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Le estetiste sono abituate, o dovrebbero esserlo, a rispettare norme igieniche che nelle altre attività commerciali neanche conoscono.

Un po’ di sano realismo non guasta mai

In questi giorni stanno circolando protocolli di sicurezza ai quali attenersi per la riapertura. Premesso che nulla è ancora deciso e io non sono un epidemiologo, credo che un po’ di sano realismo non guasterebbe.
Trasformare un centro estetico in un ospedale e la cabina in una sala operatoria è insostenibile.

I centri estetici rispettano, o dovrebbero rispettare, norme igieniche che sono enormemente più stringenti di qualunque altra attività aperta al pubblico. Le estetiste sono abituate, o dovrebbero esserlo, a rispettare norme igieniche che nelle altre attività commerciali neanche conoscono. Tutto è migliorabile, ma il punto di partenza è già alto.

Gli assembramenti sono evitabili con una corretta gestione dell’agenda. Nei centri estetici l’affluenza è mediamente inferiore ad altre attività commerciali, quindi statisticamente la probabilità di entrare in contatto con un positivo è minore. Con i dispositivi di protezione individuale si contengono i rischi dovuti alla prossimità necessaria per eseguire i trattamenti.

Misurare la temperatura dei dipendenti e dei clienti mi sembra un'operazione fattibile. I centri estetici sono già posti relativamente sicuri. La sicurezza totale in questa fase non è raggiungibile, dobbiamo imparare a conviverci.

Norme esagerate non ci mettano al riparo dai rischi; la mia preoccupazione è che dopo un primo periodo, prendendo confidenza con la nuova condizione, si tenda a non seguirle più, proprio perché esagerate e stressanti, esponendosi così a rischi maggiori.

Adottiamo quindi norme adeguate alla circostanza senza provare inutilmente a creare un ambiente asettico. Non ci sono le condizioni per farlo e forse non è il caso di farlo. Avere migliaia di punti di contatto fuori dagli istituti e poi chiudersi in una bolla di cristallo quando si è dentro non mi sembra un comportamento equilibrato, sarebbe come mettere il salvagente quando l’acqua è bassa per poi toglierlo quando si va nell’acqua alta.

Aspettiamo che il legislatore, sentito il parere degli esperti, decida quali siano i comportamenti da tenere per la riapertura, senza proporre protocolli che renderebbero impossibile lavorare.
Se individualmente un'estetista sentirà il bisogno di spingersi oltre sarà libera di farlo.


Loris Sparti


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