fbpx
Una panoramica sul lavoro stagionale in resort e villaggi turistici

Pronta a fare le valigie?

  • Beauty Forum

LAVORO STAGIONALE - Con l’avvicinarsi dell’estate, si moltiplicano gli annunci di lavoro rivolti a estetiste interessate a fare un’esperienza di lavoro stagionale in una struttura turistica. Facciamo un po’ di chiarezza su questa opportunità.

Quella del lavoro stagionale è un’opportunità che, almeno una volta nella vita, ha solleticato la fantasia di ogni operatrice della bellezza: l’idea di fare i bagagli e partire per una destinazione da sogno, lavorando per qualche mese in un grande villaggio turistico o in un hotel di lusso, ha sicuramente molti elementi d’attrazione tanto per la giovane estetista alle prime armi, quanto per la professionista affermata che desideri cambiare aria per un po’.
Nel momento in cui l’eventualità si fa concreta - perché magari si è state contattate per un colloquio o si è già di fronte a un contratto da firmare - l’entusiasmo iniziale lascia comprensibilmente il posto a dubbi e domande: sarò abbastanza qualificata? Mi stuferò nel giro di qualche settimana? Non dovrei puntare a un impiego più stabile? Alla fine, ne sarà valsa la pena? Alla maggior parte di queste domande è impossibile rispondere a priori: chi decide di provare un’esperienza lavorativa di questo tipo deve essere consapevole che si tratta, in qualche misura, di un salto nel buio e che le testimonianze di colleghe e conoscenti valgono fino a un certo punto. La location, il tipo di struttura, i ritmi di lavoro, il feeling con il resto dello staff e con gli ospiti: le variabili in campo sono troppe per poter stabilire in partenza se l’esperienza sarà più o meno positiva per la propria carriera professionale e per la propria crescita personale.
Per inquadrare meglio la questione, tuttavia, può essere utile conoscere il punto di vista dei diversi attori in campo, a partire dalla struttura turistica vera e propria e da chi si occupa di selezione del personale in questo ambito fino, ovviamente, all’estetista che ha già vissuto l’esperienza del lavoro stagionale. 

Da dove cominciare?

Il primo passo per ottenere l’occupazione stagionale dei propri sogni è dedicarsi a un’accurata ricerca di annunci e offerte di lavoro. È un’attività che va cominciata con largo anticipo: i processi di selezione del personale per l’alta stagione sono generalmente molto lunghi e, in alcuni casi, implicano un periodo di formazione; candidarsi per tempo, inoltre, aumenta le chance di essere chiamate per un primo colloquio, bruciando sul tempo le altre potenziali candidate. 
Le realtà più strutturate, come le grandi catene alberghiere o i resort di lusso, spesso pubblicano gli annunci direttamente sul proprio sito web: “La selezione del personale avviene tramite la sezione ‘Lavora con Noi’ del nostro sito e attraverso una ricerca presso i migliori centri di formazione” ci spiega Andrea Brucciani, General Manager dei Centri Thalasso & SPA di Delphina Hotel & Resorts, catena di lusso con otto strutture in Sardegna. “Attualmente stiamo selezionando varie figure per la stagione estiva, sia per il fisiologico turnover, sia per scelte della Direzione dei centri Thalasso & SPA Delphina. Le figure ricercate sono diverse: si va dallo SPA Manager all’estetista/ massaggiatrice, fino allo SPA Receptionist” aggiunge Brucciani. Un’altra possibilità è quella di portare il proprio CV in un’agenzia per il lavoro, specificando di essere alla ricerca di un’occupazione stagionale. Il metodo più rapido per avere accesso a un gran numero di annunci è comunque aprire un browser internet e digitare le giuste parole chiave: il web è pieno di portali specializzati nella ricerca/offerta di lavoro e, tra questi, esistono alcune piattaforme che si concentrano esclusivamente sul lavoro stagionale. Una di queste è Job in Tourism che, grazie ai suoi strumenti di ricerca avanzata, permette di selezionare e priori gli annunci potenzialmente interessanti in base a criteri come il settore, la posizione lavorativa o l’area geografica.
Un dettaglio, quest’ultimo, che ogni aspirante estetista stagionale dovrebbe valutare con attenzione. Una delle prime domande da porsi è: “Dove voglio andare?”. L’Italia è un paese dalla forte vocazione balneare, ma Spa e centri benessere sono diventati un must anche in altre realtà turistiche. Negli ultimi anni, ad esempio, il turismo montano (estivo e invernale) ha raggiunto alte vette di popolarità. “Nei resort di montagna le strutture benessere sono sempre più centrali” ci spiega Massimiliano Sarti, coordinatore di redazione di Job in Tourism. “Molto diffusa è la tendenza a offrire pacchetti su misura per chi pratica sport invernali, ad esempio massaggi defaticanti per gli sciatori. Negli ultimi anni, tuttavia, si assiste sempre più a un turismo montano indipendente dallo sci e legato, invece, alla ricerca del relax e della buona tavola: ecco allora che i servizi Wellness acquistano una rilevanza inedita, e la ricerca di professionalità specifiche è sempre maggiore” aggiunge.
Anche al di fuori dell’Italia le possibilità non mancano, soprattutto se si entra a far parte dei circuiti legati ai grandi tour operator. Un’altra opportunità da valutare è quella delle navi da crociera, dove i servizi Beauty & Wellness sono spesso il pezzo forte dell'offerta a bordo: un’esperienza dal profilo internazionale, che consente - letteralmente - di girare il mondo lavorando.

Lavorando in ambito turistico si acquisiscono e si affinano velocità e manualità a un ritmo assolutamente non paragonabile rispetto al centro estetico cittadino.

Quali competenze?

C’è un aspetto sul quale tutte le figure interpellate sembrano essere d’accordo: al di là delle necessarie competenze tecniche - e del livello di esperienza, che varia a seconda della posizione ricercata -, per lavorare nella Spa o nel centro estetico di una struttura turistica è necessario possedere alcuni requisiti specifici. “Le capacità relazionali sono importantissime” ci spiega Massimiliano Sarti, “specie se si considera che, a offrire questi servizi, sono in genere strutture dalle 4 stelle in su, la cui clientela è abituata a standard di professionalità molto elevati”. Gli fa eco Bruno Ferrera, fondatore di BF WELLNESS Management & Consulting: “L’approccio all’ospite/ cliente è diverso rispetto a quanto accade in città: non bisogna mai dimenticarsi che si sta lavorando con persone che si trovano in vacanza e che, volenti o nolenti, la disponibilità per un sorriso o un consiglio va assicurata 24 ore su 24.” La variabile ‘tempo’, in una struttura turistica, assume connotati molto diversi rispetto alla quotidianità del lavoro in istituto. La capacità di sopportare ritmi di lavoro serrati e un’efficace gestione dello stress sono caratteristiche fondamentali per il lavoratore stagionale.
Un altro requisito importante è l’abilità nella vendita di pacchetti e prodotti, la cosiddetta “ancillary revenue” su cui hotel e resort sembrano puntare sempre di più. “A differenza di quanto accade in un centro estetico tradizionale, in un villaggio turistico il marketing è mirato sulla settimana” prosegue Bruno Ferrera, che del marketing “da vacanza” ha fatto uno dei pilastri della sua attività di consulenza. Il segreto? “Essere presenti, ma mai invadenti” ci svela.
E le lingue? “Avendo a che fare con una clientela internazionale, la conoscenza della lingua inglese è fondamentale” spiega Monica Sorrentino, Recruiting Manager di Steiner, società specializzata nella selezione di personale per i centri benessere delle più importanti navi da crociera. Massimiliano Sarti concorda: “Sapere l’inglese è condizione necessaria, ma, come nella maggior parte delle professioni turistiche, più lingue straniere si conoscono, maggiori sono le opportunità di essere selezionati.”

Quale formazione?

Le peculiarità proprie del lavoro stagionale spesso rendono necessaria una formazione ad hoc. BF WELLNESS, oltre a occuparsi della gestione diretta di Spa e centri benessere in strutture turistiche e a fornire consulenza specifica, predispone per le aspiranti stagionali un percorso formativo obbligatorio, che termina con un primo colloquio e con una lettera d’intenti per l’assunzione in una delle strutture partner. “Nel corso dello stage di 4 giorni si affrontano diverse tematiche” ci spiega Bruno Ferrera: “si comincia spiegando che cos’è un villaggio turistico, si prosegue con approfondimenti teorici e pratici condotti da professionisti del settore, terminando con una panoramica sugli aspetti fiscali del lavoro stagionale.”
In alcuni casi sono le strutture stesse a fornire una formazione mirata: “Ogni anno è prevista un’importante formazione prima delle aperture dei Centri Thalasso” precisa Andrea Brucciani dei Dephina Hotel & Resorts, “durante la quale si approfondiscono gli aspetti tecnici dei trattamenti in cabina e le tecniche di vendita, con percorsi dedicati alle SPA Manager e alle Addette al Ricevimento.”
Mirata e specifica è anche la formazione rivolta a chi si imbarcherà come stagionale su una nave da crociera. “Una volta selezionati i candidati migliori, Steiner li forma presso la sua accademia di Londra, preparandoli agli elevati standard che saranno richiesti nell’esecuzione dei diversi trattamenti che si andranno a realizzare a bordo” spiega Monica Sorrentino.

Quale contratto?

Ci sono svariate forme contrattuali di fronte a cui l’aspirante lavoratrice stagionale può trovarsi a dover decidere. Molte sono le variabili da tenere in considerazione: la struttura assicura vitto e alloggio? Sono previsti incentivi? Com’è gestito il riposo settimanale? Le risposte a queste domande variano da realtà a realtà e vanno valutate con attenzione.
BF Wellness, ad esempio, prevede due possibilità: Partita IVA con una percentuale sui trattamenti, oppure contratto a tempo determinato. La durata del contratto varia a seconda della località: i periodi di alta stagione non sono gli stessi ovunque e l’impiego può durare un mese come un anno. Per quanto riguarda le navi da crociera, invece, la forma contrattuale è piuttosto standardizzata; come ci illustra Monica Sorrentino, si tratta in genere di “contratti a tempo determinato di 9 mesi, con possibilità di rinnovo in base alla performance individuale e alla condotta a bordo.”
Qualunque sia il tipo di contratto proposto, è importante prendersi il tempo per valutare con cura ogni dettaglio, facendo sempre prevalere la razionalità rispetto al (pur comprensibile) entusiasmo. In caso di dubbi, una buona idea può essere quella di chiedere consiglio a colleghe più esperte o rivolgersi un consulente del lavoro.

Quale valore aggiunto?

Infine, la domanda più importante di tutte: alla fine, ne sarà valsa la pena? “L’esperienza stagionale in contesti di alto livello è estremamente vendibile nel mondo del lavoro” spiega Massimiliano Sarti di Job in Tourism; “‘fare la stagione’ non è più visto come un ripiego, ma come un vero e proprio trampolino di lancio per la propria crescita professionale.”
“I ritmi di lavoro in una realtà turistica sono più frenetici rispetto alla città, ma in un certo senso ti temprano e ti preparano” spiega Bruno Ferrera, sottolineando anche che “spesso chi parte difficilmente torna a lavorare in città”; qualora decida di farlo, tuttavia, avrà una preparazione più ricca e diversificata rispetto a molte colleghe.
“Ricevere una formazione altamente qualificante, lavorare in un contesto internazionale, viaggiare per il mondo, fare un’esperienza multietnica e multiculturale”: per Monica Sorrentino di Steiner sono questi i grandi “pro” del lavoro stagionale su una nave da crociera. Per un’estetista, la cui professione è per sua natura sedentaria, l’occasione è sicuramente ghiotta. L’unico “contro”? La lontananza da casa per molti mesi, un aspetto che, prima di imbarcarsi nell’impresa, va sempre attentamente ponderato. Tenendo presente, però, che talvolta uscire dalla propria comfort zone è ciò che ci aiuta a crescere e migliorare, come professioniste e come persone.

 

 E le estetiste cosa ne pensano?

La parola a Emanuela Stagno, che ci racconta la sua esperienza.

Beauty Forum: Dove e per quanto tempo sei stata una lavoratrice stagionale?

Emanuela Stagno
Ho lavorato per due anni e mezzo in diversi villaggi Valtur, in Italia e all’estero, mentre la mia ultima stagione è stata al Villaggio Olimpico di Sestriere.

Come sei venuta a conoscenza di questa opportunità?

A parlarmene per la prima volta fu un’ex compagna della scuola di Estetica. Subito dopo il diploma lei iniziò a lavorare nei villaggi e, durante la sua seconda stagione, mi contattò perché la struttura dove lavorava aveva bisogno di personale urgente per fronteggiare l’alta stagione. In quel periodo non avevo un lavoro fisso, così decisi di provare. Inizialmente dovevo rimanere 20 giorni: alla fine mi fermai per 2 mesi!

Come si è svolto il tuo processo di selezione?

Nel periodo di aprile-maggio l’azienda organizza una settimana di formazione- stage, durante la quale seleziona il personale da mandare nelle varie strutture. Nel mio caso, essendo subentrata a stagione già iniziata, mandai il curriculum direttamente alla responsabile di sede.

Com’è organizzato il lavoro all’interno del villaggio?

Dove ho lavorato io, l’attività in Spa si svolgeva dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, con mezza giornata libera alla settimana (solitamente la domenica mattina, perché giornata di arrivi e partenze). Per il personale della Spa era facoltativo partecipare al programma di intrattenimento, ma era molto importante il cosiddetto “contatto” con gli ospiti, il “fare amicizia” durante i pasti o in altre occasioni di socializzazione, in modo da far conoscere loro tutti i servizi offerti dalla struttura.

Ritieni che il trattamento economico fosse adeguato?

Il mio contratto prevedeva vitto e alloggio e, oltre allo stipendio base, ricevevo una percentuale sia per i pacchetti che per i prodotti venduti. Inoltre, come dipendente, potevo usufruire di sconti al bar o alla boutique del villaggio. Non posso dire che la contropartita economica fosse pienamente adeguata alla mole di lavoro giornaliera - a volte arrivavo a eseguire anche dodici massaggi al giorno! A mio avviso, tuttavia, non si sceglie un’esperienza lavorativa di questo tipo per riempirsi le tasche, ma per arricchire il proprio bagaglio personale e professionale.

Quali sono i lati positivi e quelli negativi di un’esperienza di questo tipo?

Girare il mondo, conoscere posti e culture nuove, lavorare con personale locale imparando tecniche e procedure diverse: sono tutte esperienze a cui non avrei avuto accesso se non avessi deciso di partire. Certo, il rischio di diventare dei vagabondi con la valigia sempre aperta è dietro l’angolo, e i molti mesi lontani da casa , se da un lato aiutano a crescere e maturare, alla lunga possono pesare. Al tempo stesso, però, l’opportunità di crescita professionale è immensa: non mi riferisco solo ai corsi di aggiornamento, ma anche e soprattutto al grande volume di lavoro e alle tante ore di pratica. Lavorando in ambito turistico si acquisiscono e si affinano velocità e manualità a un ritmo assolutamente non paragonabile rispetto al centro estetico cittadino.

Consiglieresti l’esperienza a una collega indecisa?

Assolutamente sì, potendo tornare indietro ripartirei io stessa altre mille volte!

 

Valeria Federighi

 

 

#BeautyForum, #BF_life&work, #business, #BF_mag_giu17


Newsletter Beauty Forum


zeroventi • Via Passalacqua 4 - 10122 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102