo da raggiungere di nuovo la terraferma e perfino mettervi radici.
Una drupa lunga dai 20 ai 30 centimetri può arrivare a pesare fino a 2 chili e mezzo. I tre pori (“occhi”) che si trovano sullo stesso lato del frutto sono le attaccature dei germogli dai quali, però, nasce una sola nuova noce. Se si vuole bere dell’acqua di cocco, quello è il punto più morbido da cui si può aprire il guscio.

 

Marina Westermann
Estetista, autrice e beauty expert per la tv, è anche formatrice ed esperta di Marketing.

 

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