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Clean Clean Beauty e clean creaming in Europa

Clean creaming in Europa

Il desiderio di utilizzare prodotti sicuri e "puliti" è vivo praticamente da sempre. Ultimamente, però, ciò che è cambiato è che, in una parte dei consumatori, è iniziata a serpeggiare una sensazione di "insicurezza": una fetta di loro, infatti, vuole comprare prodotti e cosmetici in modo consapevole e, per farlo, si informa con dovizia e attenzione prima di fare qualunque tipo di acquisto. Di solito, quindi, la prima cosa che fanno è cercare informazioni su internet, ma è qui che le cose si fanno complicate.

L’Europa ha fatto molta strada in quello che viene chiamato "clean creaeming", ovvero la produzione di cosmetici rispettosi e sicuri: basta dare un'occhiata al Regolamento Europeo sui prodotti cosmetici (EU 1223/2009), nel quale sono elencati gli ingredienti che possono essere utilizzati dall'industria cosmetica (tra cui i filtri UV, i conservanti e i coloranti); nell'Allegato II del documento, inoltre, si trova una lista di oltre 1.300 sostanze vietate. Per non parlare, poi, dei test sugli animali, vietati per qualunque prodotto cosmetico ormai da decenni.

Per fare un paragone: negli Stati Uniti non esiste alcun elenco di sostanze proibite, e la regolamentazione del mercato viene affidata a singole società di controllo che si occupano di verificare la qualità dei prodotti, lo sviluppo sostenibile e l’uso consapevole delle risorse ambientali. È una differenza enorme, ma non è possibile percepirla con una semplice ricerca su Google - e anche questo contribuisce ad alimentare l’alone di insicurezza.

La trasparenza totale sulla confezione di un prodotto cosmetico, però, può aiutare estetiste e consumatori a orientarsi più velocemente in mezzo alla "giungla" di prodotti, indicando con un colpo d'occhio quali ingredienti siano contenuti nel prodotto e quale sia la loro azione sulla pelle. Cosa andrebbe ricercato? La presenza di prodotti di origine animale, di glutine, di lattosio, di siliconi, di parabeni, di oli minerali, di microplastiche e di profumazioni artificiali. La cosa importante da capire, però, è che "clean" non significa che un prodotto è "migliore di", ma semplicemente "privo di" alcune sostanze che potrebbero danneggiare l'ambiente in cui viviamo.

 

Com'è nato il movimento della clean beauty? Come si può inserire nella nostra vita di tutti i giorni? Scoprilo qui!


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