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Qualche consiglio per trovare il nome perfetto con cui battezzare il tuo centro nail

Un nome, una garanzia

  • Nail

Scegliere per il proprio centro nail un nome che sia sfizioso e originale, ma al tempo stesso facile da ricordare, non è sempre semplice: ecco qualche consiglio per un "battesimo" di successo.

 

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Il tuo nuovo centro nail

 

UN PO' COME ACCADE PER UN FIGLIO IN ARRIVO, LA SCELTA DEL NOME PER L'ATTIVITÀ CHE CI SI APPRESTA AD APRIRE È FATTA DI INFINITE VALUTAZIONI E DRASTICI RIPENSAMENTI. C'è chi brancola nel buio e chi invece ha mille idee e non sa decidersi: in entrambi i casi, non è una scelta che si può rimandare all'infi nito! Il tuo centro nail ha bisogno di un nome: prima lo avrà, prima potrai iniziare una studiata ed effi cace campagna promozionale pre-apertura.
Ideare un nome che dica qualcosa di te, sappia incuriosire e sia anche semplice da memorizzare richiede un po' di attenzione e di fantasia, ma non è un'impresa impossibile. Prima di iniziare a compilare un elenco di nomi a casaccio e a lanciare sondaggi d'opinione tra amici e parenti, dai un'occhiata ai nostri consigli.

Prima regola: la coerenza

Per prima cosa, dovresti riflettere sulla filosofia del tuo centro e sullo stile che incarnerà: elegante e lussuoso, o amichevole e informale? Il nome, come l'arredamento, deve riflettere in qualche modo le caratteristiche del centro e di chi ci lavora. Il centro nail è prima di tutto uno spazio di bellezza. Termini come "bottega" o "angolo", ad esempio, evocano l'idea di un luogo intimo e raccolto. È un tipo di nome perfetto per un grazioso centro di piccole dimensioni: battezzarlo "La Bottega delle Unghie" o "L'Angolo della Manicure" è un modo intelligente di sfruttare a tuo vantaggio i pochi metri quadri a disposizione, trasformando il tuo centro minuscolo in un'irresistibile "bomboniera". Per rimanere in tema, anche "salotto" è un nome che richiama un'idea di intimità; "salone" fa pensare invece a uno spazio piuttosto grande, ma ha un connotato più neutro. Un'alternativa a "salone" potrebbe essere "lounge": "Nail Lounge" e varianti non ti fanno pensare a un accogliente luogo di incontro, dove rilassarsi e fare conversazione? Appellativi come "boutique" o "atelier" evocano invece un concetto di "lusso", ereditato dal mondo della moda a cui fanno riferimento. Puoi optare per varianti di questo tipo se lo stile del tuo futuro centro sarà fortemente orientato all'esclusività: da un centro con un nome del genere, una potenziale cliente si aspetta spazi eleganti e ricercati, prodotti e servizi premium. È un nome che può attrarre una clientela con alta capacità di spesa, a patto ovviamente che l'offerta sia adeguata alle promesse. Stesso discorso per l'attributo "Nail Spa", che va necessariamente abbinato a un menù di trattamenti dall'impronta fortemente wellness.
Se si desidera che il nome del centro esalti la bravura tecnica delle operatrici si può puntare invece su un nome che evochi il concetto di "lavoro" o, meglio, di "laboriosità", ad esempio "L'Officina (o Il Laboratorio) della NailArt". Nomi di questo tipo fanno immediatamente pensare a un luogo dove regnano sovrane la creatività, la voglia di sperimentare e, soprattutto, la perfezione del risultato. La domanda delle domande: è proprio necessario che il nome del centro contenga la parola "Nail", o "Unghie", o "Nailart"? Ovviamente non esiste una regola generale, ma inserire questi elementi nel nome permette alla potenziale cliente di capire fin da subito che tipo di servizi vengono offerti in quel centro e a distinguerlo, ad esempio, da una profumeria o da un salone di parrucchieri.

Nomi, fiori, colori, città

Non è raro che la titolare di un centro decida di attribuirgli il proprio nome di battesimo: in linea generale, un "Nailstudio Sabrina" o un "Nails by Erica" sono nomi facili da ricordare e, soprattutto, creano un'istantanea sensazione di familiarità nella potenziale clientela di passaggio. Identificare un'attività con un nome proprio contribuisce a personificarla, rendendola subito più umana e, quindi, "più simpatica". Chiamare il centro con il proprio nome (o diminutivo, o soprannome, purché facili da memorizzare) è una buona idea soprattutto quando si lavora da sole; è meno efficace se invece si vuole puntare sull'idea di "lavoro di squadra". Se il centro nasce dalla società tra due colleghe, una buona alternativa potrebbe essere quella di "fondere" i loro due nomi in modo creativo e originale, combinando ad esempio le iniziali di uno e le lettere finali dell'altro ("Valita NailArt" di Valentina e Margherita, "Maresca Nail Center" di Marina e Francesca e via dicendo). Un giochetto che potrebbe arrivare a includere un "pezzettino" del nome di ciascuna collaboratrice, purché il risultato finale abbia una buona musicalità e non risulti forzato. La brand identity del centro può essere raccontata in molti modi attraverso il suo nome, magari prendendo in prestito e reinterpretando il titolo di un film ("Manicure da Tiffany"), il nome di un fiore ("Ninfea Nails"), di un colore ("Smalto Rosso") o di un personaggio della cultura pop ("Le Unghie di Marilyn"). L'essenziale, di nuovo, è che il nome si sposi con lo stile e la filosofia del centro. Le più creative possono provare anche a inventare neologismi o giochi di parole ("Manicute", "Unghielleria") o a rielaborare formule più o meno famose ("Lima & Pennello"): far sorridere la cliente è un modo infallibile per farsi ricordare da lei.
Anche i nomi di località geografiche vanno per la maggiore, ma ha senso usarli solo in determinati casi. Se si vogliono evocare città trendy (come Parigi o New York) o luoghi esotici (come i Caraibi o le Bahamas), è necessario che lo stile del salone sia ispirato in modo esplicito alla località prescelta: gli arredi, la comunicazione, la colonna sonora, i profumi e, ovviamente, anche i trattamenti devono risultare coerenti e coordinati. Cosa penseresti se, entrando da "Bahamas Nails", trovassi pareti tinteggiate di grigio, operatrici con seriose divise nere e sgabelli scomodi in un'asettica sala d'attesa? Semplicemente, ti sentiresti nel posto sbagliato. Una sensazione che le tue clienti non dovranno mai provare!

"Una volta definito quale sarà il nome, arriva la parte più divertente: creare un logo che lo valorizzi a livello grafico, rivolgendosi a un professionista del settore."

Parole straniere: sì o no?

Lo sappiamo: le lingue straniere affascinano con il loro suono e la loro grafia, e la tentazione di attingervi per dare un nome originale al proprio centro è sempre molto forte. Pensiamo a tutti i centri che giustamente contengono la parola "Nail" nel nome: Nail Center, Nail Studio, Nail Bar e via dicendo! D'altra parte, sembra proprio che questa variante suoni meglio rispetto al più asciutto sostantivo italiano "unghia/e". Se l'inglese è senz'altro un serbatoio inesauribile di spunti per nomi semplici e di tendenza, non è l'unica lingua straniera che si presta a essere usata nel nome di un istituto di bellezza. Ad andare per la maggiore sono anche il francese, con la sua cadenza fine e suadente, e lo spagnolo, ricco di sonorità allegre e coinvolgenti. Piacciono molto anche la parole esotiche (più o meno italianizzate), si pensi all'hawaiano "Aloha", all'indiano "Namasté", al giapponese "Kawaii": pronunciandoli, sembra quasi di entrare in un altro mondo. Conviene dunque usare i cosiddetti "forestierismi", oppure no?
Un nome straniero può essere così particolare da rimanere immediatamente impresso nella memoria, o così complicato da cadere nel dimenticatoio dopo cinque minuti. Scegliendo un'opzione di questo tipo, si deve essere consapevoli che non sempre l'esterofilia paga. D'altro canto, però, molte parole straniere fanno già parte del nostro vocabolario quotidiano! Come spesso accade, la verità sta nel mezzo: sì ai forestierismi se suonano bene e hanno un senso logico, no a giri di parole contorti e impronunciabili, che le clienti potrebbero trovare fastidiosamente snob. Viva la moderazione!

La scelta finale

Una volta arrivata a una (ristretta) rosa di possibili nomi, è il momento di fare una piccola indagine nei dintorni: come si chiamano i tuoi diretti concorrenti? Ovviamente, è bene evitare di scegliere un nome simile a quello di un altro centro che si trova nel tuo quartiere o nella tua cittadina: sembreresti una che "copia" e, soprattutto, creeresti confusione nelle tue potenziali clienti. Evita di usare il tuo nome di battesimo se nei paraggi hai già contato svariati centri intitolati a "Sonia", "Anna", "Roberta" e così via. Lascia perdere la tua diva del cinema preferita, se c'è già un salone nelle vicinanze che porta il nome di una star altrettanto popolare. Escludi il richiamo alla California se nei dintorni opera un salone intitolato alla Florida. Non ti affezionare troppo a un nome specifico finché non avrai fatto questa piccola ricerca: potresti doverlo cambiare!
Ci sono poi alcuni aspetti meramente burocratici a cui è però fondamentale prestare attenzione. Primo fra tutti: il nome che hai scelto è legalmente utilizzabile? Potresti, ad esempio, avere optato senza saperlo per un nome che è legato a un marchio o a un logo, o che semplicemente è già stato attribuito a un'altra attività simile alla tua. Fai una ricerca sul web con il nome che hai scelto e vedi cosa salta fuori; soprattutto, però, rivolgiti agli enti preposti per essere sicura di non commettere errori. Una verifica va fatta anche per il dominio del sito web che sicuramente vorrai creare per il tuo centro. Sarebbe una vera scocciatura scoprire tardi che esiste già un sito che si chiama come il tuo futuro centro! Una volta definito quale sarà il nome, arriva la parte più divertente: creare un logo che lo valorizzi a livello grafico. Affidati a un professionista, insieme a cui studiare e valutare le caratteristiche che il logo dovrà avere per esprimere appieno la filosofia del tuo centro e le suggestioni che volevi evocare dandogli quel determinato nome. Non accontentarti della prima soluzione che ti viene proposta: quel logo sarà, per le tue clienti, un vero e proprio punto di riferimento, e deve essere esattamente come lo immagini.

 

Attenzione alla grafia

Maiuscole e minuscole, trattini e spazi, accenti e apostrofi: possono sembrare piccolezze, ma non lo sono affatto. Se scegli per il tuo centro un nome che comprende della punteggiatura o delle parole composte, assicurati di scriverlo sempre nello stesso modo. Se il nome contiene, ad esempio, la parola "Nailart", decidi se scriverla così, oppure staccata ("Nail Art") o con un trattino in mezzo ("Nail-Art") e mantieni sempre quella grafia in ogni supporto comunicativo, dall'insegna ai biglietti da visita, dal sito alle pagine social. È facile sbagliare soprattutto quando si usano espressioni straniere: se decidi che nel nome ci deve essere la parola "Nails" assicurati che sia sempre declinata al plurale (con la s in fondo) o, al contrario, sempre al singolare ("Nail"). Idem con il genitivo sassone (quella "s" apostrofata dopo un nome proprio che esprime possesso): se il centro si chiama "Anna's Nails", non farlo diventare, per fretta o distrazione, "Annas Nail", "Anna Nails" o altro. Le clienti sono più attente di quello che credi: se un centro non riesce a gestire nel modo corretto un aspetto così semplice - potrebbero chiedersi - anche i servizi che offre saranno altrettanto trasandati?

 

Valeria Federighi

 

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